Note di regia di "The Reach"
Il racconto originale “
The Reach” di Stephen King mi ha affascinato perché affronta con poesia e delicatezza tematiche profonde come la memoria, le radici, il succedersi delle generazioni, lo scorrere inesorabile del tempo e l’amore che travalica i confini della vita, il tutto con il tocco paranormale di King.
Quella traversata che Stella non si è mai decisa di compiere è carica di un forte valore emotivo e simbolico: è giunto il momento per lei di affrontare i propri demoni interiori. “
The Reach” può essere interpretato come una metafora della delicata tematica del fine vita, oltre che come una riflessione sugli sconvolgimenti climatici che interessano il nostro tempo, simboleggiati dalla più forte gelata degli ultimi cinquant’anni che fa da leitmotiv al film. Esplorando l’isolamento, la crescita personale e il coraggio di affrontare l’ignoto abbracciando il cambiamento, “The Reach” risuona con temi che fanno parte dell’esperienza umana. Il braccio di mare che separa l’isola dalla terraferma rappresenta un confine che diventa metafora del passaggio tra il mondo dei vivi e quello dei morti. La colonna sonora include la canzone “Moonlight Motel” di Bruce Springsteen: la delicatezza e l’atmosfera nostalgica tanto della melodia quanto del testo di questo brano sono, a mio avviso, intimamente connessi con le tematiche del film.
Luca Caserta