BIANCO E NERO 613 - Un numero dedicato
alla commedia italiana (2000-2025)
E’ disponibile nelle migliori librerie e online il nuovo numero di «
Bianco e Nero», la storica rivista cinematografica edita dal Centro Sperimentale di Cinematografia con Minimum fax.
Il numero 613 è dedicato alla commedia italiana (2000-2025) e a curarlo, insieme al Direttore della rivista Giulio Sangiorgio, è stato Rocco Moccagatta (critico e studioso di cinema, televisione e new media, docente presso l’Università Iulm di Milano). Hanno contribuito le seguenti firme: Rocco Moccagatta, Christian Uva, Andrea Minuz, Pedro Armocida, Mariuccia Ciotta&Roberto Silvestri, Steve Della Casa, Gabriele Gimmelli, Alessio Accardo&Gabriele Acerbo, Gianni Canova, Luca Vendruscolo e Andrea Bellavita, Fiaba Di Martino, Damiano Garofalo, Andrea Pergolari, Marco Giusti, Caterina Taricano, Mimmo Gianneri e Maria Assunta Pimpinelli.
Tra le personalità intervistate: Enrico Vanzina, Neri Parenti, Maurizio Nichetti, Paolo Virzì, Fausto Brizzi, Gennaro Nunziante, Riccardo Milani, Paola Cortellesi, Giacomo Ciarrapico&Luca Vendruscolo, Pilar Fogliati, Sydney Sibilia, Marco Belardi, Federica Lucisano, Lillo (Pasquale Petrolo), Claudio Di Mauro, Paolo Buonvino e Daniele Vicari.
La presentazione della rivista avverrà sabato 20 giugno nell’ambito della 62ª edizione del Pesaro Film Fest (dalle 11.00 all’ex chiesa della Maddalena) alla presenza di Giulio Sangiorgio, Steve Della Casa e Rocco Moccagatta.
Il Direttore
Giulio Sangiorgio ha scritto: "
Nel 2017 un acceso dibattito sulla commedia italiana, nato sulle pagine di «Corriere della Sera», «FilmTv» e «CineCritica», mise a confronto posizioni critiche diverse sullo stato del genere contemporaneo. Paolo Mereghetti denunciava la scarsa qualità e la mancanza di regia e idee forti in molta commedia recente, mentre altri interventi – tra cui quello dell’autore del pezzo, Alberto Pezzotta, Rocco Moccagatta e Gianni Canova – invitavano a superare la nostalgia per il passato, a leggere i cambiamenti produttivi e culturali e a considerare la complessità del rapporto tra pubblico, critica e mercato. Il confronto evidenziava anche lo scollamento tra successo popolare e giudizio critico, oltre alla difficoltà della commedia italiana di rinnovarsi tra tradizione, televisione e nuovi modelli narrativi. A nove anni di distanza, il numero di «Bianco e Nero» dedicato alla commedia italiana (2000–2025) riprende quel dibattito per interrogarsi sull’evoluzione del genere oggi: tra crisi del modello classico, trasformazioni industriali e digitali, perdita di centralità nei festival e nella critica, ma anche persistenze e nuove forme (dalle piattaforme al cinema regionale, fino a nuovi autori e interpreti). L’obiettivo è osservare la commedia italiana contemporanea senza nostalgie, come un campo ancora in trasformazione e non ancora storicizzato".
Ha aggiunto il curatore numero
Rocco Moccagatta: "
L’intento è quello di provare a ricostruire gli ultimi venticinque anni di commedie e film comici italiani dal 2000 a oggi non limitandosi soltanto a ripercorrerli attraverso attori, registi e sceneggiatori, a individuarvi sottogeneri e filoni, a misurarne gli incroci con la società e con la cronaca, ma spingendosi anche, in parallelo – e non in subordine –, a esplorarne la dimensione produttiva. Quest’approccio, che tiene conto di un’attenzione sempre maggiore e più approfondita alla figura del produttore condivisa con gli studi più recenti, in una prospettiva rivolta a smarcarsi dalle storie del cinema tradizionali, consente, qui più che mai, e spesso con esiti stimolanti e persino imprevisti, di illuminare anche i come e i perché dei tanti film presi in considerazione".
Ha dichiarato
Gennaro Nunziante, intervistato da Gianni Canova: "
Tanta commedia dei nostri anni non sa più mordere. Ma è quasi inevitabile. Chi sono i suoi committenti? Le televisioni. E la tv oggi non vuole graffi. Non vuole rischi. Non vuole che si stani il sociale. Vuole intrattenimento. Vuole gag. Buona parte della nostra commedia contemporanea è fatta di storie e personaggi buoni per la tv più che per la sala cinematografica e il suo pubblico. È una commedia telecompatibile. Una commedia che ha perso la voglia e la volontà di incidere sul corpo sociale. La commedia non risolve un dubbio, ne crea due. Il cinema d’autore vuole dare risposte, la commedia preferisce fare domande. La grande commedia è quella che è in grado di rivelare. E uso il termine nel senso di velare due volte. Ri-velare. Aggiungere dubbio a dubbio".
Osserva
Pilar Fogliati, intervistata da Fiaba Di Martino: "
Un buon metro di misura per testare la salute della nostra commedia è l’investimento che si fa sulle idee nuove... Penso a tanti giovani autori comici, bravi davvero, che faticano a farsi produrre. A volte leggo dei testi e penso che tutti avrebbero voglia di vedere una cosa del genere. Un’altra criticità è che si fa ancora distinzione tra la commedia pura e quella che non lo è... Poi vedi ‘Fleabag’, la serie ideata da Phoebe Waller-Bridge (2016-2019), che è ritenuta una serie comedy ma è terribile, oppure ‘Triangle of Sadness’ di Ruben Östlund (2022), che ti fa ridere ma è un film apocalittico. Ormai va accettato che tutto sia spurio, mischiato".
Ha commentato la Presidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia
Gabriella Buontempo: "
La nuova serie di Bianco e Nero, storica rivista del Centro Sperimentale di Cinematografia, ora diretta da Giulio Sangiorgio, analizza in ogni numero temi e problemi del cinema italiano di oggi ed è uno strumento importante non solo per gli appassionati, ma anche per chi fa il cinema e per chi lo studia".
«Bianco e Nero» è la rivista quadrimestrale del Centro Sperimentale di Cinematografia diretta da Giulio Sangiorgio. Coordinamento editoriale, editing e redazione Alessandra Costa; progetto grafico e impaginazione Romana Nuzzo. Edita dal Centro Sperimentale di Cinematografia e da Minimum fax. L’illustrazione in copertina è di Virginia Mori.
19/06/2026, 15:28