Note di regia di "Imma Tataranni - Sostituto Procuratore 5"
In questa nuova stagione, chi ama le storie sentimentali, quelle struggenti (ma anche divertenti), quelle impossibili (ma anche così comuni), quelle che non ti aspetti (e poi invece se ci pensi sono accadute a tutti noi), quelle “alla maniera di Imma Tataranni” insomma, avrà pane per i suoi denti. In particolare, questa stagione mette al centro un concetto semplice ed universale: il traguardo più difficile, ma anche il più bello, è quello di tenere unita una famiglia. In un mondo lacerato e divenuto ancor più violento, maschilista, muscolare e spericolato, in un’epoca di arroganza e sopraffazione, il messaggio che portano i nostri film è che bisogna di restare uniti, che nessuno si salva da solo. Da questa idea è iniziato il lavoro di sviluppo delle storie, su questa idea ho fondato la mia regia, orientata in primis a valorizzare, pur nelle diversità (e facendo delle diversità una risorsa), il lavoro del gruppo. Io sono un regista che non si limita a dire ai collaboratori, dagli attori ai produttori alle maestranze, cosa mi aspetto di ottenere da loro, al contrario: cerco di capire da loro cosa si aspettano da me. Questa modalità apre sempre nuove prospettive creative, dilata la visione. La regia non è dove mettere la macchina da presa, la regia è raccogliere le idee e farne una sintesi. Il regista è quello che mette ordine nella follia creativa. Il circo Tataranni è tornato, un po’ folle, molto appassionato, innamorato del proprio lavoro e del proprio pubblico. La promessa che ci siamo fatti, prima di andare sul set, è stata che anche questa volta, nonostante il successo (se così non fosse, non staremmo presentando una quinta stagione…), non ci saremmo presi sul serio. È la lezione della nostra migliore commedia, quella di attraversare drammi tremendi con il linguaggio della risata. Imma alterna, anche dentro la stessa scena, momenti di amarezza e struggimento, a battute ed atteggiamenti comici, così da esorcizzare il dolore. È la nostra attitudine all’autoironia che ci guida, quando giriamo una scena: se gli attori di Imma Tataranni scorgono un piccolo varco di commedia – è più forte di noi – ci si infilano sempre… e il risultato, almeno a giudicare dall’atmosfera che si crea sul set, è davvero soddisfacente. A questo clima hanno contribuito alcune new entry, che ci hanno permesso di riaggiornare la coralità tataranniana. Cito per tutti Diego Ribon, il cui personaggio apre la serie, la Palma d’Oro Marcello Fonte, che invece la chiude. Cito Lodo Guenzi, uno degli attori più intelligenti e brillanti della sua generazione. E poi la perla del curriculum di ogni regista di commedia contemporaneo: in una fiction sulla Basilicata, non poteva non esserci Rocco Papaleo. Il nuovo Procuratore Capo. Rocco è entrato nel circo Tataranni con grande umiltà e affetto per il progetto. A me ha insegnato come la gentilezza e il buon umore possano diventare strumenti di relazione non solo con i collaboratori sul set, ma anche e soprattutto con il pubblico. È stato bello lavorare con Rocco. Altrettanto, continua ad essere un grande privilegio poter contribuire ad ispirare gli attori storici della serie. Dalla Scalera alla Ronchi, da Gallo a Nando Irene, alla Dugo e Gianni Lillo, è straordinario vedere come le performance dei nostri interpreti esprimano, oltre il proprio talento, la complicità che hanno sviluppato tra loro. Come ognuno riesca a ottenere il massimo nella combinazione col proprio collega. Sono molto felice di avere valorizzato, quest’anno in particolare, i ruoli dei “genitori”. La mamma di Imma, Lucia Zotti, la mamma e il papà di Pietro: Dora Romano e Antonio Montemurro, a loro è affidata una linea autonoma. Altro personaggio fondamentale della nostra serie è Matera. Che non è solo un luogo fisico, ma anche uno spazio di umanità ricchissima e generosa. Se nelle precedenti stagioni, oltre alla città, avevamo portato la troupe di Imma nelle cittadine di provincia e sulla costa ionica, quest’anno, con il prezioso aiuto della Film Commission Basilicata, lo sguardo si è allargato alla provincia di Potenza, offrendo nuovi straordinari paesaggi alle nostre storie e al pubblico della Rai.
Francesco Amato