LA STAZIONE - Il restauro realizzato da Cinecittà
arriva in una preziosa edizione Blu-ray
Dopo la prima mondiale all’ultima Festa del Cinema di Roma, la versione restaurata da Cinecittà de
La Stazione, il film che nel 1990 segnò il debutto alla regia di un attore e autore amato come Sergio Rubini, arriva in una preziosa edizione in Blu-ray, curata da Home Movies.
Un’edizione in 4K arricchita dalla colonna sonora originale del film, una inedita introduzione di Davide Pulici e un’intervista a Sergio Rubini a cura di Freak-o-Rama; l’uscita fa parte della collana ART28, progetto nato dalla collaborazione tra Cinecittà e Home Movies/Oblivion per riportare alla luce i film prodotti attraverso l’Articolo 28, molti dei quali mai distribuiti in home video e spesso invisibili da anni.
Il lancio del Blu-ray del film viene accompagnato dalla presentazione in sala al Milano Film Festival, nella sezione Fuoricinema, sabato 6 giugno, ore 19.00, presso Anteo Palazzo del cinema, alla presenza di Sergio Rubini, e a Roma al Cinema Nuovo Sacher mercoledì 10 giugno alle 20.30, sempre alla presenza del regista.
A 35 anni dalla sua uscita La Stazione rappresenta ancora un film simbolo del nuovo cinema italiano, che all’inizio degli anni ’90 vide fiorire una sensibilità differente, una capacità rinnovata di unire forte autorialità ed emozione, e rendere contesti all’apparenza ristretti, racconti universali. Un film che al suo apparire venne subito notato come una novità, riconosciuto dai massimi premi italiani - il Nastro d’Argento, il David di Donatello, il Globo d’Oro, la Grolla d’Oro, Ciak d’Oro, e alla 47° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il Kodak - Cinecritica e il Premio FIPRESCI – e in cui oggi si ritrova uno spartiacque riconoscibile: un cinema italiano più consapevole dei propri mezzi ripartiva dalla Stazione.
Sergio Rubini ha dichiarato: “Quando ho saputo che il mio primo film, La Stazione, era stato restaurato, sono stato attraversato da emozioni diverse: sorpresa, gioia, gratitudine. Con La Stazione è nata la mia storia di regista, e il pensiero è andato a quei giorni di trepidazione in cui, grazie e insieme a Domenico Procacci – produttore e amico fraterno – ci incamminammo all’inseguimento di un sogno che, poco alla volta, prese forma fino a diventare realtà. Trascorsi ormai tanti anni, mi ritrovo a commentare il recupero di quella pellicola e mi accorgo che il senso più profondo del restauro di un film ha qualcosa a che fare con la magia, ancora di più quando, come in questo caso, si tratta di un’opera prima: perché fa scorrere all’indietro le lancette del tempo e sembra regalarti anche un po’ di giovinezza. Un grazie di cuore a Cinecittà, che ha deciso di rimettere a lucido la copia e di riportare il film sugli schermi, permettendogli di tornare a vivere.”
Prodotto dalla Fandango di un allora giovane produttore, Domenico Procacci, il film era tratto dall’omonima commedia teatrale di Umberto Marino, adattata dallo stesso autore con il regista e Gianfilippo Ascione, e in una quasi totale unità di spazio – quello dell’ufficio di un piccolo capostazione di provincia – e di una sola notte, metteva in scena un film di rapporti, minimale, fatto di accenni, sguardi, sottili ironie, che cresceva in una scrittura emotiva intensa. Un cinema di piccoli passi che sapeva farsi grande, e faceva una foto di un’Italia che in una crisi di valori cercava rifugio nell’intimità, fosse pure quella di un incontro tra sconosciuti, in una sola notte, ma decisivo.
E dava luce alle capacità di tre giovani attori che si sarebbero imposti grandemente al pubblico: Sergio Rubini, che riusciva a fondere una presenza di timido poetico e comico, un Buster Keaton contemporaneo; Margherita Buy, già di luminosa bravura; ed Ennio Fantastichini, umorale e intenso come molti memorabili personaggi successivi.
Il resto è fatto dalla chiusura di un luogo sospeso e metafisico, che riesce davvero a far esplodere sensibilità, attese, fughe e speranze di un paese che stava cambiando più velocemente di quanto si potesse avvertire.
Nota di restauro
Il restauro 4K è stato eseguito nel 2021 da negativo scena e positivo colonna 35mm. Gli interventi principali eseguiti hanno interessato in particolare la rimozione di spuntinature, graffi, macchie. Per il restauro del suono si è provveduto punto per punto all’eliminazione dei difetti provenienti dalla normale usura del supporto.
04/06/2026, 15:21