I COLORI DELLA TEMPESTA - Thriller storico sul
“monument’s man” italiano, Pasquale Rotondi.
L’Italia è il paese nel quale, più di ogni altro al mondo, sono conservate opere d’arte dall’inestimabile valore. Un patrimonio fragile, da tutelare, in particolar modo nei periodi di guerra. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, a tutela dagli atti predatori che i nazisti volevano mettere in atto, ci sono stati dei veri e propri “angeli custodi dell’arte”, che hanno consentito la salvaguardia di dipinti, arazzi, sculture dei più noti artisti dell’antichità. Come non citare in questo contesto Rodolfo Siviero, che si adoperò per la salvaguardia del patrimonio artistico fiorentino, tra più rilevanti al mondo. L’americano Frank Stokes, che si pose alla testa dei “Monument’s man”, gruppo sbarcato in Europa per salvare le opere d’arte a rischio di trafugamento da parte dei Tedeschi (vicenda raccontata nell’omonimo film diretto e interpretato da George Clooney). E, tra i più importanti, l’italiano Pasquale Rotondi, figura per lo più rimasta fino ad oggi nell’ombra, sulla quale il regista italiano
Roberto Dordit ha realizzato in film “
I Colori della Tempesta”.
Ispirato ad una storia vera, il film racconta dell’incredibile impresa di Pasquale Rotondi, giovane Soprintendente alle Belle Arti delle Marche, per il salvataggio di circa diecimila opere d’arte di grande rilievo, tra cui un dipinto, attribuito al Giorgione, chiamato “La tempesta”. Un’impresa inizialmente sostenuta dal ministro all’Educazione del governo fascista, Bottai - che aveva previsto la razzia che gli (ancora per poco) alleati tedeschi avevano intenzione di fare - e in seguito all’8 settembre del ‘43, portata avanti praticamente in solitaria, aiutato soltanto da un manipolo di persone che gli rimangono a fianco, tra cui la moglie, la storica dell’arte Zea Bernardini, l’autista e un gruppetto di carabinieri e addetti museali. Pasquale Rotondi comprende che qualsiasi museo cittadino rischia di essere un luogo troppo vulnerabile e di facile accesso per i nazisti, che con il loro corpo Kunstschutz, comandato dalle SS, ha il preciso incarico di trafugare le opere richieste da Göring e da Hitler in persona. Rotondi arriva così ad individuare due nascondigli ideali per il salvataggio delle opere d’arte, due perle nascoste del paesaggio marchigiano: la Rocca di Sassocorvaro e il Palazzo dei Principi di Carpegna. I luoghi individuati sono, a loro volta, opere monumentali, immerse in contesti naturali belli e isolati, location che contribuiscono a dare al film un autentico sapore thriller, che accompagna il racconto ben realizzato da Dordit.
Un’opera, “
I colori della Tempesta”, che non ha sbavature e può fare scuola a chi si avvicina al film storico, per la sua capacità di narrazione fedele ai fatti senza cedere alla retorica, che sa trovare i giusti ritmi di montaggio che appassionano e tengono con il fiato sospeso, spiega a chi non conosce i fatti realmente accaduti senza essere pedante, ripercorre una vicenda di fatto eroica, senza scivolare nel trionfalismo. Un film che ha visto sicuramente una proficua partecipazione delle Marche Film Commission, viste le suggestive location individuate.
“
I colori della tempesta” porta inoltre in primo piano due volti del cinema italiano destinati ad una lunga carriera per il loro talento: il già noto
Simone Liberati, il cui nutrito curriculum è iniziato con un film di grande qualità, “
Cuori puri”, che ne ha rivelato tutte le potenzialità (e nella sale in questi giorni con “
Antartica” di Lucia Calamaro); e la giovane
Lia Grieco, tra le protagoniste di una serie tv Netflix “
Luna Park”, che ha fatto molto parlare di sé.
Da notare, inoltre, le musiche originali firmate da un compositore dalla lunga e apprezzata carriera,
Remo Anzovino, il cui album “
I Colori della Tempesta”, pubblicato da Ricordi, è disponibile su tutte le piattaforme digitali distribuita da Decca Italy/Universal Music Italia (al violino Lucia Clonfero, al violoncello e violoncello elettrico Chiara Trentin) con un track di tredici brani originali.
Elisabetta Vagaggini
21/05/2026, 20:15
Elisabetta Vagaggini