AVEVO DUE PAURE - Al cinema dal 23 aprile
il film di Theo Putzu e Paolo Cagnacci
Per gli ottant’anni dalla liberazione dell’Italia dal nazifascismo, partigiani, staffette e sopravvissuti raccontano storie personali come frammenti di una storia collettiva, e i luoghi della Linea Gotica diventano lo spazio reale ed emotivo di un viaggio verso la libertà. Arriva al cinema dal 23 aprile “
Avevo due paure”, il film documentario di Theo Putzu e Paolo Cagnacci, che racconta con le voci e i volti dei protagonisti un momento fondamentale della storia della Repubblica italiana.
Partigiani, staffette e sopravvissuti alla Seconda Guerra Mondiale parteciperanno insieme ai registi alle proiezioni del documentario, che sarà in prima visione giovedì 23 aprile a Bologna al Cinema Galliera (ore 19) e sabato 25 aprile a Firenze al Cinema La Compagnia (ore 19). Tra le prime date anche a Carrara, al Cinema Garibaldi il 24 aprile (ore 19) e il 25 aprile a Pistoia al Cinema Roma (ore 16).
“Avevo due paure” è un viaggio spazio-temporale di persone e luoghi della resistenza. Le testimonianze emergono come in una scatola nera della memoria: storie drammatiche, malinconiche, emozionanti, tutte accomunate dalla stessa immensa voglia di libertà. I dettagli strettissimi su volti, occhi, bocche restituiscono i segni di un tempo che non ha spento il desiderio di trasmettere i valori per cui, giovanissimi, hanno rischiato la vita. La luce nei loro occhi è un segno di speranza per le nuove generazioni, un invito a difendere democrazia e libertà. I paesaggi di oggi sono lo spazio esistenziale di ieri: la montagna come casa e teatro di queste piccole grandi storie. Ruderi, sentieri, bunker, diventano frammenti visivi di una memoria che resiste.
“Il progetto nasce dall’esigenza di preservare e trasmettere la memoria storica della Resistenza Partigiana, in un momento in cui la scomparsa progressiva dei testimoni diretti rende sempre più fragile il legame tra passato e presente. - si legge nelle note di regia - Negli ultimi anni si è assistito a un progressivo affievolirsi della consapevolezza storica, soprattutto tra le giovani generazioni. La distanza temporale dagli eventi della Seconda guerra mondiale e della lotta di Liberazione rende necessario individuare nuovi linguaggi capaci di rendere la memoria accessibile, coinvolgente ed emotivamente significativa, attraverso una riflessione collettiva che possa permettere ai cittadini, e in particolare ai giovani, di tornare a interrogarsi sul concetto di libertà e condivisione. Proprio per questo abbiamo deciso di creare un racconto visivo che intrecci memoria materiale, paesaggi della Resistenza e testimonianze dirette degli ultimi partigiani, staffette e sopravvissuti alle stragi, dando vita a un percorso intimo, profondo e autentico.
Le riprese si sono svolte nei comuni di Reggio Emilia e Bologna (come a Marzabotto, a Casaglia), come in Toscana sulle alture appenniniche di Firenze, Arezzo, Livorno, Massa Carrara, a Pesaro e Vicenza. Con le testimonianze di Mario Innocenti, Giacomo Scaramuzza, Gaetano Avogadri, Giulia Galleni Pellegrini, Mario Neri, Flora Monti, Vera e Luigi Evangelisti, Giovanni Donati , Ginesio Rulli e Ivo teglia.
Il titolo è ispirato da una poesia di Giuseppe Colzani (1927-2017), Partigiano di Milano.
Avevo due paure
La prima era quella di uccidere
La seconda era quella di morire
Avevo diciassette anni
Poi venne la notte del silenzio
In quel buio si scambiarono le vite
Incollati alle barricate alcuni di noi morivano d’attesa
Incollati alle barricate alcuni di noi vivevano d’attesa
Poi spuntò l’alba
Ed era il 25 Aprile
Il documentario trae origine dall'omonima mostra “Avevo Due Paure” che è stata visibile presso Rifugio Digitale, lo spazio artistico di Firenze, in occasione del 25 aprile 2025, con le immagini dei fotografi Paolo Cagnacci e Matteo Cesari, con i video del regista Theo Putzu, e la curatela è di Paolo Cagnacci e Irene Alison.
Theo Putzu è un regista e videomaker. Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, corso di Scenografia, indirizzo cinematografico. Nel biennio 2008/2010 frequenta un Master in Regia Cinematografica presso il CECC - Centre d'Estudis Cinematogràfics de Catalunya – Barcellona. Gli ultimi lavori, “Paper Memories”, “Come foglie...”, “7,83 Hz”, sono stati selezionati in festival di tutto il mondo vincendo più di 80 premi. Lavora come videomaker nel campo della moda e come regista/montatore per spot e progetti cinematografici.
Paolo Cagnacci è un fotografo professionista. Ha studiato presso Fondazione Studio Marangoni dove attualmente insegna fotografia di ritratto e tecniche di illuminazione. Le sue fotografie sono pubblicate su magazine e quotidiani nazionali e internazionali: Corriere della Sera, la Repubblica, L’Espresso, Sette, Frankfurter Allgemeine Zeitung, La stampa, SportWeek, Donna Moderna, Specchio, La Lettura, Famiglia Cristiana. I suoi progetti sono stati distribuiti dalle agenzie Luz Photo Agency e Parallelozero. Da due anni è Co-curatore della galleria Rifugio Digitale di Firenze.
30/03/2026, 16:03