TOSCANA FILMMAKERS FESTIVAL 11 - "Ruggine":
Un cortometraggio di denuncia sociale
Racconta storie di sfruttamento e caporalato il cortometraggio “
Ruggine”, di
Filippo Tamburini. Il regista fiorentino sceglie un’ambientazione tutta toscana per il suo film, girato nel territorio di Piombino, anche se è inevitabile che affiorino alla mente le immagini dei tanti ghetti nel sud Italia, in Puglia o in Calabria, dove è più alta la concentrazione di immigrati costretti a condizioni di vita disumane, pur di lavorare in agricoltura (come ha dimostrato la recente uccisione di quattro braccianti afgani a Amendolara in provincia di Cosenza, da parte di altri immigrati diventati capò), oppure di altre zone d’Italia, dove le coltivazioni sono più intense e il lavoro ha perso ogni connotato etico, basti citare il caso di Satnam Singh, lavorante indiano morto a causa di un grave incidente sul lavoro in un’azienda agricola di Latina.
Una vera piaga sociale in Italia, quella dello sfruttamento in agricoltura, di cui si parla ancora troppo poco e che il corto “Ruggine” ha il merito di portare all’attenzione del pubblico. In poco più di un quarto d’ora Filippo Tamburini riesce a condensare il dramma che si consuma quando i proprietari di aziende agricole si trasformano in “padroni”, pretendendo di avere il possesso non solo del lavoro ma anche dei corpi dei propri lavoranti, trasformati in una sorta di schiavi contemporanei di un mondo di sotto, che il mondo di sopra non vuole vedere, girando altrove lo sguardo.
La storia raccontata è quella dell’anziano fattore Gas, che ha speso tutta la sua vita a lavorare nell’azienda agricola gestita da Patrizio. Gas tiene la testa bassa e le spalle curve nello svolgere ogni tipo di mansione (anche quella più scomoda), ma quando si accorge che il limite è stato superato e che uno dei lavoranti, Papis, non si trova più, qualcosa cambia. Il protagonista troverà finalmente il coraggio di dire di no, di fronte a situazioni di sfruttamento fino ad allora tollerate e coperte: veri atti di violenza che adesso, finalmente, è deciso a non voler più coprire, per non diventarne complice o corresponsabile.
Il soggetto di “
Ruggine” è quindi molto interessante e drammaticamente attuale; la sceneggiatura riesce a centrare l’obiettivo narrativo e il corto, ben realizzato, merita sicuramente di essere visto da un vasto pubblico, nelle scuole e non solo, soprattutto per risvegliare una coscienza sociale critica nei confronti di questa problematica. Il protagonista,
Ermanno De Biagi, sfodera la sua esperienza di attore navigato e riesce, sommessamente, a prendersi tutta la scena. Un plauso quindi a Tamburini, che realizza un corto con una mano sicura, nella quale traspare una tecnica ben appresa nel suo percorso di formazione e di lavoro, senza sbavature, che pur non alzando il volume riesce a lanciare un forte grido di denuncia.
13/06/2026, 15:00
Elisabetta Vagaggini