Note di regia di "Lo Spirito delle Stagioni"
Realizzato in sette diverse regioni d'Italia, il film restituisce una visione ricca ed articolata dei territori e della vena vitale del paese. Dal punto di vista filmico e sonoro, le stagioni sono raccontate in modo assonante al loro carattere.
Un film radicale-con-grazia, ed accessibile, direi. Prevale un approccio di osservazione e di cinema del reale, non chiuso però ad innesti sonori cinematografici, e spontanee interazioni. Lo scorrere delle immagini crea un flusso che accompagna lo sguardo. Quando subentra qualche componente verbale dalla presa diretta, si somma una dimensione ulteriore alla bolla visiva in cui si naviga.
Nell'arco di un anno siamo tutti a tratti contemplatori, a tratti attivi. In parte riservati, in altra misura estroversi.
A tratti orientati al futuro, in altri momenti nostalgici. In alcuni momenti siamo animati dalle nostre decisioni e propositi, in altri siamo maggiormente trascinati da eventi, abitudini e condizioni circostanti.
Volgendo lo sguardo all'ordinario-fondamentale-quotidiano, ed al valore della qualsiasità, il film offre molteplici occasioni di vicinanza con le situazioni narrate. E pone le basi per una riflessione personale sulla ciclicità del tempo, sul riconoscimento di tracce della propria esperienza, e sulle componenti di entusiasmo, energia, destinazione ed ineffabilità della vita.
Come concezione generale, Lo spirito delle stagioni pone anche l'accento sul cinema come disciplina dell'immagine e della suggestione emotiva dell'immagine, quali elementi fondanti che vengono ancora prima del meccanismo del racconto. Un racconto a sua volta libero dalla necessità di un protagonista o di una storia in senso unitario e classico.
Alessandro Cattaneo