Descrizione: La relazione fraterna è complessa e ambivalente, caratterizzata dall’affetto, ma anche da sentimenti più oscuri e contraddittori, che il mito, la letteratura, l’arte e la psicoanalisi hanno sin da tempi lontani cercato di esprimere e comprendere. Lo scrittore Georges Simenon e il regista Federico Fellini, entrambi inquieti per il rapporto con i propri fratelli reali, hanno riconosciuto l’uno nell’altro la possibilità di una fratellanza elettiva, in cui soprattutto gli aspetti positivi di questo legame – complicità, solidarietà, comprensione, intimità, complementarità – potessero pienamente dispiegarsi. Il libro di Marina Geat indaga molte sfaccettature di questa relazione durata trent’anni, nella quale gioca un ruolo importante la figura di un terzo fratello di elezione, lo psicoanalista Carl Gustav Jung. Un fratello maggiore che né il regista né lo scrittore hanno potuto incontrare personalmente, ma che frequenta attivamente il loro immaginario, con il quale si riconoscono affinità profonde e la sensazione di abitare la stessa ampia “casa” spirituale. Con una prefazione della psicoanalista e saggista Simona Argentieri.
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