ELECTION DAY - Una commedia che ironizza
sulla scena politica italiana
Tra tante commedie bruttine “made in Italy” che hanno segnato l’ultima stagione cinematografica appena conclusa, ecco finalmente una commedia piacevole, carina, divertente, per niente banale. “
Election Day” che riesce persino ad ironizzare sulla scena politica italiana che certo di spunti comici o peggio, tragicomici,ne da molti ogni giorno.
Prendete una candidata radical chic al termine di una estenuante campagna elettorale farcita di luoghi comuni a base di “politically correct”. Intorno a lei un paio di consiglieri donne capace di dare sempre il consiglio giusto, apparentemente vincente. Tutti in attesa degli esiti al termine della giornata elettorale. Siamo sul fotofinish, alla viglia di una vittoria. Forse. Ma all’ultimo momento qualcosa si inceppa. L’eleganza, il self control, lo charme della candidata saranno messi in discussione da una serie di eventi imprevedibili. Il compagno della candidata che sta per stappare lo spumante in segno di vittoria, famoso giornalista sportivo, si lascerà andare ad un commento terribilmente razzista, intervistando un calciatore di colore. E’l’inizio della fine. In più in villa, autentico quartier generale della candidata, ecco il giovane boy friend della figlia, anche lui di colore e per giunta porno star soprannominato Furia (ogni riferimento al mondo equino non è affatto casuale). In più, a salvare il salvabile ecco l’arrivo dell’ex marito della candidata, pezzo grosso di partito che per anni ha protetto l’ex moglie che forse non valeva più di tanto. Tutti insieme appassionatamente in villa, in attesa del risultato finale.
Film decisamente riuscito, grazie ad una sceneggiatura che potrebbe tranquillamente diventare un testo teatrale. Molto del merito della riuscita del film va a tutti gli interpreti del cast. Prima fra tutti, la sempre brava
Angela Finocchiaro, l’ideale nel ruolo di una donna perfettina che non disdegna di farsi ritrarre in momenti hard, tanto da cadere ingenuamente nel “revenge porn”. Al suo fianco un bravissimo
Antonio Gerardi che vorremmo vedere più spesso ovunque, sul piccolo e sul grande schermo. Indimenticabile nel ruolo del giudice Di Pietro nelle serie 1992/1993/1994. Quello che esce dalla sua bocca ricorda tristemente le “uscite” poco felici e molto sgradevoli di qualche politico attuale. E poi
Giorgio Tirabassi nel ruolo dell’ex marito. Funziona tutto anche grazie alla direzione di
Giorgio Amato che si è fatto le ossa con il riuscito “
Il Ministro”, Insomma, se Dio vuole stavolta una commedia riuscita che purtroppo arriva sugli schermi a fine stagione. Stavolta è lo spettatore che dovrebbe vincere la pigrizia e il caldo, uscire, andare al cinema e godersi questo gioiellino.
30/06/2026, 07:26
Federico Berti