CHI HA PAURA DELLA MEMORIA? - Un incontro a Roma
Cesare Zavattini sognava un Archivio attraversato dall’impazienza di confrontarsi con le tensioni contemporanee: non un archivio del passato, bensì un archivio del presente. Il MIC, così riportano alcune voci - e non da oggi - vorrebbe un Archivio meno vitale. “Fa troppe cose”, sembra che si dica nei corridoi della Direzione Cinema e Audiovisivo. E così le graduatorie appena rese pubbliche, relative ai bandi per le attività di promozione cinematografica dalle quali l’AAMOD trae una parte importante delle proprie risorse, cancellano quasi il 25% dei contributi per iniziative oltretutto già svolte nel 2025 e per le quali la Fondazione contava, nonostante l’assurdo ritardo nell’attribuzione, su un consolidato e regolare da molti anni sostegno.
Tagli per il Premio Zavattini, giunto alla decima edizione, che ha formato più di un centinaio di giovani autrici e autori e prodotto opere viste nei principali festival italiani e internazionali.
Tagli per la pure decennale iniziativa “Il progetto e le forme di un cinema politico”.
Tagli per la storica manifestazione estiva “L’Aperossa”.
Tagli per la Residenza Artistica per giovani artisti “Suoni e Visioni” (con il paradosso di punteggio più alto rispetto al passato).
Tagli anche al Festival UnArchive Found Footage Fest, iniziativa dedicata al riuso creativo delle immagini, apprezzata in Italia e all’estero, in fortissima crescita. Un dettaglio: nelle precedenti graduatorie il Festival otteneva un punteggio di 79 punti. La stessa iniziativa nell’attuale graduatoria perde 14 punti e 20.000 euro di contributi.
Infine, ciò che risalta di più è il taglio ai contributi nella linea dedicata alle Cineteche. Il progetto di conservazione, catalogazione e valorizzazione del patrimonio AAMOD perde 50.000 euro, con un punteggio che passa da 81 a 64. Tra l’altro, il patrimonio e le attività di recupero simili non sono cambiate.
Tutto questo avviene in un quadro complessivo, quello dei finanziamenti al cinema e all’audiovisivo, fortemente compromesso da scelte molto gravi, come quelle relative ai contributi selettivi (si veda, tra gli altri, il mancato finanziamento al documentario sul caso Regeni).
I tagli non sono dovuti a una riduzione della dotazione complessiva dei bandi, che resta
per il 2025 identica al passato (mentre per le attività del 2026 sono già annunciate riduzioni preoccupanti). Ci sono altri enti e attività che ottengono contributi maggiori rispetto al passato. Tra le cineteche, uno dei soggetti con una storia certo non paragonabile a quella di altre istituzioni del settore, triplica persino i finanziamenti.
Chiediamo di conoscere - al di là di una doverosa richiesta di accesso agli atti che è già stata inviata - per quale ragione la commissione di valutazione ha deciso di penalizzare l’AAMOD e le sue attività, proprio in un momento in cui la Fondazione sta attraversando una forte espansione culturale e ha una grande riconoscibilità.
A chi fa paura, dunque, la memoria?
L'incontro potrà essere seguito anche in streaming sul
canale YouTube dell'AAMOD08/04/2026, 15:27