TRUFFA A REGOLA D'ARTE - Strocchi: "Una storia incredibile"
Il regista
Stefano Strocchi sta accompagnando in un tour per le sale italiane il suo documentario "
Truffa a regola d'arte". Lo abbiamo intervistato.
Quando hai scoperto questa incredibile storia di falsari e truffe nel mondo dell'arte?
Dopo aver scritto, prodotto e messo in scena la serie di documentari criminali "Art Crimes", stavo cercando un crimine di astuzia nel campo dell'arte, l'idea del "falso inarrivabile" mi sembrava affascinante, l'idea di un colpo imprevedibile.
Facendo una ricerca ho trovato subito articoli su Der Spiegel (io abito in Germania) su questo caso, su Robert Driessen... mentre in Germania venivano processati i suoi complici, una giornalista lo aveva scovato in Thailandia e lo aveva intervistato. Da lì ho continuato la ricerca, ho trovato un sito dove vendeva le sue statue, non più firmate Giacometti ma Driessen: gli ho scritto e dopo quasi un mese mi hanno risposto con i suoi contatti per una chiamata... questo a fine 2023, ci vuole tempo per avere la sua fiducia.
Alla prima videochiamata mi è apparso con un bicchiere in mano, mi ha raccontato vari aneddoti e ho capito subito che nell'indolenza tipica del personaggio aveva un sacco da raccontare!
Era interessato, era stato giudicato e aveva pagato il suo debito con la giustizia, l'ho raggiunto in Thailandia nel suo isolotto, mi aspettava all'aeroporto e dopo tante, tante, tante birre con ghiaccio ha iniziato a fidarsi (ma ci sono volute davvero tante birre!).
Racconti una storia che se l'avessi inventata tu sarebbe stata ritenuta eccessiva, invece è vera.
All'inizio pensavo che con il "mio" falsario in esclusiva avevo già tantissimo. Ma poi è venuto fuori che il Conte, il suo sodale che lui mi aveva detto fosse morto, era molto anziano e strano ma c'era, si poteva intervistare anche lui. Con lui è diventato ancora più surreale, è talmente abituato a frodare che non distingue la realtà dalla fantasia, appena mi ha incontrato ha provato subito a piazzarmi un falso di Giacometti, come se nulla fosse!
Quando poi inontrato anche la PM di quel caso, un procuratore pazzesco che ha avuto una grande carriera, ma allora era al primo caso da giovanissima (con tutta la sfiducia dell'ambiente maschilista in cui lavorava), ho avuto la mia ciliegina sulla torta drammaturgica del progetto.
E' poi seguito tantissimo fact checking, per essere certi di dire solo cose vere. L'unica pecca in questa costruzione, per me, è che volevo anche la fondazione Giacometti, come parte davvero lesa di tutta questa storia, ma ci ha prima diffidato dal fare il film e poi tolto il copyright per mostrare le opere, se non in specifiche scene. Non ho mai capito come mai...
In questa storia incredibile e complessa, che limiti ti sei dato?
Il limite principale, che mi dò sempre, anche nelle altre opere, era non tradire i protagonisti! I toni qui sono volutamente leggeti, gioco anche con la musica tra spaghetti western e polizziotteschi, ma se una certa persona la faccio vedere in quel modo è perché l'ho conosciuta così, so che è in linea con la sua idea di sé stessa. Robert consegna le opere d'arte ai suoi clienti andando in giro con un sidecar, la PM ha voluto scegliere per ogni scena i suoi abiti e anche la sua pettinatura... Ho passato tanto tempo con ognuno di loro, rispecchio quel che sono davvero.
Ora sei in tour, che reazioni stai avendo dal pubblico?
Chi è abituato a documentari più autoriali e seriosi, si sorprende dicendomi che "fa ridere"! Questo lavoro è volutamente light, racconto la grande cavalcata di questi strampalati criminali e dei poliziotti che hanno provato a fermarli.
Sembra un cartone animato in un certo senso, volevo avesse quel feeling lì: vediamo la gente in sala come reagisce in Italia, in Germania hanno riso molto, e far ridere i tedeschi è davvero pazzesco!
22/06/2026, 13:04
Carlo Griseri