ISCHIA FILM FESTIVAL 24 - I premi
Si conclude questa sera la ventiquattresima edizione dell’
Ischia Film Festival, diretto da Michelangelo Messina, che per otto giorni ha trasformato il Castello Aragonese in un luogo d’incontro tra autori, pubblico e opere provenienti da ogni parte del mondo.
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Questa edizione conferma la natura più profonda dell’Ischia Film Festival: essere un luogo di incontro tra il cinema e il mondo, tra gli autori e i territori, tra le storie e le comunità che le accolgono. In questi giorni il Castello Aragonese è diventato ancora una volta uno spazio di visione e confronto, capace di restituire la complessità del presente attraverso opere provenienti da Paesi, culture e sensibilità diverse”, dichiara Michelangelo Messina.
Annunciati, i vincitori delle sezioni in concorso. Il premio del pubblico per la sezione Best of è stato assegnato a Il Dio dell’Amore di Francesco Lagi.
Per i lungometraggi, l’Ischia Film Award per il miglior film va a Sanding Dreams del regista russo Anton Mamykin, per la sua rappresentazione poetica del lutto, della perdita e dell'amore all'interno di una famiglia, e per aver mostrato che la vera crescita non richiede l'abbandono dei propri sogni, ma la loro evoluzione in qualcosa di nuovo. Con una visione straordinariamente poetica e una sincerità emotiva, il film rivela che il viaggio più grande è spesso quello che ci riporta a casa.
Il premio Castello Aragonese per la regia è assegnato a Morad Mostafa per Aisha Can’t Fly Away. In un mondo in cui la speranza sembra rara e la sopravvivenza è una battaglia quotidiana, e in cui la solidarietà femminile costituisce l'unico rifugio, questo esordio alla regia ritrae il coraggioso percorso di una donna verso la libertà dall'oppressione e dall'ingiustizia nella dura malavita del Cairo.
Il premio Epomeo per la fotografia ad Alessandro Cattaneo che ha firmato sia la regia che la fotografia de Lo spirito delle stagioni. La motivazione della giuria recita: per la sua capacità di rappresentare la texture emotiva unica di ciascuna stagione, e soprattutto quel momento delicato in cui una stagione sfuma e si rinnova nella successiva. Attraverso uno sguardo sensibile, evoca sentimenti e stati d'animo che risuonano in modo universale.
Il premio Aenaria per la scenografia è attribuito Marek Špitálský per Wirbel di Tomáš Hubáček. Attraverso immagini evocative e simboli sapientemente costruiti, questo film rivela il potere della natura e la sua capacità di rispecchiare il potenziale più profondo che è in noi. Ci ricorda che affrontare le ferite ancora aperte della storia è tanto necessario quanto inevitabile, affinché non tornino come fantasmi a condizionare il presente.
Una menzione speciale va a Kickoff di Roser Corella e Stefano Obino. Una storia intelligente e inattesa che celebra la resilienza, la creatività e l'intraprendenza di un gruppo di donne che vivono in una parte remota del mondo. Come un caleidoscopio, il film rivela la loro capacità di prendersi cura della famiglia, della comunità e della vita quotidiana, traendo forza e sicurezza da uno sport tradizionalmente considerato maschile, che abbracciano con passione e determinazione.
Per la sezione Location Negata, il premio al miglior lungometraggio va a Mundurukuyü – The Forest of the Fish Women di Aldira Akay, Beka Munduruku e Rilcélia Akay, per la capacità di intrecciare documentario, memoria e visione, restituendo il dialogo profondo tra una comunità e la sua terra. Una regia insieme classica e contemporanea accompagna passato, presente e futuro, facendo del paesaggio un corpo vivo e condiviso da chi lo abita.
Una menzione speciale come lungometraggio della sezione Location Nagata è attribuita a The Mission del Gaza Collective per lo sguardo ravvicinato, rigoroso e profondamente umano su una realtà che continua a interrogare il mondo. Grazie a una messa in scena essenziale e a un montaggio di grande precisione, il film sottrae una materia dolorosa al rischio della retorica e trasforma l’urgenza della cronaca in un’esperienza di forte impatto visivo e morale.
Per la categoria cortometraggi della sezione Location Negata il premio va a Sunday di Giulio Tonincelli, per la delicatezza con cui, partendo da un gesto e da una presenza singolare, il film apre uno sguardo su un territorio e sulle sue fragilità. La regia e la fotografia costruiscono un racconto intimo e concreto, capace di far emergere senza enfasi la forza silenziosa della sua protagonista e del mondo che le sta intorno.
Mentre una menzione speciale come cortometraggio della sezione Location Nagata va The Faster di Luigi Timpano e Federico Brullo, per il ritratto di un paesaggio urbano e della comunità che ne abita strade, riti e consuetudini, osservati attraverso lo sguardo di un protagonista segnato dal lutto. Un’opera che trasforma l’assenza di un padre in una sinfonia visiva di luoghi in disfacimento, specchio di sradicamento e ricerca d’identità.
Nella sezione cortometraggi internazionali, il premio per il miglior film è assegnato a Rise di Jessica J. Rowlands, per la forza e la resilienza di un ragazzino e del suo sogno, in una regia forte, coraggiosa, dinamica e reale. Il legame tra un bambino e un uomo è il fulcro del racconto, tra paesaggi meravigliosi e una musica che restituisce le emozioni del ragazzo. Un film che insegna a costruirsi, creare legami e amare nonostante tutto: «Se vivi nella paura, non puoi sognare».
Mentre la menzione speciale per i cortometraggi va a Sueña Ahora di Gabriele Licchelli, Francesco Lorusso e Andrea Settembrini, per il piccolo miracolo coraggioso che danza tra uno sguardo rispettoso, non “a tema”, sulla realtà cubana e la poesia naturale che ne scaturisce. Luce e musica emergono con la forza commovente di un prezioso bianco e nero, scommessa vinta su restrizioni economiche, punizioni politiche e follia dei tempi. A ricordarci che la fotografia è “scrittura di luce”.
Altri premi nel corso di queste serate sono stati attribuiti a illustri nomi del cinema italiano. A Silvio Soldini è stato attribuito il premio alla Carriera mentre a Lello Arena l’Ischia Film Award. Un Ischia Film Award per le donne nel cinema è stato invece attribuito a Isabella Ragonese che l’ha ritirato in apertura del festival ed a Barbora Bobuľová che questa sera sarà intervistata in Piazza d’Armi dal presidente onorario dell’Ischia Film Festival Gianni Canova, prima della proiezione dei film vincitori.
Con la serata finale si chiude un’edizione che conferma l’Ischia Film Festival come osservatorio sul cinema contemporaneo e sulla sua capacità di raccontare i luoghi da prospettive lontane dai riflettori. Guerre, migrazioni, paesaggi minacciati, memorie e desideri di futuro attraversano le opere in concorso, offrendo storie rare. Il festival riafferma la sua vocazione: fare dei luoghi protagonisti del racconto e strumenti di riflessione sul presente, dove il cinema diventa chiave di lettura delle identità.
05/07/2026, 08:48