LO SPIRAGLIO FILMFESTIVAL 16 - I premi
Si è concluso al Museo MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, con un grande successo di pubblico, la sedicesima edizione de
Lo Spiraglio Filmfestival della salute mentale. La manifestazione diretta da Federico Russo per la parte scientifica e da Franco Montini per quella artistica e organizzata dal Dipartimento Salute Mentale della ASL Roma 1 e ROMA CAPITALE in collaborazione con il Museo MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, è ormai un appuntamento fondamentale per capire, pensare e conoscere a fondo il mondo della salute mentale.
Nella serata finale sono stati assegnati i Premi per le diverse categorie di lungometraggi e cortometraggi selezionati dal gruppo integrato di selezionatori composto da critici cinematografici, volontari, operatori, utenti e stagisti dei servizi di salute mentale.
A
Rocco Papaleo è andato Il
Premio Lo Spiraglio che viene assegnato ad un personaggio particolarmente significativo del mondo cinematografico che abbia raccontato vita, sentimenti ed emozioni di persone e gruppi legati al mondo della salute mentale.
La giuria, composta dal presidente degli utenti della Toscana Giovanni Gallori, dalla sociologa Arianna Marcorè, dalla sceneggiatrice e regista Ludovica Rampoldi, dall’infermiera Rada Tomic e dal regista Mimmo Verdesca, ha assegnato i seguenti Premi:
Premio “Fausto Antonucci” di 1.000 euro al miglior cortometraggio
“Devotee” di ROBERTA PALMIERI E FRANCESCO RUBATTU
Motivazione: Attraverso il ritratto di Manuela conosciamo una donna fortissima, resiliente, curiosa, intrepida, che, nonostante le avversità del destino, non si arrende e non perde la gioia di vivere. Manuela non rinuncia al desiderio e, alla ricerca dell’amore, è pronta a confrontarsi perfino con la perversione. Un film di grande regia, intenso e provocatorio, capace di comunicare autentica inquietudine, ma ricco di speranza.
MENZIONE SPECIALE al cortometraggio
“Moving Mountains” di ANDREA COSTA
Motivazione: Per la capacità di trasformare un piccolo incontro in una riflessione universale sul senso di appartenenza. In questo caso non ereditaria ma costruita. il film mostra con delicatezza come due mondi apparentemente distanti possano riconoscersi nei desideri più semplici: essere accolti, avere una famiglia, trovare un equilibrio. Un racconto importante, che parla al presente.
Premio “Jorge Garcia Badaracco – Fondazione Maria Elisa Mitre” di 1.000 euro al miglior lungometraggio.
“Claudia fa brutti sogni” di ELEONORA SARDO E MARCO ZENONI
Motivazione: Per il coraggio di guardare dentro una ferita familiare senza filtri e senza giudizio. Il film è un viaggio che parte da un disegno infantile disperato “NON SO PIU’ DOVE SONO, AIUTATEMI” e diventa cammino di espiazione, responsabilità e amore. Sulla Via Francigena di Sicilia, le due sorelle attraversano la distanza scavata dal dolore e dalla tossicodipendenza per tentare di riconoscersi di nuovo. Un’opera necessaria che trasforma il senso di colpa in possibilità di ricongiungimento, e il perdono in un atto concreto, passo dopo passo.
Premio “SAMIFO” (Salute Migranti Forzati) di 1.000 euro assegnato a un lungo o cortometraggio scelto tra i film finalisti che meglio ha raccontato gli aspetti legati alla transculturalità, il confronto/scontro tra culture e società diverse, la storia di migrazioni umane, il trauma dei rifugiati, la violazione dei diritti umani, la discriminazione e il razzismo, l’impatto sulla salute mentale della migrazione
“In Gaza Pietas” di DIEGO MANFREDINI
Motivazione: Per la straordinaria sintesi narrativa e l'altissimo valore civile di un'opera che, in soli nove minuti, scuote le coscienze e genera una necessaria empatia verso il dramma universale dei bambini, vittime di ogni conflitto. Diego Manfredini utilizza l’animazione per dare voce alla tragedia del popolo palestinese con una delicatezza che ne amplifica l’impatto etico, affidando il racconto ai disegni autentici dei piccoli di Gaza: frammenti di realtà che trasformano il film in un archivio vivente di verità storica. In Gaza Pietas è uno strumento pedagogico prezioso, capace di trasformare il cinema in un momento di riflessione critica sui diritti umani. Un premio alla capacità di trasformare l’arte in impegno morale, ricordandoci che memoria e solidarietà sono gli unici argini possibili contro la barbarie.
Premio Luciano De Feo di 1000 euro, assegnato dal Comitato di Selezione del festival, al film che abbia mostrato più attenzione ai contenuti scientifici.
“I Colori dell'anima” di RUGGIERO TORRE
Motivazione: Un piccolo documentario che racconta la vita di un servizio di salute mentale di provincia. Lo sguardo dell'autore si posa nitido sui luoghi, i passaggi, gli incontri e le parole che diventano cura. È un modo di lavorare che mette in relazione il fare con l'essere, che sembra ridare colori, forme e movimenti ad una sofferenza psichica altrimenti paralizzante. A fianco della cura una cooperativa, che fonde antiche sapienze artigiane e relazioni ed entra così a far parte delle dotazioni di salute, di cambiamento e di riscatto. E il Centro di Salute Mentale di Nola diventa simbolo di uno dei tanti servizi pubblici virtuosi di salute mentale italiani.
La Giuria popolare, aperta al pubblico degli appassionati, ha infine assegnato il
Premio del Pubblico a “Fratelli di Culla” di ALESSANDRO PIVA.
20/04/2026, 10:58