OROBIE FILM FESTIVAL 20 - I premi
TERRE ALTE DEL MONDO
Premio Comune di Seriate
“
Odyssea Borealis - L'Ignoto Esiste Ancora” di Alessandro Beltrame
Il racconto entusiasmante di una grande impresa in Groenlandia preceduta da un lungo avvicinamento in kayak in acque ghiacciate con protagonisti 4 alpinisti tra cui Matteo Della Bordella. La salita del Droneren lungo la bella parete nord ovest ancora inviolata è l’epilogo di un film che ha saputo coniugare esplorazione, avventura e grande alpinismo.
PAESAGGI D’ITALIA
Premio Bim Bergamo
“
Walter Bonatti a Bardonecchia” di Riccardo Topazio
Il film ripercorre la storia alpinistica e sportiva di Walter Bonatti e soprattutto il suo legame con Bardonecchia che lo vide imporsi all’inizio della sua gloriosa carriera quale campione dello sport. Non mancano le cronache alpinistiche dell’epoca attraverso numerosi spezzoni cinematografici, indugiando sull’impresa italiana al K2, di cui Bonatti fu artefice riconosciuto dopo lunghi anni di silenzio.
OROBIE E MONTAGNE LOMBARDIA
Premio Fondazione Riccardo Cassin
“
Ho cambiato passo” di Andrea Cristini, Elena Maggioni e Ramona Mismetti
Le disabilità fisiche molto spesso non frenano entusiasmo, coraggio e voglia di vivere. Lo dimostra un gruppo di impavidi alpinisti che pur con difficoltà, dolori e sacrificio si ostinano a frequentare la montagna per non essere da meno rispetto agli altri. Un esempio di grande resilienza che vede i monti orobici come palcoscenico spettacolare.
Menzione della Giuria
“
Solidi” di Chiara Guglielmina
Un film molto particolare, fuori dal contesto delle altre proposte, ma che colpisce l’animo di ogni spettatore in modo profondo e perenne. Non è il Nepal degli alpinisti o dei trekker: è il Nepal della gente che lì vive, in povertà ma con tanta dignità. Un film che fa pensare. La protagonista, di 85 anni, è la nonna di tutti noi. E non possiamo che esserne vicini, con affetto e con rispetto, anche perché contribuisce a custodire, come tanti suoi connazionali, la montagna che noi amiamo.
Premio Università degli Studi di Bergamo
“
Solidi” di Chiara Guglielmina
Il film Solidi emerge come l’opera che più profondamente interpreta lo spirito del Festival, restituendo alla montagna il suo ruolo di spazio vissuto, fragile e prezioso. Le/gli studenti hanno riconosciuto nel documentario una rara capacità di unire rigore formale ed empatia, grazie a una narrazione che dà voce alla comunità himalayana e valorizza la resilienza quotidiana dei locali. Il ritratto di Kinsang, autentico e mai esotizzante, invita a ripensare il rapporto tra essere umano e ambiente secondo una logica di cura e attenzione.
Solidi rende visibile ciò che spesso resta ai margini: il lavoro silenzioso che mantiene in vita gli ecosistemi montani, la precarietà dei servizi essenziali, gli effetti del turismo e la necessità di un approccio più consapevole. Il film modifica lo sguardo dello spettatore, generando una consapevolezza duratura e un senso di responsabilità verso territori spesso dimenticati. Per la sua intensità, completezza e forza etica, Solidi rappresenta pienamente il valore culturale e umano che questo Premio desidera riconoscere.
01/02/2026, 09:42