FILMARE LA STORIA 23 - In programma il 21 e 22 maggio
Silvia Nugara e Silvia De Gattis conducono la cerimonia di premiazione di
Filmare la Storia, 23esima edizione, che si svolgerà il 21 maggio a partire dalle 15 nella Sala 1 del cinema Massimo. Alla premiazione interverranno le scolaresche dei film finalisti provenienti da molte regioni italiane (oltre al Piemonte, da Liguria, Veneto, Umbria, Toscana, Abruzzo); e molti registi da Francia, Inghilterra, Portogallo, Turchia, Palestina e Italia.
Filmare la storia è un concorso per cortometraggi e lungometraggi dedicati a tematiche della storia del Novecento e della contemporaneità realizzate dalle scuole italiane di ogni ordine e grado, e da giovani videomaker internazionali.
Il concorso, organizzato dall’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, ha l’obiettivo di valorizzare l’uso degli strumenti audiovisivi come metodologia didattica per elaborare e trasmettere la memoria storica.
Si prefigge inoltre di promuovere e favorire la circolazione delle opere cinematografiche che affrontano temi importanti della storia contemporanea.
Questa ventitreesima edizione ha confermato il respiro internazionale del concorso con una grande partecipazione di scuole e registi da tutto il mondo.
Il bando del concorso, lanciato a ottobre 2025 sulla piattaforma Filmfreeway, si è chiuso il 28 febbraio 2026 con più di 3000 opere iscritte nelle varie categorie dedicate ai videomaker, tra cui: miglior cortometraggio di animazione; miglior cortometraggio; miglior lungometraggio;
miglior film sulla Resistenza; e miglior cortometraggio italiano.
Coloro che hanno selezionato le opere, fra più di 3000 candidature, hanno scelto 115 opere realizzate da videomaker di tutto il mondo, fra cui: 19 cortometraggi di animazione, 74 cortometraggi internazionali e italiani, 22 lungometraggi.
La sezione del concorso rivolta alle scuole, conclusa il 4 aprile, ha visto la partecipazione di più di 80 classi provenienti da tutta Italia, con 19 video realizzati da scuole dell’infanzia e primarie, 29 video realizzati da scuole secondarie di I grado e 41 video realizzati da scuole secondarie di II grado.
Come ogni anno, a comporre le giurie partecipano gli enti del Polo del ‘900, la Film commission Torino Piemonte, Aiace-Sottodiciotto, Iter-Città di Torino, ANPI Piemonte, Archivio Superottimisti, Centro nazionale del cortometraggio, e l’Archivio Luce-Cinecittà con docenti, educatori, storici, esperti del settore cinematografico e studenti.
Tra le novità di quest’anno la collaborazione con il CSC - Centro Sperimentale di Cinematografia, sede Piemonte per il premio al miglior cortometraggio di animazione.
Il concorso è inserito nel programma delle attività del Polo del ‘900 ed è realizzato con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte, ANPI Piemonte e Città di Torino - ITER Istituzione Torinese per una Educazione Responsabile. Si avvale della collaborazione dell’Archivio Storico Luce – Cinecittà Spa, del Centro Sperimentale di Cinematografia, sede Piemonte, e del Centro nazionale del Cortometraggio. Sono partner del concorso USR Piemonte, Istituto Nazionale Ferruccio Parri, Aiace – Festival Sottodiciotto e l’Associazione Archivio Superottimisti aps.
La giuria del Premio Paolo Gobetti di questa 23a edizione è presieduta da Stefania Bona, direttrice della fotografia, in rappresentanza della Film Commission Torino Piemonte; Steve Della Casa anche quest’anno è in giuria per Anpi. Al Polo del ‘900 il 22 maggio dalle 10 alle 17 saranno proiettati i cortometraggi finalisti. Ingresso libero fino a esaurimento posti per entrambe le iniziative.
Un po’ di dati sui film in concorso
Dall’insieme dei film emerge che il Novecento non viene trattato come un passato chiuso, ma come una chiave interpretativa per leggere conflitti, identità e tensioni contemporanee.
Il tema dominante è senza dubbio quello della guerra e delle sue eredità. La Seconda guerra mondiale, la Resistenza, la Shoah, gli IMI, gli eccidi, i bombardamenti e le deportazioni rappresentano ancora il nucleo più consistente delle opere selezionate. Tuttavia, colpisce come questi temi vengano affrontati sempre meno in forma esclusivamente celebrativa o cronachistica e sempre più attraverso dimensioni intime, familiari e memoriali: figli e nipoti che ricostruiscono storie perdute, archivi personali ritrovati, testimonianze orali, fotografie, lettere, materiali filmici riutilizzati. La “grande storia” passa attraverso biografie individuali e genealogie affettive.
Molto forte è anche la presenza della Resistenza, declinata però in modi nuovi: accanto ai racconti partigiani tradizionali emergono il contributo delle donne, le riflessioni contemporanee sul significato stesso del “resistere”, fino alle connessioni con l’attivismo civile, artistico e sociale di oggi. La Resistenza viene dunque rinnovata come categoria etica e politica ancora attuale, capace di parlare alle nuove generazioni.
Un secondo grande asse riguarda il rapporto tra memoria del Novecento e conflitti contemporanei. Molti film stabiliscono un ponte diretto fra le guerre del secolo scorso e scenari odierni come Palestina, Ucraina, Afghanistan, Kurdistan, Sudan/Darfur o i Balcani post-jugoslavi. In queste opere il passato non è un semplice antecedente storico, ma uno specchio attraverso cui leggere violenza, nazionalismi, colonialismi, pulizie etniche e crisi geopolitiche contemporanee.
Particolarmente significativo è il ritorno dei temi coloniali e postcoloniali. Emergono film sull’Algeria, sul Sahara, sulle ex colonie portoghesi, sulle migrazioni africane, sulle comunità diasporiche e sulle identità ibride. In diversi casi il colonialismo storico viene messo in relazione con razzismo, marginalizzazione e nuove forme di esclusione sociale contemporanea. Interessante, in questo senso, anche la presenza della Napoli multiculturale raccontata attraverso musica urban e culture afrodiscendenti: un’idea di identità nazionale non più monolitica ma plurale e transnazionale.
Molto forte anche il tema delle donne e della soggettività femminile. Le opere affrontano patriarcato, educazione, femminismo, maternità, sorellanza, lavoro, sport, tabù sessuali, violenza e ruolo delle donne nelle guerre e nelle lotte politiche.
Accanto alla memoria storica tradizionale emerge inoltre un’attenzione crescente per le marginalità sociali e istituzionali: manicomi, carceri, lavoro minorile, salute mentale, precarietà, solitudine, discriminazioni, disabilità. In molti casi si tratta di storie “laterali” o rimosse, che il cinema recupera per costruire una controstoria delle persone invisibili.
Molto interessante è anche la presenza del tema ambientale e tecnologico, spesso collegato alla riflessione storica: Chernobyl, nucleare, deforestazione, inquinamento, droni, intelligenza artificiale, società del controllo, futuro post-umano. Qui il legame con il Novecento passa attraverso la riflessione sulle ideologie del progresso, sul potere tecnologico e sulle conseguenze delle scelte politiche ed economiche del secolo scorso.
Dal punto di vista linguistico e formale emerge infine una forte vitalità del cinema di ricerca: uso creativo degli archivi, animazione, ibridazione tra documentario e finzione, montaggi sperimentali, installazioni multischermo, materiali di famiglia, found footage, oral history. L’archivio non è più soltanto fonte storica ma materia narrativa e poetica, capace di mettere in dialogo tempi diversi.
Le Giurie
La giuria del premio animazione è composta da Gabriele Barrocu, animatore, storyboard artist e compositing artist, insegnante di animazione al CSC dove svolge il ruolo di tutor producer per i film di diploma; Margherita Alpi, studente del terzo anno al CSC di Torino; Francesca Cogni, filmmaker e disegnatrice.
La giuria del Premio Paolo Gobetti - Videomaker Lungometraggi è composta da Daniela Ricci, professoressa universitaria a Parigi, specializzata in cinema decoloniale e cinematografie africane; Fabrizio Cassandro, regista, critico cinematografico e programmatore culturale; Claudio Panella, italianista e comparatista, esperto di interazioni tra arti, storia e società, responsabile dell'Archivio storico dell'Unione culturale Franco Antonicelli; Ilaria Garofano, curatrice e gallery assistant presso la Fondazione Vera Nocentini; Stefano Guerrera, laureando in Scienze storiche a Torino, in Servizio Civile presso l'Associazione Vera Nocentini.
I film della sezione Videomaker Cortometraggi - Premio Paolo Gobettisono valutati da Stefania Bona, direttrice della fotografia e regista; Sara Staffieri, attivista femminista e operatrice culturale; Fabrizio Dividi, giornalista, critico cinematografico SNCCI e regista; Mattia Temponi, regista e sceneggiatore torinese; Massimo Coda Spuetta, direttore del Museo diffuso della Resistenza.
La giuria del Premio Centro Nazionale del Cortometraggio è composta da Elena Ciofalo, direttrice del CNC e co-fondatrice di AIACE VDA; Alessandro Giorgio, programmatore del CNC e di ShorTO Film Market e curatore per Cinemambiente, distributore e produttore esecutivo per Withstand, Milano; Marta De Cesare, sceneggiatrice e scrittrice; Elena Martorana, diplomata in sceneggiatura alla Scuola Holden di Torino.
La giuria dei premi ANPI è composta da Steve Della Casa, conservatore della Cineteca nazionale e autore da trent'anni di 𝐻𝑜𝑙𝑙𝑦𝑤𝑜𝑜𝑑 𝑃𝑎𝑟𝑡𝑦 su Radio Rai, Matteo Casco, interessato all’intermedialità tra filosofia, letteratura e cinema, sta svolgendo il servizio civile presso l’ANPI provinciale di Torino; Patrizia Rizzi, bibliotecaria, segretaria della Sezione ANPI di Cuorgnè (TO), appassionata di cinema e memoria; Monica Barotto, insegnante nella scuola dell’infanzia, presidente della sezione ANPI di Torre Pellice e dirigente ANPI nel Provinciale di Torino; Simona Santovito, ricercatrice.
Un po’ di storia
L’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza è un luogo di ricerca storica e di tutela e divulgazione della memoria tramite il cinema e i linguaggi della contemporaneità. Il concorso Filmare la storia è nato nel 2004 come concorso per video prodotti da studenti e insegnanti delle scuole del Piemonte su temi della storia del Novecento. Il punto di partenza è stata la constatazione che nella scuola molti insegnanti e studenti sperimentavano nuove forme di scrittura e di comunicazione con le immagini, anche in relazione a temi e problemi della storia contemporanea. Nel 2012 i quattro premi Filmare la storia sono stati dedicati a Paolo Gobetti, indimenticato fondatore dell’Archivio nazionale cinematografico della Resistenza, e da alcuni anni sono sostenuti dalla Film Commission Torino Piemonte con un contributo in denaro ai migliori film nelle quattro categorie. Da alcuni anni il concorso scuole prevede anche una sezione di scrittura in collaborazione con l’Istituto Luce. Dal 2025 si sono aggiunte due importanti categorie: il premio al miglior corto di animazione e il premio miglior corto italiano sostenuto dal Centro nazionale del cortometraggio con il proposito di valorizzare la circolazione del cinema italiano all’estero.
11/05/2026, 08:54