BIF&ST 17 - "Su Maistu": la musica di Luigi Lai
Luigi Lai (del Trio Lai) è un’autorità nell’ambito eclettico dei suonatori di launeddas, lo strumento più antico del Mediterraneo, nel Sarrabus in Sardegna. Nasce a San Vito in provincia di Cagliari nel ’32 ed è ancora qui per raccontarci pezzi di Storia, a partire dalla sua necessità di campare andando a suonare in Svizzera e rendendo il suo strumento celebre lì, per poi tornare in Sardegna a elaborare, conoscere meglio, trasformare le proprie radici.
In "
Su Maistu" (“
il maestro”), il regista
Gianfranco Cabiddu riporta interviste a, tra gli altri, Elena Ledda, Mauro Palmas, Paolo Fresu, Enzo Avitabile, Cristina Pato e Uri Caine - alternate a straordinarie immagini d’archivio (un repertorio che copre decenni attraverso mille fonti) e ai resoconti diretti di Lai. La moda del folk revival (con Branduardi, per esempio) diventa la via per ridare a Lai uno spazio, e questo rende il Trio Lai non solo un trio musicale ma anche un pretesto per portare uno strumento dimenticato, timbro folkloristico di solito in assolo, all’altezza degli altri strumenti. Il fischio vibrante delle launeddas, simile a quello di ghironde o cornamuse, è stato perciò reso dal Nostro un qualcosa di “popolare” a livello generale, qualcosa che ha aiutato la canzone sarda a essere presa per quello che è da un pubblico italiano tout court.
Il legame col ballo, con la terra, coi mentori del passato e i discepoli del futuro, la commistione con generi tradizionali e moderni, etnici e radiofonici: nella musica che suona
Luigi Lai confluiscono epoche e culture, ma è soprattutto l’ipnosi inevitabilmente indotta dal bordone mistico evocato dalle dita, labbra e polmoni del maestro a essere miracolosa. Il documentario di Cabiddu è televisivo e asimmetrico, ma innamorato e rispettoso del suo soggetto, un quasi centenario che “quando parte è impossibile fermarlo”, la cui passione e conoscenza sono contagiose.
26/03/2026, 09:37
Nicola Settis