ITALIAN GLOBAL SERIES 2 - Robert Powell ha
raccontato il suo "Gesù di Nazareth"
700 milioni di spettatori a livello globale durante la prima messa in onda. "
Gesù di Nazareth" (1977) di Franco Zeffirelli, a distanza di quasi 50 anni, resta una delle miniserie più viste di sempre, con repliche che continuano a registrare alti ascolti in tutto il periodo pasquale. Un fenomeno che all'
Italian Global Series è stato rievocato domenica 5 luglio 2026, al Cinema Fulgor di Rimini con il suo indimenticabile interprete
Robert Powell, in un incontro cui ha preso parte anche il regista e direttore del Torino Film Festival Giulio Base, moderato dalla giornalista Alessandra De Luca.
Qual è la sensazione di Robert Powell per essere stata un’icona, diventando il volto di Gesù? Per l’attore: “Ė difficile rispondere, penso che c’entri il genio di Franco Zeffirelli con il mio piccolo contributo. Il successo della serie, poi, credo che risieda nella capacità di avere raccontato la storia di Gesù nel modo più semplice possibile”.
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Prima di iniziare le riprese” ha proseguito “abbiamo provato per dieci giorni, anche con i costumi e il trucco, ma qualcosa non funzionava. Finché, d’accordo con Zeffirelli, abbiamo deciso che io non dovessi fare assolutamente nulla, essere una tela completamente bianca, esattamente il contrario di ciò che fa normalmente un attore. Questo avrebbe soddisfatto l’immaginazione di tutti. La prova che ci siamo riusciti è che, dopo che la serie è andata in onda, abbiamo ricevuto decine di migliaia di lettere con gli spettatori che ci scrivevano che Gesù era esattamente come lo vedevano!”.
Ė vero che in realtà doveva fare Giuda? “
Esistono tante leggende su questa serie ma no, io non ne sapevo nulla. Certo sarebbe stato divertente e forse anche più facile, non ne ho idea”.
E ancora:
“Quando nel 1974 Zeffirelli cominciò a cercare chi potesse interpretare Gesù prese in considerazione i più grandi attori dell’epoca che avevano più o meno quell’età, Robert Ne Niro, Al Pacino e Dustin Hoffman, tutti meravigliosi. Ma poi si è reso conto che erano talmente bravi che avrebbero necessariamente fatto sé stessi. Hanno cercato anche in Africa, ma qui hanno capito che nessun attore sarebbe stato in grado di reggere otto minuti di monologo, come nella scena del Discorso della Montagna”.
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Poi è uscito il mio nome ma io mi rifiutai di incontrare Zeffirelli che avevo già visto qualche anno prima per Fratello Sole, Sorella Luna e che mi aveva liquidato sbrigativamente, fu una cosa umiliante. Cosi quando fui chiamato, stato lavorando con la Royal Shakespeare Opera e stavamo avendo un successo enorme, prima all’Old Vic, poi nel West End e saremmo in seguito andati a Broadway. Nello stesso periodo, era uscito La perdizione di Ken Russell, nel quale interpretavo Gustav Mahler così dissi che Zeffirelli, se voleva, poteva vedermi a teatro o al cinema. Però poi mi è stato chiesto di fare un vero provino per Gesù e a quel punto dissi di sì. Recitai il Discorso della Montagna e la scena dell’Ultima Cena con parrucca bionda e barba finta, fingendo di parlare di fronte a 2000 persone. Dopo il provino, sono andato in una cabina telefonica, ho chiamato il mio agente e gli ho detto che era andato male. Tre settimane dopo fui richiamato per un nuovo provino e lì ho capito che Zeffirelli aveva deciso, solo io non avevo deciso perché pensavo che interpretare Gesù fosse impossibile”.
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Ad ogni modo andiamo in Marocco, dove abbiamo saputo che avevamo perso un produttore americano, incontriamo i giornalisti, per me era tutto molto noioso, facciamo le prove e, come ho detto all’inizio, parlando con Zeffirelli alla fine abbiamo trovato l’idea giusta, quella per cui non avrei imposto nulla della mia personalità, non sarei stato idiosincratico, non avrei fatto l’intelligentone, non avrei fatto l’attore, quindi. Ci sarebbe stata solo la mia presenza, la mia voce, il trucco e la migliore regia che io abbia mai visto, oltre all’ossessione per i dettagli che aveva Zeffirelli. La quantità di lettere che abbiamo ricevuto, ci disse che è stato il pubblico ad avere fatto tutto il lavoro”.
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Qualche anno dopo, negli anni ’80, ero in Venezuela per girare un film. La domenica di Pasqua tutta la troupe andò a Messa, io preferì restare in albergo per riposare e quando la troupe tornò mi dissero: ‘Meno male che non sei venuto, perché dietro l’altare della Chiesa c’era una tua gigantografia!’”
Per
Giulio Base, che alla figura di Gesù ha dedicato il suo ultimo film Il Vangelo di Giuda ha ammesso che "
l’opera di Zeffirelli ha cambiato la nostra percezione di Gesù attraverso un percorso accessibile a tutti. Oggi mi sono reso conto che l’immagine del Gesù che ci ha consegnato Robert Powell è quanto di più vicino ci sia a tutte le icone e i crocifissi. E poi interpretare Gesù oggi è diventato un problema, qualunque attore finisce per sentirsi Gesù!”
Un ultimo aneddoto sulla lavorazione di “
Gesù di Nazareth” ha riguardato la scena dell’Ultima Cena. “
Ero in una tenda per fare un primo piano a parte, arriva Zeffirelli, mi da un foglio A4 con un passo del Vangelo di Giovanni e mi dice: ‘Voglio che aggiungi questo, giriamo tra 10 minuti’. Io non ho idea di come sia riuscito a ricordare tutte quelle parole in così breve tempo, sono certo di avere avuto un aiuto esterno, qualcuno stava apprezzando da qualche parte quello che stavo facendo e mi ha dato un aiutino!”
06/07/2026, 14:29