OMAGGIO A TULLIO PINELLI - Dal 9 all'11
giugno tra Cuorgnè, Pianezza e Torino
Tullio Pinelli, nato a Torino nel 1908 e scomparso centenario nel 2009, è stato uno dei giganti discreti del cinema italiano, un autore capace di infondere struttura, poesia e profondità morale ad alcune delle pellicole più importanti del Novecento. Sebbene il grande pubblico associ immediatamente i capolavori di Federico Fellini alla firma esclusiva del regista, gran parte dell'anima di quei film è nata dalla penna di Pinelli, che spesso lavorò in una perfetta triade creativa insieme allo stesso Fellini e al collega Ennio Flaiano.
Un omaggio speciale curato da Distretto Cinema in collaborazione col Museo Nazionale del Cinema, all'interno delle iniziative del CAP Circuito Audiovisivo Piemonte, ripercorre la carriera del maestro piemontese, proprio nei territori dove è nato e vissuto, coinvolgendo anche il figlio, Carlo Alberto Pinelli, ospite di tre serate.
Il progetto, intitolato “Gran Tour – Omaggio a Tullio Pinelli”, propone al pubblico una selezione di film e materiali legati all’attività dello sceneggiatore, che saranno accompagnati dalla presenza del figlio Carlo Alberto Pinelli. Oltre Torino, coinvolte Pianezza, confinante con Alpignano. Per Tullio Pinelli, Alpignano fu il rifugio dell'anima: nella storica villa di famiglia trascorse l'infanzia e la giovinezza, trovando un'oasi di quiete e ispirazione lontana dal caos di Cinecittà. Questo legame viscerale si è suggellato nel 2009 quando, scomparso a cent'anni, lo sceneggiatore felliniano ha scelto di farsi seppellire nella tomba di famiglia locale. Coinvolta anche Cuorgnè. Durante i difficili anni della seconda guerra mondiale, Pinelli trovò rifugio a Cuorgnè come sfollato. Questo soggiorno in Canavese si rivelò cruciale: fu proprio qui che, lontano dai bombardamenti, lo sceneggiatore compose alcune delle sue prime importanti opere teatrali. Quel periodo di isolamento forzato si trasformò in una straordinaria fucina creativa, cementando un legame di profonda gratitudine tra l'artista e la comunità canavesana.
IL PROGRAMMA
Il viaggio nella cinematografia di Pinelli, che è partito da Alessandria con un appuntamento al Momas, comincia martedì 9 giugno alle 21 al cinema Margherita di Cuorgnè con la proiezione del cult “Amici miei”, film di Mario Monicelli, sceneggiato da Pinelli, un’importante occasione per approfondire il legame profondo tra lo sceneggiatore e il territorio canavesano. Alla proiezione parteciperà Carlo Alberto Pinelli
Il giorno successivo, mercoledì 10 giugno alla stessa ora, la rassegna si sposterà al cinema Lumière di Pianezza per la visione di “89 e mezzo”, l'intimo documentario firmato proprio da Carlo Alberto Pinelli, presente in sala, e dedicato alla figura del padre. Per questa occasione l'ingresso alla proiezione è gratuito.
Quindi, giovedì 11 giugno al cinema Massimo di Torino con un’intera giornata di proiezioni: "Adua e le compagne" di Antonio Pietrangeli, "Napoli-New York" di Gabriele Salvatores, che ha realizzato il film su un soggetto inedito di Pinelli. La giornata culminerà con la visione de “La Strada”, il capolavoro premio Oscar nato dal celebre sodalizio artistico tra Pinelli e Fellini, che sarà introdotto da Carlo Alberto Pinelli.
La mini rassegna, curata da Fulvio Paganin, fa parte del Gran Tour del CAP - Circuito Audiovisivo Piemonte che si concluderà il prossimo autunno con gli ultimi appuntamenti che coinvolgeranno alcuni dei festival protagonisti del Lungo Mese del Cinema Torinese e che saranno annunciati in prossimità delle iniziative coinvolte.
CHI ERA PINELLI
Pinelli, uomo colto di origini nobili, con una solida formazione da avvocato e drammaturgo teatrale, rappresentava il perfetto contrappeso al genio visionario e caotico di Federico Fellini. Mentre Flaiano infondeva nelle storie quel cinismo arguto e quella satira graffiante tipica dell'ambiente romano, Pinelli vi imprimeva il senso del sacro, il dubbio morale e la ricerca di una redenzione spirituale.
Questo sodalizio formidabile, nato quasi per caso in un chiosco di giornali a Roma nel 1947, ha ridefinito la storia del cinema mondiale attraverso titoli leggendari. Tra questi spicca "I vitelloni", malinconico ritratto dei giovani provinciali senza arte né parte, ma soprattutto "La strada", una vera e propria parabola spirituale sulla grazia e sulla solitudine fortemente voluta e difesa da Pinelli contro lo scetticismo iniziale dei produttori. Il suo tocco sensibile e rigoroso ha guidato anche la miseria colma di speranza di "Le notti di Cabiria", l'affresco monumentale e disincantato dell'Italia del boom in "La dolce vita" e il labirinto metacinematografico di 28½", dove lo sceneggiatore torinese aiutò Fellini a mettere magistralmente in ordine il caos della sua stessa crisi creativa.
Tuttavia, ridurre la carriera di Pinelli alla sola collaborazione con Fellini sarebbe un grave errore storico, poiché la sua firma compare in oltre quaranta pellicole firmate da altri grandissimi registi. Ha collaborato intensamente con Pietro Germi, firmando opere di profondo impegno civile e attenzione per gli ultimi come "Il cammino della speranza" e "Il brigante di Tacca del Lupo", e ha lavorato con Vittorio De Sica per "I girasoli". Inoltre, dimostrando un'ecletticità straordinaria, Pinelli ha legato il suo nome anche alla grande commedia all'italiana, scrivendo insieme a Mario Monicelli il cult Amici miei, un capolavoro capace di nascondere dietro la farsa toscana una profonda e tragica malinconia sul tempo che passa.
Pinelli concepiva la sceneggiatura come vera e propria letteratura per immagini, guidato da una profonda compassione per i personaggi, anche i più grotteschi o fallimentari, e da una marcata sensibilità religiosa che cercava il trascendente nel quotidiano. Questa straordinaria capacità di unire la cultura alta alla sensibilità popolare gli è valsa ben quattro candidature al Premio Oscar e un David di Donatello alla carriera nel 1997, consacrandolo come l'architetto invisibile della stagione più gloriosa e splendente del nostro cinema.
Martedì 9 giugno
Cinema Margherita di Cuorgnè
Ore 21:00
Mario Monicelli
Amici miei (Italia 1975, 140’, DCP, col.)
Quattro amici cinquantenni della borghesia fiorentina (un nobile decaduto, un chirurgo, un giornalista e un barista) combattono la routine e la vecchiaia organizzando scherzi feroci e goliardici, le cosiddette "zingarate". A loro si unirà un bizzarro pensionato. Sotto la superficie comica, emerge il ritratto malinconico e amaro di una generazione che si rifiuta di crescere. Con Ugo Tognazzi, Gastone Moschin, Philippe Noiret, Duilio Del Prete, Adolfo Celi.
Il film sarà introdotto da Carlo Alberto Pinelli
Mercoledì 10 giugno
Cinema Lumière di Pianezza
Ore 21:00
Carlo Alberto Pinelli
80 e mezzo (Italia 2024, 75’, DCP, col.)
Documentario intimo e appassionato che il regista Carlo Alberto Pinelli dedica alla figura del padre. Attraverso ricordi d'archivio, testimonianze e riflessioni personali, l'opera ripercorre una lunga esistenza, offrendo al contempo uno spaccato storico e culturale del secolo scorso e celebrando il profondo legame umano e professionale tra due generazioni.
Il film sarà introdotto dal regista Carlo Alberto Pinelli
Giovedì 11 giugno
Ore 15:30
Antonio Pietrangeli
Adua e le compagne
(Italia 1960, 125’, DCP, b/n)
Quattro prostitute, all'indomani della chiusura delle "case" per la legge Merlin, accettano la proposta di un affarista senza scrupoli di aprire un ristorante per farne una casa d'appuntamenti. Ma le quattro ragazze, dopo qualche mese di vita onesta, si rifiutano di tornare a prostituirsi; la ribellione costerà loro una denuncia e il ritorno al marciapiede. Con Simone Signoret, Sandra Milo, Emmanuelle Riva, Marcello Mastroianni.
Ore 18:00
Gabriele Salvatores
Napoli-New York
(Italia 2024, 124’, DCP, col.)
Nell’immediato dopoguerra, tra le macerie di una Napoli piegata dalla miseria, i piccoli Carmine e Celestina tentano di sopravvivere come possono, aiutandosi a vicenda. Una notte, s’imbarcano come clandestini su una nave diretta a New York per andare a vivere con la sorella di Celestina emigrata anni prima. I due bambini si uniscono ai tanti emigranti italiani in cerca di fortuna in America e sbarcano in una metropoli sconosciuta, che dopo numerose peripezie, impareranno a chiamare casa.
Ore 20:30
Federico Fellini
La strada
(Italia 1954, 108’, Hd, b/n.)
Zampanò è un giocoliere girovago che batte i paesi degli Appennini con le sue esibizioni di forza. Con lui è Gelsomina, una povera ragazza sprovveduta e innocente, quasi innamorata del girovago. Costui un giorno uccide davanti a lei il Matto, un acrobata che lo sfotteva. Gelsomina ha uno shock. Zampanò l'abba
27/05/2026, 08:30