SALA MARIO VERDONE - Inaugurata a Roma
È stata intitolata e inaugurata ieri, presso il complesso di via Aurelia 796 a Roma, dove ha sede la Fondazione Ente dello Spettacolo, la
Sala Mario Verdone, sala di proiezione cinematografica, intitolata allo storico, critico e docente.
La cerimonia si è svolta alla presenza di rappresentanti istituzionali, del mondo ecclesiale e della cultura, oltre ai figli di Mario Verdone, Carlo e Luca.
Nel corso dell’inaugurazione, Mons.
Giuseppe Baturi, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, ha richiamato il valore dell’educazione alla bellezza e alla ragione critica: "
C’è un’educazione a percepire ciò che è bello. L’idea di critica è quella di usare la ragione dell’uomo, liberandolo dall’emotività o dal soggettivismo del “mi piace, non mi piace”. Baturi ha inoltre sottolineato come la Chiesa abbia sempre avuto «cura verso le espressioni più autentiche dell’animo dell’uomo», indicando nella figura di Verdone un riferimento esemplare.
Mons.
Davide Milani, Presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, ha evidenziato il significato culturale dell’intitolazione, soffermandosi anche sull’etimologia del termine ‘inaugurare’: "
Viene dal latino: prendere auspici. È il momento in cui qualcuno, con occhi educati, interpreta i segni e dice: possiamo cominciare, accadrà qualcosa di buono!». Nel suo intervento è stato ricordato il lungo legame di Mario Verdone con la Rivista del Cinematografo, alla quale collaborò dal 1947 al 1967. E dunque Federico Pontiggia, giornalista e critico della Rivista del Cinematografo, ha tracciato il profilo del maestro, sottolineandone il rigore intellettuale: «Il rischio è riconsegnare alla storia creature angelicate. Mario Verdone non era così, era anche un critico affilato".
Un passaggio centrale della cerimonia ha riguardato il progetto di digitalizzazione della sala, promosso su impulso della Segreteria Generale della CEI e realizzato per volere di Impresat con il sostegno di Cine Project Italia srl e in collaborazione con la Fondazione Ente dello Spettacolo.
Massimo Porfiri, amministratore delegato di TV2000 e presidente di Impresat, ha ricordato l’origine dell’iniziativa: "
Abbiamo colto questo stimolo della CEI: digitalizzare la sala per metterla al servizio delle realtà che fanno capo al comprensorio». Porfiri ha inoltre richiamato il legame personale con la famiglia Verdone, parlando di una comune crescita nella fede>I".
Particolarmente significativa la testimonianza dei figli, Luca e Carlo Verdone.
Luca Verdone ha rievocato l’esperienza delle proiezioni alla Cittadella Cristiana di Assisi, quando il padre gli chiedeva: "Scrivi una paginetta su quello che hai visto: voglio vedere che cosa hai capito di questo film», indicando in quell’esercizio l’origine di «un amore per il cinema sempre più largo".
Carlo Verdone ha invece sottolineato la forza educativa della figura paterna: "Nostro padre è stato un grande padre, un grande educatore, un grande storico del cinema", ricordando la formazione maturata tra le retrospettive del Filmstudio e l’incontro con i grandi maestri del cinema europeo.
La serata si è conclusa con la proiezione del film "Io, loro e Lara", diretto e interpretato da Carlo Verdone nel 2009 e dedicato al padre.
In occasione dell’intitolazione è pervenuto anche un messaggio istituzionale del Sottosegretario alla Cultura, Sen. Lucia Borgonzoni, che ha definito l’iniziativa "un significativo gesto per ricordare «un uomo che ha lasciato un’eredità importante, ribadendo il valore della sala come strumento di fruizione condivisa e veicolo della crescita critica e culturale".
04/03/2026, 17:31