CCORDINAMENTO AUTORI E AUTRICI - Sostegno all'AAMOD
per il taglio del finanziamento DGC
“Chi ha paura della memoria?” Con questa domanda l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD) ha lanciato l’allarme per il taglio di quasi il 25% del finanziamento della Direzione Cinema del Ministero della Cultura relativo a tutte le loro attività per l’anno 2025, ovvero l’anno già passato. Il finanziamento è passato quindi da 380 mila euro a 290.
Si tratta di un colpo gravissimo a progetti consolidati e già realizzati nel 2025, aggravato da un ritardo superiore a un anno nell’assegnazione delle risorse. Un contributo su cui la fondazione che gestisce l’archivio non solo contava, ma che era ormai consolidato e regolare da molti anni. Un taglio assurdo e inaccettabile perché per l’anno 2025 la dotazione di spesa del ministero è la stessa del 2024 e le attività dell’AAMOD non sono cambiate né hanno perso di valore.
Una riduzione drastica che per il 2026 rischia di diminuire ulteriormente dal momento che la dotazione generale subirà un ridimensionamento del 10% che si rifletterà su tutti i finanziamenti.
Il taglio non riguarda solo l’AAMOD, ma anche la Cineteca Lucana (finanziamento passato da 35 mila a 10 mila euro) e l’Archivio Cinematografico della Resistenza (a cui è stato cancellato il finanziamento di 20 mila euro) nonché molti festival, tra cui gli storici Filmmaker di Milano e Festival dei Popoli di Firenze.
A questo si aggiunge che nella bozza del decreto di riparto del fondo Cinema hanno azzerato completamente i fondi per la digitalizzazione delle pellicole, non solo per l’AAMOD ma per tutti gli archivi. Dall’altro lato ci sono festival e istituzioni che hanno visto aumentate le loro risorse, in alcuni casi triplicate. Quello che emerge è un contesto di distribuzione squilibrata delle risorse, che penalizza realtà storiche e iniziative di comprovato valore.
Il Coordinamento autori e autrici (100autori, ACMF, AIDAC, AIR3, ANAC e WGI) è solidale con l’AAMOD e tutte le altre realtà toccate dai tagli perché difendono il valore insostituibile degli archivi audiovisivi, non soltanto come strumenti di conservazione, ma come veri e propri laboratori del presente. La memoria storica, custodita e reinterpretata attraverso il lavoro creativo, è essenziale per comprendere e costruire il futuro. Il patrimonio audiovisivo, pubblico e privato, vive grazie all’impegno quotidiano di archivisti, tecnici, autori e operatori culturali che, con passione, competenza e spirito collettivo, contribuiscono alla costruzione di opere documentarie e alla diffusione di una coscienza condivisa.
Il Coordinamento autori e autrici si unisce al coro di voci dal mondo della cultura e della politica che, nella conferenza stampa di venerdì 11 aprile organizzata dall’AAMOD, ha chiesto a gran voce trasparenza, tutela del patrimonio audiovisivo e criteri chiari per l’assegnazione dei fondi. Invitano il MiC a prendere seriamente in considerazione quanto chiesto dal presidente dell’AAMOD, Vincenzo Vita, che ha dichiarato: Se è vero che il ministro della cultura Alessandro Giuli e la sottosegretaria Lucia Borgonzoni hanno dichiarato la loro insoddisfazione per le scelte delle apposite commissioni di valutazione dei contributi “selettivi” ai film e delle attività di promozione, a questo punto può essere agito l’”annullamento in autotutela”. Si tratta di uno strumento tutt’altro che inedito a fronte di procedure concorsuali dall’esito discutibile.
La battaglia intrapresa non riguarda soltanto la sopravvivenza di singole istituzioni, ma la difesa di un ecosistema culturale fondato sull’esperienza viva del cinema, sulla trasmissione della memoria e sul lavoro condiviso di chi, ogni giorno, costruisce futuro attraverso le immagini del passato.
13/04/2026, 15:40