Note di regia di "Election Day"
Esistono alcuni valori etici e morali che dovrebbero essere condivisi da qualsiasi ideologia politica, tanto di destra quanto di sinistra. Valori universalmente riconosciuti dalla nostra Costituzione quali il rispetto, la dignità e i diritti di tutti gli esseri umani, così come la libertà, l’uguaglianza, la giustizia.
Alcuni di questi valori possono variare leggermente a seconda delle culture, ma nessuno di questi principi dovrebbe essere strumentalizzato per meri scopi propagandistici.
Quello a cui assistiamo negli ultimi anni, invece, è un preoccupante aumento dell’odio in tutte le sue forme peggiori: dal linguaggio violento sui social media, all’escalation di episodi di intolleranza e discriminazione nelle strade delle nostre città. Questi fenomeni, che stanno accadendo sotto i nostri occhi, sembrano il sintomo di una crisi più ampia che trova le sue radici in complesse dinamiche sociali, economiche e culturali.
Un elemento cardine che accomuna questa deriva xenofoba è la crescita generalizzata del sovranismo, inteso come un ritorno a politiche nazionaliste che enfatizzano l'autarchia e la difesa dei confini, spesso a scapito della cooperazione internazionale. Se da un lato queste politiche promettono di restituire sicurezza e identità a cittadini disorientati da un mondo globalizzato, dall’altro alimentano una narrazione polarizzante che tende a creare nemici comuni: immigrati, minoranze etniche, religiose o politiche, e persino avversari ideologici interni.
Questo clima di tensione sociale e politica, ha aperto la strada a un fenomeno ancor più inquietante: il rigurgito di ideologie che si credevano sconfitte dalla storia, come il nazismo. Gruppi estremisti, ispirati a dottrine xenofobe e totalitarie, stanno guadagnando terreno, spesso sfruttando le piattaforme digitali per fare propaganda e reclutare nuovi adepti.
Le conseguenze di questa spirale d'odio sono devastanti: la coesione sociale si sgretola, i diritti fondamentali vengono messi in discussione e la convivenza civile diventa sempre più precaria.
Contrastare questa deriva non è semplice e le risposte spetterebbero in primo luogo alla politica, che dovrebbe parlare un linguaggio univoco contro qualsiasi forma di odio e discriminazione, invece di speculare su tali ideologie.
La mia convinzione di autore è che anche il cinema possa e debba fare la sua parte, magari anche con una commedia leggera, capace di portare lo spettatore a riflettere su argomenti complessi, seppur con un sorriso.
Giorgio Amato