FESTIVAL DEL CINEMA DI SPELLO E DEI BORGHI UMBRI 15 -
Margherita Spampinato: "Gioia Mia è una storia semplice
ma unica che racconta di vecchi, cani e bambini"
L’opera prima di
Margherita Spampinato, "
Gioia Mi", ha vinto diversi premi alla quindicesima edizione del
Festival del Cinema Citta' di Spello e dei Borghi Umbri, mettendo in evidenza le molteplici qualità che sono emerse da questo film così lieve e delicato, ma al tempo stesso così incisivo e potente.
Facendo parte della GIURIA GIORNALISTI STAMPA NAZIONALE MIGLIOR OPERA PRIMA E SECONDA, ho avuto la soddisfazione di veder salire sul palco l’autrice del film che avevo votato e che non sapevo avesse vinto! Ho quindi consegnato con grande emozione il premio alla memoria di mio fratello STEFANO AMADIO per quest’opera prima così originale e ricca di pathos.
Un film aggraziato e originale ben girato, con una semplicità e fluidità da rimanere impresso a critica e pubblico. La regista mi racconta qualche aneddoto riguardante il film, rivelando che, inizialmente, l’idea non aveva ricevuto grandi dimostrazioni di interesse perché un film che raccontava di “vecchi, cani e bambini” non dava garanzie di successo. Poi fortunatamente qualcuno ha apprezzato questa storia e le ha dato la possibilità di realizzarla.
L’atmosfera amorevole che si percepisce, derivata forse dall’intesa che vi univa sul set, si riflette nel film passando allo spettatore. Cosa ci racconti della trama?
Margherita Spampinato: L’idea è nata grazie alla mia storia familiare, in quanto d’estate alla fine della scuola venivo lasciata con due zie, non sposate che mi ospitavano a casa loro durante le vacanze. Da quel ricordo è partito il progetto e questa idea di raccontare una storia tanto semplice quanto rischiosa. I primi produttori ai quali ne avevo parlato mi rispondevano: cosa vuoi che interessi una storia di vecchi, di cani e di bambini? Poi finalmente ho trovato le persone giuste che mi hanno dato fiducia e mi hanno permesso di realizzare il film.
Nel film tocchi tanti temi legati all’infanzia che meritano un approfondimento: il rapporto generazionale con le sue difficoltà ad intendersi con gli anziani, la noia terapeutica che i bambini delle ultime generazioni non conoscono più, la paura dei fantasmi, gli episodi di bullismo verso chi non fa parte del gruppo. Hai sorvolato con delicatezza e maestria inquadrando un universo difficile da comprendere, ma sei riuscita a raccontarlo con estrema precisione e sensibilità.
Margherita Spampinato: Ho un figlio che ha più o meno la stessa età del protagonista, mi sono immedesimata pensando a come potesse vivere questo gap generazionale un bambino messo in un contesto completamente differente da quello a cui è abituato a vivere: la mancanza del wifi, del cellulare e dei videogiochi lo costringe a dover tessere relazioni con la vecchia zia e con i bambini che giocano a palla nel cortile. Quella del piccolo contesto sociale, un paese marino (ho girato a Trapani)con i suoi tempi dilatati, la vita da spiaggia sotto casa, un contesto che nasconde una dimensione completamente diversa da quella a cui si è abituati. Nico, il protagonista vivendo nella grande città, si sente emarginato e sceglie di rimanere confinato dentro casa rifiutandosi di integrarsi. La noia e la iniziale solitudine forzata in realtà sono propedeutici al salto relazionale che è costretto a fare e che gli aprirà le porte che lo porteranno alla piena coscienza della potenza dei rapporti d’amicizia e di affetto che cambieranno la sua estate e la sua vita.
I sentimenti veri escono in modo esplosivo in questa tua opera prima: l’amore per il fedele cagnolino compagno di vita, la reazione emotiva dopo la sua perdita, la scelta di vivere in solitudine perché privata della possibilità di scegliere chi amare, l’imparare a convivere con un giovane parente con abitudini completamente differenti dalle proprie. Aurora Quattrocchi ha reso ognuna di queste esperienze un prezioso cameo arricchito dalle mille sfaccettature che ha saputo interpretare e offrire allo spettatore. Devo farti i miei complimenti per come sei riuscita a guidarla in un personaggio così pieno di sfumature.
Margherita Spampinato: La sua interpretazione ha reso il film un piccolo gioiello, la dimostrazione è che pubblico e critica hanno subito apprezzato il suo contributo artistico. La sua bravura ha dato ispirazione a tutti noi. Tutta la troupe ha partecipato con grande passione e impegno, dal piccolo Marco Fiore che interpreta Nico, a Martina Ziami che interpreta Rosa, insieme agli altri bambini hanno portato sul set una grande allegria che ha contagiato ognuno di noi. Abbiamo girato il film come se fossimo una grande famiglia e quindi devo a tutti loro grande riconoscenza per il risultato ottenuto
La Quattrocchi ha vinto il premio come migliore interpretazione al Festival del Cinema di Locarno, un riconoscimento della sua bravura nel recitare che implica anche la tua bravura nel dirigerla.
Margherita Spampinato: Sul set abbiamo instaurato un rapporto amichevole e familiare con tutta la troupe, non soltanto con lei. Durante le riprese ho sempre trovato supporto e aiuto da parte di tutti. Ho avuto la fortuna di girare il film con delle persone davvero fantastiche che hanno contribuito a generare una perfetta armonia che ha permeato le nostre giornate, un set che diventava “famiglia” ogni giorno di più e che mi ha dato una sicurezza che non immaginavo fosse così forte. Ringrazio quindi anche Clara Salvo, Renata Sajeva, Concetta Ingrassia, Giuseppina Cardella, Giuseppina Cammareri, Rosaria Oddo, Gaspare Gruppuso per aver colto questo senso di armonia che ha permeato tutte le nostre giornate di lavoro.
Quando hai scelto Aurora Quattrocchi come protagonista hai pensato al fatto che una attrice con una così grande esperienza alle spalle avrebbe potuto essere un problema?
Margherita Spampinato: No, assolutamente. Non ho mai avuto nemmeno il tempo di pensare ad eventuali effetti collaterali, perché con Aurora è scattato da subito un amore sincero e una comunione di intenti che ha reso il nostro rapporto armonico e affettuoso fin dal primo momento.
Puoi regalarci qualche notizia sul tuo prossimo progetto cinematografico? Stai già pensando al prossimo film’
Margherita Spampinato: Si, sto già pensando a come realizzare il prossimo film ma non vorrei scoprire troppo le carte, vi dirò soltanto che ho alzato lo sguardo puntandolo su un’età leggermente più alta di quella che ho trattato in GIOIA MIA. Un mondo completamente diverso, complicato, difficile che offre diverse chiavi di lettura che spero di saper cogliere e offrire allo spettatore in maniera personale e spero originale.
15/03/2026, 10:49
Silvia Amadio