Note di regia di "Cosmonauts"
Il sogni e la sincerità degli outsider sono temi che mi sono vicini da sempre. Mi commuove profondamente l’intensità con cui lottiamo per amare e tutto ciò che siamo disposti a fare affinché questo desiderio si realizzi. "
Cosmonauti", il mio primo film professionale, parla di appartenenza, sesso e solitudine, ma soprattutto è un film sull’amore, quel tipo di amore che mette a nudo le nostre fragilità e mette in moto l’universo.
Con questa narrazione corale ho voluto espandere i concetti di sessualità e amore, cercando di renderli stratificati e inclusivi, e allo stesso tempo affrontare lo stigma che la società attribuisce alle persone e alle pratiche non convenzionali. Come membro della comunità LGBT+, sento una forte mancanza di contenuti queer capaci di distanziarsi da un approccio eteronormativo. Mi sembra che, nel discorso comune, le tematiche queer vengano accettate solo quando scimmiottano i concetti tradizionali di famiglia, genere e relazioni; questo non solo esclude gran parte delle persone che non si riconoscono nei media, ma trasmette loro l’idea di essere intrinsecamente sbagliate. Spero che il tono ironico e leggero del film possa rendere questo percorso più accessibile, avvicinando proprio chi potrebbe sentirsi intimorito o prevenuto. Allo stesso tempo, spero che la fragilità e i sogni di tutti i personaggi possano risuonare in un pubblico più vasto, ricordandoci che quella “normalità” che alcuni si ostinano a voler definire, in realtà, non è mai esistita per nessuno. Nemmeno per loro.
Leo Cernic