TUA MADRE - Video-diario di una ventenne, alla
ricerca del significato della maternità
E’ una sorta di video-diario il film “
Tua Madre”, di Leonardo Malaguti. La giovane protagonista è Dania (Dania Rendano) che a soli venticinque anni scopre di essere incinta e si pone davanti al problema della maternità, con innocenza e curiosità. Inizia così il collage di video-testimonianze delle persone che Dania interpella, trasformata in una sorta di Sherlock Holmes contemporaneo, che indaga su ciò che rappresenta l’essere madre, oggi. Nel parterre delle intervistate ci sono proprio tutte: la psicologa, l’avvocata, la ginecologa, la politica, le sue amiche del cuore, altre mamme e super-mamme con nove figli, fino alla regista Wilma Labate, una delle principali firme del cinema al femminile in Italia (che del film è produttore esecutivo). C’è anche l’intervista ad un ragazzo diciannovenne, che racconta il suo essere figlio.
E dal caso particolare - quello di Dania - il film allarga lo sguardo su un mondo in continua evoluzione, nel quale le donne sono sempre più attive nel mondo del lavoro e nei diversi ambiti sociali, cosa si concilia solo a prezzo di notevoli sforzi con l’essere madre, un mestiere quest’ultimo che comporta dedizione, altruismo e la tanta disponibilità di tempo. Ovviamente una risposta ai quesiti che Dania pone ai suoi interlocutori, non c’è, e ognuna, in fondo, è sola con sé stessa nel decidere se diventare madre o meno. Una cosa è certa: se si analizzano a tavolino, con razionalità, tutti i problemi, reali o presunti, imminenti o probabili, che si possono generare con la maternità, sicuramente diventare madre viene inquadrata come una situazione molto problematica. Oppure, detto in altre parole, se non si tira fuori un pizzico di incoscienza, al mondo non nascerebbe più nessuno. Allora, forse, l’unica soluzione possibile è ascoltare la voce del cuore, che può far superare perplessità e ostacoli, qualora il desiderio di maternità si manifesti, tenendo però sempre presente che, in una nuova visione antropologica della donna, essere madre oggi non è più una condizione obbligatoria - come in passato - ma una scelta ben precisa, da fare in completa libertà e consapevolezza.
Il film usa tecniche di ripresa e montaggio molto smart, più vicine al reportage televisivo che ad un film. Nota positiva di “
Tua Madre”, la freschezza/ingenuità della protagonista, che pone a sé stessa e al pubblico le domande per entrare nel mondo degli adulti, e nella quale altre giovani donne si possono rispecchiare.
19/02/2026, 15:39
Elisabetta Vagaggini