DIVERSITY MEDIA AWARDS 10 - I premiati
Proclamati il 28 novembre 2025 sul profilo Instagram di Fondazione Diversity nel corso di un evento digitale condotto da Aurora Ramazzotti, Guglielmo Scilla e Pierluca Mariti, i vincitori e le vincitrici della decima edizione dei
Diversity Media Awards, i riconoscimenti ideati e promossi dalla Fondazione Diversity che premiano i personaggi e i contenuti mediali che si sono distinti nel corso dell’anno precedente per una rappresentazione valorizzante ed inclusiva delle persone e dei temi per Genere, Età, Etnia, Disabilità, LGBT+, Aspetto Fisico.
Ascoltando il sentimento del tempo e delle comunità, il momento storico che stiamo vivendo richiede di mettere da parte red carpet e teatri per ripartire dall’essenziale. Per questo i
Diversity Media Awards hanno inaugurato un nuovo evento digitale che ha portato i premi laddove l’inclusione ha trovato negli anni una “casa” naturale e una straordinaria cassa di risonanza per istanze spesso totalmente escluse dall’informazione tradizionale, i social. Un viaggio nella ricchezza della diversità, raccontato sui social da 13 contenuti video nei quali Aurora, Guglielmo e Pierluca hanno celebrato tutte le nominate e i nominati delle varie categorie e annunciato i vincitori e le vincitrici di questa edizione.
Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani nei territori palestinesi, è eletta
Personaggio dell’Anno, perché “
ha mantenuto un impegno instancabile nel denunciare il genocidio in corso. La sua voce rigorosa e la sua presenza internazionale rendono inevitabile il confronto con le responsabilità politiche e morali che il tema impone”, come si legge nelle motivazioni del premio.
Il
Premio al Miglior Programma Tv l’ha vinto “
La perfezione non esiste” (Prime Video) perché “
propone uno sguardo originale sulla chirurgia estetica, arricchito dal contributo di psicologhe/i e anestesiste/i. Attraverso i racconti dei pazienti, il programma mette al centro il rapporto con il proprio corpo e le pressioni dei modelli di bellezza diffusi online, mantenendo una prospettiva rispettosa e inclusiva, valorizzando anche corpi lontani dagli standard tradizionali”.
Il Premio come Miglior Film Italiano se l’è aggiudicato “
Il ragazzo dai pantaloni rosa” di Margherita Ferri, in quanto “
è interessante come inviti alla riflessione chiamando in causa responsabilità diffuse – scuola, comunità, piattaforme digitali – per ribadire l’urgenza di contrastare l’omolesbobitransfobia quotidiana che ancora attraversa la nostra società”.
Per quanto riguarda il mondo delle serie tv, il riconoscimento alla
Miglior Serie TV Italiana è stato vinto da “
L’arte della gioia” di Valeria Golino (Sky e NOW) perché “
la miniserie attraversa desiderio, classe, autodeterminazione e tabù, senza addomesticarne la complessità. Un racconto di formazione femminile che provoca e interroga l’ordine morale. Al centro, una protagonista svincolata dagli stereotipi di genere e una rappresentazione della disabilità matura e coerente, sostenuta dalla presenza in scena di interpreti con disabilità, scelta ancora rara nel panorama audiovisivo italiano”, mentre la vittoria per la
Miglior Serie Tv Straniera se l’è aggiudicata “
Hacks” (Netflix) per “
aver creato una straordinaria storia di donne, raccontando una protagonista fortissima nei suoi settant’anni e l’incredibile crescita di un legame tra due generazioni differenti. L’alta qualità di questa serie rende giustizia alla rappresentazione del femminile nel suo invecchiamento, visto non come un declino valoriale, ma trattato con rispetto, seppur sempre con ironia”. Infine, il Premio per la
Miglior Serie Tv Young è andato a “
Hearstopper 3” (Netflix) dato che con la terza stagione “
conferma l’impegno nel mostrare l’universo LGBT+ young, facendo attenzione anche a rappresentare diversità di corpi e a mettere al centro i temi della salute mentale”.
“
5 in condotta” (Rai Radio 2) condotto da Serena Bortone ha vinto il riconoscimento come
Miglior Programma Radio perché “
si propone come spazio libero di confronto sull’attualità e la società. Con leggerezza e autoironia, affronta temi complessi dando spazio a idee e prospettive diverse. La conduzione di Serena Bortone, da sempre attenta ai diritti civili, contribuisce a rendere il programma un presidio di pluralismo e inclusione, in grado di portare nel servizio pubblico un dialogo accessibile e non superficiale”.
Il
Premio per il Miglior Podcast se l’è aggiudicato “
Sigmund” (Il Post), condotto da Daniela Collu che “con rigore e chiarezza affronta temi complessi legati alla salute mentale, dalla psicoterapia al trauma, fino all’impatto dei social sulla psiche. Ogni puntata, arricchita dal dialogo con professionisti e professioniste, contribuisce a sfatare tabù e disinformazione, offrendo strumenti di comprensione accessibili e normalizzando la cura psicologica come pratica di consapevolezza e benessere”.
A ricevere il riconoscimento come Creator dell’anno è Sofia Fabiani (@cucinare_stanca) che “
con ironia e linguaggio diretto ha trasformato la cucina in uno spazio di riflessione sociale, smontando stereotipi di genere, orientamento sessuale e affettivo, pregiudizi sul corpo, rendendo l’inclusione un ingrediente quotidiano, accessibile e potente”, mentre il
premio come Miglior Prodotto Digital è stato vinto da Aurora Leone dei The Jackal per il contenuto “
La festa dei Nonni” in quanto “
The Jackal e Aurora Leone hanno raccontato il valore delle relazioni intergenerazionali celebrando affetto, diversità e legami familiari con ironia e autenticità capaci di parlare a pubblici trasversali”.
Durante l’evento sono stati attribuiti anche i riconoscimenti all’informazione:
Miglior servizio TG al Tg La7 (per il servizio “
Data Room di Milena Gabanelli: il centro per migranti di Mineo e il bisogno di manodopera in Italia” di Milena Gabanelli),
Miglior Articolo Stampa Quotidiani a Il Messaggero (per l’articolo “
Il miraggio parità nel lavoro” di Franca Giansoldati e Gabriele Rosana),
Miglior Articolo Stampa Periodici a Il Venerdì - La Repubblica (per l’articolo “
Il primo pride non si scorda mai” di Claudia Arletti) e
Miglior Articolo Stampa Web a Ilfattoquotidiano.it (per l’articolo “
Marche, obiezione quasi al 100% e ostacoli all’aborto farmacologico: le storie delle donne costrette a spostarsi. E la Regione non si adegua alle linee ministeriali” di Eleonora Cirant).
L’evento
Diversity Media Awards è realizzato da Fondazione Diversity ETS in collaborazione con Show Reel Agency, la Rappresentanza della Commissione europea in Italia e ha ricevuto il Patrocinio del Comune di Roma. Partner tecnico: Framesi.
I
Diversity Media Awards aderiscono al manifesto Live For All, promosso per l’ideazione e la realizzazione di eventi accessibili, presentato dal Comitato per i Concerti inclusivi.
I
Diversity Media Awards sono un osservatorio costante dello stato dell’inclusività dei media d’informazione e d’intrattenimento: le segnalazioni per l’edizione 2026 riapriranno subito dopo il 28 novembre.
28/11/2025, 19:35