Note di regia di "Verso la Notte"
Si inizia una strada intravedendo un punto d'arrivo. E come un miracolo si accoglie la felicitą. Maryam e Hesam si perdono l'uno nell'altro, nel piacere dell'amore e nella prospettiva di una completezza che dovrebbe essere il senso stesso dell'unione d'anime e di corpi. Ma come per una legge ineludibile della causalitą ad ogni felicitą corrisponde una paura che ne mina l'esistenza... la paura di perdersi e di perdere tutto. E allora l'essenza č forse nel lasciarsi andare... la condizione di erranza di Anna ne č testimone... ed il mistero che lei si porta dietro e che Hesam e Maryam indagano č forse proprio il mistero dell'essenza. Verso la notte, come attuazione di un presagio, č la storia di un amore autentico, tra Hesam e Maryam, ma č anche la storia della rovina... o meglio, č un'indagine sulle impercettibili sfumature delle parole, dei gesti e dei silenzi, che nella storia raccontano le insicurezze dell'animo fragile ed instabile dei protagonisti, e sulla forza necessaria per trascinarsi tra le macerie ed afferrare, prima della fine, il senso residuo dell'esistenza, quella sfumatura che una volta intravista farą dire ad Anna: Ah, ecco cosa mi mancava e darle la serenitą... Tutto gira attorno ad un documentario, quello sulla vita di Anna, e del documentario si mantengono ritmi, toni ed atmosfere nell'intero film, a rimarcare la continuitą tra ciņ che i ragazzi indagano e la loro stessa vita. E quindi... una macchina viva, a spalla, vicina agli attori, che li segue e li racconta nella loro veritą, č la cifra stilistica delle riprese, sostenute da una fotografia cruda, di contrasti, di luci ed ombre marcate... Una voce narrante, quella di Hesam che racconta a Mehran com'č arrivato alla rovina, o all'illuminazione, e a voler vivere in un parco della periferia di Roma... un montaggio attento alle ansie, ma anche alle necessitą dell'attesa e dei suoi tempi, ed ai tempi della poesia e del silenzio... Scenografie, costumi, trucchi espressivi ed evocativi nelle scelte stilistiche e cromatiche ma vissuti e reali... e una musica che sottolinei le atmosfere e le emozioni con discrezione... tutte le componenti estetiche al servizio di una riproposizione autentica, da parte degli attori, delle vicende dei personaggi.
Vincenzo Lauria