VENEZIA 82 - IL QUIETO VIVERE di Gianluca Matarrese
Fuori concorso alle Giornate degli Autori il documentario tragicomico di Gianluca Matarrese sulla sua famiglia, "
Il Quieto Vivere". Una produzione Faber Produzioni, Stemal Entertainment e Rai Cinema.
"Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo", scriveva Lev Tolstoj nel suo romanzo “Anna Karenina”, e quella di Gianluca Matarrese lo è in un modo molto particolare. In “Il quieto vivere” il regista mette in scena la tragicommedia grottesca dei Magno, una guerra a colpi di insulti, denunce, dispetti, invettive e maledizioni. Costrette a vivere nella stessa palazzina in uno sperduto borgo calabrese, le cognate Luisa e Imma sono da anni nemiche giurate, si odiano e coinvolgono nei loro drammi l’intera famiglia, come le tre zie anziane che come in una tragedia greca fanno da coro all’infinita vicenda.
Tra documentario, finzione e teatro, il nuovo film di Matarrese, che torna per la quarta volta al Lido, si apre con un confronto “alla western” tra le due cognate, agghindate a festa, tacchi a spillo, trucco pesante, messa in piega perfetta, solo che al posto delle pistole ci sono le parole, taglienti, urlate, un’escalation che rivela tutto il rancore, il veleno che scorre tra le due, sotto gli occhi dell’intera famiglia ormai inerme di fronte al conflitto. Il documentario cattura la quotidianità delle due protagoniste, prime donne sempre pronte a trasformare ogni riunione di famiglia, ogni pranzo, ogni festività nel loro campo di battaglia, esponendo senza tregua ai famigliari le loro ragioni. Le loro sono vere e proprie performance, il palco sono le tavolate dei giorni di festa, o le cucine dove si raccolgono confidenze, scenari sicuramente familiari a molte persone, perché in fondo anche le famiglie infelici si somigliano tutte, e il quieto vivere è in equilibrio precario.
Matarrese, dopo “GEN_”, presentato quest’anno al Sundance, unico italiano in concorso, mette a nudo la sua famiglia, rivelando con ironia piccole meschinità e grandi crudeltà, ma anche sentimenti profondi, come quelli delle zie nei confronti delle nipoti, mostrando anche dove alberga l’anticamera del crimine prima che esploda, momenti in cui le tragedie che nascono da conflitti familiari come quelli tra Luisa e Imma possono ancora essere evitati.
31/08/2025, 11:00
Caterina Sabato