Note di regia di "Lo Spazio Vuoto"
Lo spazio vuoto nasce dall’intreccio tra ricerca e immaginazione. Alberto cerca sua madre interrogando chi l’ha conosciuta, ma le lacune della memoria, e talvolta le resistenze di chi testimonia, rendono questo percorso arduo e spesso frustrante. Le fotografie di Luisa esistono, ma senza il sostegno del ricordo rischiano di restare immagini mute, superfici che non restituiscono una presenza.
Alla ricerca attraverso le parole e le tracce del passato si affianca così una ricostruzione immaginaria di Luisa: una figura materna idealizzata, capace di offrire ad Alberto un luogo di prossimità e conforto. Il ritratto della madre si compone poco a poco, attraverso frammenti, emozioni e suggestioni sensoriali. Lo spazio vuoto è concepito come un viaggio in punta di piedi nel tempo e nello spazio, in cui Alberto è fuoricampo e Luisa è fuoritempo.
Stefano P. Testa e
Alberto Ceresoli