PIDAC - PREMIO ITALIANO DEL DESIGN DELL’ARREDO
NEL CINEMA 3 - I pvincitori
Ilaria Fallacara, Anca Rafan e Alessandra Querzola sono le vincitrici della terza edizione del
PIDAC. Sabato 11 aprile 2026 al Cinelab Giuseppe Bertolucci di Lecce si è tenuta la cerimonia di consegna del
Premio italiano del design dell’arredo nel cinema e nelle serie tv. Dal 2024 la manifestazione ideata e promossa da Passo Uno e Reliart, con il sostegno di Regione Puglia e in collaborazione con una rete di realtà pubbliche e private, accende i riflettori su una professione fondamentale ma ancora troppo poco raccontata del mondo audiovisivo. Intitolato, grazie alla disponibilità della sua famiglia, a Osvaldo Desideri, prolifico arredatore e scenografo, vincitore di un Premio Oscar, scomparso nel 2023, il
PIDAC si conferma come un appuntamento unico nel panorama nazionale, interamente dedicato alla figura dell’arredatore cinematografico, un mestiere decisivo soprattutto nei set in interni, dove ogni scelta contribuisce a definire atmosfera, credibilità e forza narrativa di una storia. Un ruolo capace in modo esemplare di mettere in dialogo due eccellenze del Made in Italy: il cinema e l’arredo.
Nella
categoria film la vittoria è andata a
Ilaria Fallacara per “
Follemente” di Paolo Genovese con un ricchissimo cast formato da Pilar Fogliati, Edoardo Leo, Emanuela Fanelli, Maria Chiara Giannetta, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Marco Giallini, Maurizio Lastrico, Rocco Papaleo e Claudio Santamaria. Per le
Serie TV il riconoscimento è stato assegnato ad
Anca Rafan per “
M - Il figlio del secolo”, fortunata produzione interpretata da Luca Marinelli, diretta da Joe Wright e scritta da Stefano Bises e Davide Serino, tratta dall'omonimo romanzo del 2018 di Antonio Scurati. Premio alla carriera, infine, per Alessandra Querzola che ha collaborato tra gli altri con Mike Nichols, Denis Villeneuve, Danny Boyle, Timur Bekmambetov, Gary Winick e Richard Loncraine, firmando film e serie di rilievo come Angels in America, Charlie Wilson’s War, Letters to Juliet, Ben-Hur, Blade Runner 2049 e Trust.
"
Ci complimentiamo con tutti i vincitori di questa terza edizione, e li ringraziamo per aver impreziosito la serata con la loro presenza e partecipazione. Siamo contenti della crescita e del sostegno delle istituzioni. Un ringraziamento speciale ai nostri partner e a tutti i ragazzi dello staff che da subito hanno creduto nella potenzialità dell'evento e si dedicano con grande energia alla sua buona riuscita", sottolinea il direttore organizzativo
Salvatore Caracuta. La serata si è aperta con i saluti istituzionali di Silvia Miglietta, assessora alla Cultura e alla Conoscenza della Regione Puglia, Fabio Tarantino, presidente della Provincia di Lecce, e Roberto Giordano Anguilla, vicesindaco di Lecce. A seguire, spazio all’approfondimento sul tema “
Cinema e sostenibilità ambientale: il riuso degli arredi di scena”, con la partecipazione in collegamento di Matteo Frollano e Giorgio Vertefeuille della società di consulenza Framinia Services. Particolarmente intenso, stimolante e divertente il momento dedicato al
Premio alla carriera con
Alessandra Querzola intervistata da Luca Bandirali. La vera e propria cerimonia di consegna del premio Osvaldo Desideri, coordinata da Virginia Panzera, ha quindi celebrato il lavoro delle finaliste e dei finalisti selezionati per questa edizione. Per la categoria Film erano in cinquina con Ilaria Fallacara anche Marco Martucci per La città proibita, Paola Bizzarri per Le assaggiatrici, Loredana Raffi per L’abbaglio ed Emilia Gagliardotto per L’amore che ho. Per la categoria Serie TV, invece, con Anca Răfăn, le persone finaliste erano Roberta Troncarelli per Il Gattopardo, Massimo Avolio per Mina Settembre 3, Giulietta Rimoldi per L’arte della gioia e Anna Ranci per Il commissario Ricciardi 3.
In chiusura, la proiezione della versione restaurata de “
Il conformista” di Bernardo Bertolucci, proposta dal Cineclub Universitario in collaborazione con Minerva Pictures e Raro Video. Un film emblematico anche per il tema del premio: con la scenografia di Ferdinando Scarfiotti e la fotografia di Vittorio Storaro, costruisce infatti un immaginario visivo potentissimo, in cui ambienti, mobili, geometrie e architetture diventano parte essenziale del racconto, facendo dell’arredo un autentico strumento narrativo.
13/04/2026, 15:54