Note di regia di "Le Sorelle" di Francesco Iezzi
Liberamente tratto dall’atto unico “Le serve” scritto da Jean Genet nel 1947 (a sua volta ispirato da un evento di cronaca che sconvolse la Francia negli anni ‘30, quando una ricca signora venne atrocemente uccisa con la figlia dalle due domestiche di casa), “Le Sorelle” esplora i confini sfumati tra realtà e finzione, identità e manipolazione. Attraverso il rapporto intricato tra Giulia e Andrea, il film mette in discussione la natura delle relazioni umane e familiari in un contesto dove emerge la rivalsa sociale e la lotta di classe. Nel cuore aggrovigliato di questa favola atroce c’è il sentimento di autodeterminazione protagonista della nostra epoca, un’emozione ostile di rifiuto, che spesso ha a che fare con l’invidia e l'identificazione impossibile, il non potere avere o essere ciò che si desidera.
“
Le Sorelle” adotta lo stile del kammerspiel, enfatizza quindi l'intimità degli ambienti e delle relazioni umane soffermandosi sull'interazione emotiva e psicologica dei personaggi attraverso un linguaggio visivo minimalista e suggestivo capace di creare un'atmosfera continuamente sospesa tra realtà e rappresentazione.
Francesco Iezzi