TRENTO FILM FESTIVAL 74 - Dal 24 aprile al 3 maggio: il programma
In un mondo dove sembra prevalere la logica dello scontro, il
Trento Film Festival prova a dare il suo contributo al dialogo e al confronto non solo tra donne e uomini di diverse nazionalità e culture, ma anche tra generazioni, riflettendo sul significato profondo del passaggio di testimone. E lo fa, come sempre, utilizzando i linguaggi universali del cinema, della letteratura, della musica e dell’arte, per raccontare le Terre Alte del pianeta e l’intreccio indissolubile tra vette e comunità umane. Dal 24 aprile al 3 maggio 2026 il capoluogo trentino è pronto dunque ad ospitare la
74a edizione del Trento Film Festival, con i suoi 130 film e i 150 eventi in programma, ai quali si aggiungono oltre 100 appuntamenti del T4Future, la sezione dedicata alle nuove generazioni.
Come ogni anno, saranno tantissimi gli ospiti della rassegna, tra presentazioni letterarie – con
MontagnaLibri che spegne quest’anno quaranta candeline – e serate evento, talk in piazza e attività all’aperto. La regista, sceneggiatrice e video-artista Giada Colagrande sarà protagonista della serata di apertura "
Queendoms unplugged", un viaggio sonoro nei culti femminili arcaici e nelle divinità nate dalla Dea Madre. Occhi puntati sugli alpinisti “figli d’arte” Simon Messner e Aleš Česen, oltre che sulla campionessa mondiale di arrampicata sul ghiaccio Ines Papert, tutti e tre fra i protagonisti della serata Nuove generazioni, nuovi approcci, mentre in un’altra attesa serata alpinistica, Le vie dei sogni, si alterneranno sul palco, fra gli altri, Stefano Ragazzo e Silvia Loreggian, coppia vincente in parete e nella vita, ma anche François Cazzanelli, alpinista valdostano tra i più talentuosi della sua generazione. Ospite alla serata di premiazione del Premio ITAS del Libro di Montagna sarà il giornalista e scrittore Paolo Mieli, mentre durante la cerimonia di apertura interverrà il giornalista Federico Quaranta. Lo scrittore Mauro Corona sarà protagonista di un inedito dialogo con la figlia Marianna, scrittrice come il padre, mentre l’attore Andrea Pennacchi sarà al Festival per l’appuntamento Bestie Foreste, una ballata eco-narrativa sul nostro rapporto con la biodiversità. E ancora, gli esploratori Alex Bellini e Kim Young-Mi, che si affiancheranno in una serata ad alto tasso di avventura condotta da Hervé Barmasse: la coreana, infatti, membro della Giuria internazionale di questa edizione, è stata la prima donna a compiere la traversata in solitaria dell’Antartide dopo 69 giorni e 1.700 chilometri percorsi. Lo storico dell’arte Jacopo Veneziani e l’umanista dell’ospitalità Michil Costa si confronteranno sui temi culturali che elevano la montagna a soggetto capace di ri-unire uomo e natura, riportando equilibrio in un rapporto che si sta logorando. In collaborazione con la Sede RAI di Trento, non poteva mancare infine un omaggio alla leggendaria impresa del ciclista Charly Gaul sul Monte Bondone, nel suo Settantesimo anniversario, con una serata evento che vedrà sul palco grandi campioni del ciclismo come Francesco Moser, Gilberto Simoni, Giorgio Furlan e Paolo Savoldelli.
Celebrare il cinema di montagna, la sua ricchezza e la sua complessità. Il
74. Trento Film Festival si propone ancora una volta un obiettivo alto come le vette inquadrate dalla sua metaforica macchina da presa. E il
Concorso internazionale racchiude perfettamente questa volontà di descrivere e raccontare la complessità delle
Terre Alte di tutto il mondo: diciannove i titoli che si contenderanno le Genziane d’oro e d’argento assegnate dalla Giuria internazionale, tredici lungometraggi e sei corti, con quindici nazionalità rappresentate: Stati Uniti, Regno Unito, Norvegia, Italia, Francia, Repubblica del Congo, Bulgaria, Bolivia, Iran, Canada, Argentina, Paesi Bassi, Cambogia, Portogallo e Georgia.
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Esistono tratti comuni tra i film? Forse sì, nella diversità delle storie e dei contesti si esalta la ricerca di modalità di narrazione non banali, che vadano oltre il cinema d’alpinismo standard, spostando l’attenzione in modo a tratti radicale: non più (solo) i contenuti ma le forme, più sperimentali in certi casi o classiche in altre ma mai didascaliche, mai solo divulgative. Come se la complessità della montagna meritasse finalmente una lingua visiva nuova, più consapevole, più aperta alla percezione nella sua totalità" - spiega
Mauro Gervasini, responsabile del programma cinematografico del
Trento Film Festival.
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Film che si vedono ma si devono anche “sentire”, come insegnano il corto Film de roche di Laurence Olivier oppure Le chant des forêts di Vincent Munier, fresco vincitore del César come miglior documentario, o ancora il corto A Bear Remembers di Zhang & Knight, che nelle differenze è come se chiamassero lo spettatore ad ascoltare, prima di guardare" - prosegue Gervasini riassumendo i contenuti dei film del Concorso internazionale. "
Linee sperimentali come quelle di Trillion di Victor Kossakovsky, che rielabora con una finissima trama fotografica in bianco e nero il mito di Sisifo caro agli esistenzialisti francesi, oppure The Wind Blows Wherever It Wants del georgiano Ivan Boiko, transumanza di pastori con le loro loro greggi contemplata come fosse il flusso di un fiume, seguendo i tempi naturali della montagna. Il vento soffia dove gli pare nonostante gli uomini, verrebbe da dire. Alcuni, però, rinnovano la loro sfida nei confronti delle vette. È una sfida salutare, un misurare i propri limiti e il proprio orologio biologico senza forzare le rocce, la loro morfologia e la loro essenza. Succede nei film di alpinismo del concorso: Old Man Lightning di Dawn Kish con il leggendario climber americano John “Verm” Sherman, Girl Climber di Jon Glassberg con Emily Harrington, Pas peur du bonheur di Ambroise Abondance con l’atleta paralimpico Oscar Burnham ma anche 3000 km en bicicleta di Ivan Vescovo con l’ex biker olimpico Iñaki Mazza che a soli 21 anni ha abbandonato il circo Barnum dello sport agonistico per vivere il gesto atletico in purezza in una attraversata della Patagonia in BMX. Tra i tredici lungometraggi del concorso anche un film di finzione, The North di Bart Schrijver, al centro una amicizia messa a dura prova da un viaggio a piedi lungo le 600 miglia della Scozia".
Il
Trento Film Festival affida la sua apertura all’anteprima internazionale di "
Per silenzio e vento" di Marco Zuin – in uscita nelle sale prossimamente per Wanted -, un toccante documentario in grado di esplorare il legame spirituale tra l'uomo e l'ambiente montano, superando l’idea di alpinismo come conquista o gesto edonistico per tramutarsi in ascolto profondo, attraverso lo sguardo dello scrittore Matteo Righetto e il suo incontro con alpinisti, studiosi e chi la montagna la vive quotidianamente. Una riflessione sul valore etico dell’alta quota in un’epoca di crisi ecologica e di pressione turistica. Chiuderà la manifestazione un’altra attesa anteprima, "
Climbing for Life" di Junji Sakamoto, l’incredibile storia di Junko Tabei, prima donna a conquistare l’Everest, nel 1975, che, nonostante la diagnosi di una malattia terminale, ha continuato fino all’ultimo a sfidare le montagne.
Dopo il successo della scorsa edizione, prosegue la rubrica
Cincontri, un simbolico anello di congiunzione tra le due anime del Festival, il programma cinematografico e il programma degli eventi: in sala saranno presenti i registi e in alcuni casi i protagonisti dei film, per un vero e proprio talk che seguirà le proiezioni. Tra i protagonisti e le protagoniste il regista
Matteo Oleotto con il suo "
Ultimo Schiaffo"; gli alpinisti Matteo della Bordella e Tommaso Lamantia, protagonisti di "
Oltre i venti del sud" di Gian Luca Gasca; l’esploratrice Kim Young-Mi, regista e protagonista del film "
Alone in Antarctica"; Um Hong-Gil, alpinista protagonista del film "
The Himalayas" di Lee Seok-Hoon; Thomas Prenn e Francesco Acquaroli, interpreti del film "
Zweitland – Seconda patria" di Michael Kofler, che saranno presenti alla proiezione insieme alla scrittrice Francesca Melandri; Luciano Casagrande, Giuseppe Cederna e Ram Kedar Negi Gawa, coprotagonisti del film "
Il rospo e il diamante" di Beniamino Casagrande.
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Storie, vite, persone, montagne. I quattro elementi cardinali di un 74. Trento Film Festival che sceglie di essere umanista in un momento storico ai limiti del disumano, raccontando resistenze dalle e nelle Terre Alte: la partigiana del corto Prima dell’aurora di Chiara Zoja, la giovane guardiacaccia sudafricana in lotta con i bracconieri di The Last Ranger di Cindy Lee, i coltivatori di ulivi in Cisgiordania di Land of Canaan di Maggie Lemere, i calciatori che sfidano lo spopolamento della loro comunità montana nel greco The Goals of August di Dimitris Koutsiabasakos. E ancora le donne trentine di diverse generazioni in lotta per la loro emancipazione in Fémene di Elena Goatelli, presentato in Orizzonti vicini. Mondi diversi, prospettive lontane e vicine, e la densità delle esperienze come denominatore comune", conclude Gervasini, dando al pubblico appuntamento in sala, al Cinema Modena o al Supercinema Vittoria di Trento, per una 74a edizione che saprà regalare ancora una volta emozioni d’alta quota.
01/04/2026, 12:17