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Trento Film Festival a Milano

Data: 07/05/2026 - 00/05/2026
Luogo: Milano, Italia
Periodo: Maggio
Sito Web: http://www.altrispazi.org

edizione 2026:  dal 07/05 al 00/05

Italiani selezionati  |  Notizie (1)  |  

Date

  |  Premi  |  Bando di concorso


CINEMA ARLECCHINO - MILANO

Giovedì 7 maggio
ore 19.00
Run Again
R.: Alexis Berg. UK/Fr., 2025, 67’, v.o. sott. it.
Dave Pen è il cantante degli Archive, una rock band inglese che da trent'anni riempie gli stadi più grandi d'Europa. Ma a causa del Covid, gli Archive non suonano dal vivo da quattro anni. Alla ricerca di una nuova prospettiva, Dave si iscrive alla Spine Race, una gara invernale di 268 miglia. La gara di una vita e una ricerca multiforme che, alla fine, potrebbe non finire mai.
Introduzione a cura di Mauro Gervasini, responsabile del programma cinematografico del Trento Film Festival

Giovedì 7 maggio
ore 21.00
Courma et Courmayeur
R.: Elettra Gallone. Italia, 2025, 79’, italiano con sott. inglesi
Courmayeur è un paese in fondo alla Valle d’Aosta, alle pendici del Monte Bianco. Conta 3.000 abitanti e una vita calma, scandita da ritmi di montagna, sport, natura e relazioni umane. È anche una rinomata località turistica, prediletta da una clientela milanese. Durante weekend e festività invernali si trasforma quindi in Courma: motori rombanti, vita notturna e locali dediti alla movida e al lusso. La neve diventa parco giochi e le montagne fanno da cornice.
Premio del pubblico miglior lungometraggio.
Presente in sala la regista Elettra Gallone

Venerdì 8 maggio
ore 16.30
Land of Canaan
R.: Maggie Lemere. Palest./USA, 2025, 84’, v.o. sott. it.
Mentre la cultura e la terra palestinesi sono minacciate da una distruzione sistematica, il film offre una visione rara e intima dei contadini palestinesi e dei loro ulivi secolari, simboli di resilienza, patrimonio e patria, parte integrante della cultura e del benessere palestinese da migliaia di anni.

Venerdì 8 maggio
ore 18.15
Le Sang et la Boue
R.: Jean-Gabriel Leynaud. Francia, 2024, 96’, v.o. sott.. it.
Numbi, un piccolo villaggio nascosto tra le montagne della Repubblica Democratica del Congo, si trova tuttavia al centro del nostro mondo. Qui, a mani nude, i minatori estraggono il coltan necessario ai paesi più indistrializzati. Per decenni questo oro grigio, indispensabile per la produzione di quasi tutti i dispositivi tecnologici contemporanei, è stato causa di conflitti e di un odioso sfruttamento. A Numbi, i corpi sono ricoperti di fango, le mani sono rosse di sangue e il coltan si nasconde in ogni tasca.
Film vincitore del miglior contributo tecnico e artistico

Sabato 9 maggio
ore 17.00
Il rospo e il diamante
R.: Beniamino Casagrande. Italia, 2025, 75’, v.o. sott. it.
Un'amicizia lunga vent’anni e un passato segnato da avvenimenti tragici, legano Ben, filmmaker europeo, e Negi, buddista indiano. Affascinato dalla possibilità di trovare in Negi una guida spirituale per affrontare il tema della morte, Ben rivive e condivide la sua storia personale.
Presente in sala il regista Beniamino Casagrande insieme agli attori Giuseppe Cederna, Luigi Casagrande e Ram Kedar Negi.
A seguire

El mazarol
R.: Juri Ferri. Italia, 2025, 19’
Nel Trentino rurale del primo ‘900, la vita di Vanni e Agnese viene sconvolta dall'arrivo di Luzia, una giovane donna segnata da abusi. Sostiene di essere vittima del Mazaròl, una creatura folcloristica che rapisce le donne nei boschi. Agnese inizia a vedere inquietanti parallelismi tra la storia di Luzia e la sua stessa vita.

Sabato 9 maggio
ore 19.00
Beyul
R.: Francesco Clerici, Angelica Pastorella. Italia, 2026, 64’, v.o. sott. it.
L’Himalaya, immensa barriera naturale carica di sacralità e miti, custodisce la leggenda dei Beyul, le “valli nascoste.” Tra queste c’è la valle dello Zanskar, oggi minacciata dal cambiamento climatico.
Presenti in sala i registi Francesco Clerici e Angelica Pastorella
A seguire
Mut
R.: Giulio Squillacciotti. Italia, 2025, 18’
Mut è una giornata in alpeggio, allegoria di una stagione estiva nei pascoli di montagna che si ripete da centinaia di anni. Attraverso lo sguardo di due giovani allevatori e dei loro genitori, la ciclicità della vita in montagna diventa ritratto universale del legame tra uomo e animale.



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