Descrizione: L'esperienza personale è sempre stata la scintilla da cui scaturiscono le storie e i grandi affreschi di Giuseppe Tornatore, ammaliante maestro del nostro cinema. Questo vale a maggior ragione per Baarìa, ovvero Bagheria, suo paese natale, film meditato da anni che il regista dedica alle proprie radici ripercorrendo la storia della sua famiglia e, insieme, un secolo di vicende ed emozioni legate alla terra d'origine. In questo libro a due voci con Pietro Calabrese, Tornatore ricostruisce la genesi della sua ultima opera e va a scavare nella memoria: ne nasce un racconto che ha la magia e i colori vividi del suo cinema. Descrivendo il microcosmo della provincia siciliana, il regista fa balenare le figure mitiche che lo hanno ispirato, soprattutto il nonno contadino che sapeva a stento leggere ma conosceva la Divina Commedia a memoria, il padre che gli ha trasmesso il mito positivo della politica e la madre, ideale di una bellezza antica. Su queste evocazioni va a innestarsi la sua favola di enfant prodige della settima arte, iniziata con i pomeriggi al Supercinema di Bagheria e con le prime esperienze di proiezionista, continuata con gli stimoli colti dai grandi quali Fellini e Chaplin, Rossellini e Kubrick, e a oggi approdata al Festival di Venezia 2009, dove Baarìa è il primo film italiano dopo vent'anni a essere scelto per l'inaugurazione.
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