UNA VITA A META' - Presentato a Roma il documentario sull'emicrania
Cosa accomuna l’atleta olimpico Matteo Sartori, lo stand up comedian Saverio Raimondo e la giornalista Monica Guerzoni? Sono i testimoni e protagonisti del documentario Una vita a metà, scritto e diretto da Donatella Romani e Roberto Amato, prodotto da Telomero Produzioni e realizzato con il contributo non condizionante di AbbVie.
Francesca Cavallin dà voce e volto al documentario, presentato mercoledì 8 aprile alla Casa del Cinema di Roma, in occasione di una serata evento con i protagonisti, gli addetti ai lavori e i tanti ospiti riuniti. Matteo Sartori, Saverio Raimondo e Monica Guerzoni, insieme ad altri testimoni, soffrono di una patologia invisibile ai più con la quale convivono quotidianamente. Attraverso le loro parole comprendiamo meglio la differenza fra un semplice mal di testa e l’emicrania, patologia invalidante e dal forte impatto sociale.
Utilizzare il linguaggio del cinema e del documentario per raccontare una patologia così diffusa, eppure così poco legittimata, è una scelta innovativa che aggiunge potenza emotiva alle testimonianze, e la voce calda e partecipe di Francesca Cavallin accompagna la narrazione con eleganza ed empatia, facendo entrare lo spettatore nella straordinaria normalità di storie che emozionano e conquistano.
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Francesca Cavallin "
Derubricare l’emicrania alla solita scusa del mal di testa significa non rispettare l’aspetto disabilitante di questa patologia. Se una persona che soffre di emicrania ti dice che ha mal di testa, non si deve pensare sia una scusa: è una condizione che lede profondamente anche il più semplice gesto quotidiano”.
Sono tanti gli esempi di donne e uomini che, pur soffrendo di emicrania, hanno avuto una vita straordinaria, da Chopin a Virginia Wolfe, da Whoopi Goldberg a Stephen King.
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Saverio Raimondo “
L’emicrania è senz'altro una malattia ma per me è sempre stata una caratteristica, come l’essere castano (oggi brizzolato) o basso. E se potessi cambiarne una, interverrei sulla statura! Ci convivo da quando ho 13 anni, ho imparato a conoscerla e a trattarla”.
In Italia l’emicrania interessa oltre 6 milioni di persone e colpisce le donne con una frequenza tre volte superiore rispetto agli uomini. Nonostante ciò rimane ancora oggi una patologia sottovalutata; un paziente su dieci, infatti, dichiara di non sentirsi compreso da familiari, amici e colleghi.
Il documentario, dà voce alle donne e agli uomini che convivono quotidianamente con una patologia invalidante capace di influenzare profondamente la sfera personale e lavorativa. Ciò che li accomuna è la scelta di condividere la propria esperienza con l’obiettivo di incoraggiare chi soffre di emicrania a vivere pienamente, continuando a coltivare sogni e progetti.
Si tratta di un racconto corale e coinvolgente, che intreccia le testimonianze dei pazienti con quelle degli specialisti che li accompagnano nei centri di riferimento, offrendo uno sguardo autentico su un tema poco conosciuto e spesso sottovalutato.
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Conoscere i protagonisti di “Una vita a metà” è stata una esperienza di grande forza ed emozione" - commentano gli autori
Donatella Romani e
Roberto Amato - “
Le loro storie toccano profondamente e sono un esempio di come sia possibile trovare un equilibrio fra il buio della malattia e la luce della vita, per superare lo stigma di chi pensa che l’emicrania sia solo un banale mal di testa”.
In questo percorso di sensibilizzazione e racconto, si inserisce anche l’impegno dell’azienda nel promuovere nuove modalità di dialogo con il pubblico.
Irma Cordella, Corporate Affairs Director di AbbVie Italia, ha dichiarato: “
Ci piacciono i progetti innovativi che, come in questo caso, ci portano a esplorare e a misurarci con contesti narrativi nuovi, consentendoci di raggiungere il grande pubblico restando fedeli alla nostra mission di avere un impatto significativo sulla vita delle persone”.
Importanti le parole dei clinici e delle Associazioni dei pazienti e il loro contributo nel percorso di innovazione e consapevolezza.
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L’emicrania non deve essere considerata come un malessere passeggero. Si tratta in realtà di una vera malattia neurologica accompagnata da altri sintomi più o meno gravi e ricorrenti, come la nausea, la sensibilità alterata alla luce, ai suoni e agli odori” - ha dichiarato
Pietro Barbanti, IRCCS San Raffaele, Roma - Ordinario di Neurologia, Università San Raffaele, Roma Membro del Direttivo della International Headache Society, durante il talk che ha seguito la proiezione. “
Sta a noi accogliere la loro sofferenza e offrire le soluzioni che oggi fortunatamente esistono” conclude il Professore.
Per
Alessandra Sorrentino, Presidente di Alleanza Cefalalgici-Al.Ce. della Fondazione CIRNA ETS “Per molte persone l'emicrania è un'esperienza totalizzante perché è una ladra di tempo e di vita. Una malattia che costringe a continue rinunce e costanti riadattamenti delle proprie abitudini quotidiane, oltre a numerose incomprensioni con chi ci circonda”
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L’alleanza medico paziente è cruciale per la gestione corretta dell’emicrania" - ha aggiunto a margine dell’evento
Simona Guerzoni, Responsabile Centro Cefalee e Abuso di Farmaci - Policlinico di Modena - “
Spesso arrivano pazienti che per anni hanno abusato di farmaci con un pericoloso fai da te, che hanno perso la fiducia e a cui dobbiamo restituire una vita di qualità. Oggi tutto questo è possibile grazie all’innovazione terapeutica”.
Una vita a metà è stato presentato al Lido di Venezia nell’ambito degli eventi di Giffoni Innovation Hub, durante la 82a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia per poi andare, all’inizio del 2026, su Amazon Prime video.
Realizzato con la collaborazione della Fondazione CIRNA ETS - Alleanza Cefalalgici Al.Ce., il progetto gode del patrocinio di Fondazione ONDA ETS (Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna) e delle Società Scientifiche SIN (Società Italiana di Neurologia), AIC (Associazione Italiana per la lotta contro le Cefalee) e SISC (Società Italiana per lo Studio delle Cefalee).
09/04/2026, 11:13