SEEYOUSOUND 12 - FALENE di Ivan Cazzola
Opera documentaria cine-televisiva tra ‘talking-heads’ e immagini d’archivio,
Falene è un film su una città e la sua Storia musicale, sui ricordi notturni di vite passate recenti che sembrano essere state l’inizio dell’arrivo di una scintilla di innovazione nel nostro Paese: Torino è stata ed è tutt’ora una città-‘campione’ per il progresso tecnologico della musica popolare, dove il futuro arriva prima anche se non viene riconosciuto subito. «I ragazzi di Torino sognano Tokyo e vanno a Berlino».
Scena punk/dark che diventa altro, ragazzacci ‘gonfi’ che vogliono far festa nel post-1977 e quasi per sbaglio creano una cultura, il rifiuto del ritmo lavorativo dell’industria come momento generatore di creatività ed estetica: di questo e altro parla Falene, il video-doc di interviste prodotto da Night Swim e presentato al Seeyousound, che con un approccio diretto e informativo sembra una finestra su una Storia vicina ma dimenticata. Ne esce fuori un ritratto alternativo di una città di contraddizioni, nel contempo al centro di memorie profondamente negative e coacervo proprio di una disperazione che diventa unione e liberazione sociale.
Quando un luogo è assurto a tali livelli da essere visto come un tempio culturale, è inevitabile che diventi incrocio di flussi provenienti da più ambiti, incluso il cinema (Steve Della Casa e con lui Nanni Moretti) o il rap (Ensi, Neffa) e svariati strati di musica popolare e radiofonica italiana e internazionale (da Vinicio Capossela o i Subsonica, ai Daft Punk e non solo). Nel sottogenere, frequente e manierista, del documentario musicale storico, Falene fa buona f igura nell’essere genuinamente sorprendente e rivelatore – ribalta la visione di una città, di un periodo, di una sottocultura di persone grazie alla potenza inevitabile del “senno di poi”, che appunto svela ciò che c’è sempre stato sotto il moto indefinibile del clubbing torinese.
Come in un’eterna stagione del rave (che non è sinonimo di - ma non esclude - illegalità e uso di stupefacenti, e gioia nella decadenza), tra il campanilismo finto-modesto e l’effetto Mandela degli/ sugli intervistati, l’idealizzazione di un processo creativo costante e deflagrante lascia soprattutto l’impressione di un momento sopraffatto da stimoli individuali, desideri e paure generazionali, spinte sociali generate da infelicità collettiva. Un momento a cui guardare con romanticismo ma senza sentimentalismi. Tutto ciò nel film è sempre presentato con un montaggio, pur affettato e didattico, atto a precisare invece la felicità collettiva derivata da questa ‘situazione esplosiva’ che è divenuta movimento e istituzione.
Dal gruppo di amici che si divertono, alla fondazione del C2C (il Club 2 Club, uno dei più grandi festival musicali d’Europa),
Falene è una documentazione parabolica, mai allegorica, che parte dalle crisi del Novecento e cerca di arrivare a quelle di oggi, descrivendo con mestiere l’aspetto comunitario dei dietro le quinte torinesi.
08/03/2026, 11:07
Nicola Settis