ITALIAN GLOBAL SERIES 2 - Natasha Lyonne: "Sono
cattiva fino all’osso e ho una cattiva reputazione,
sarà per questo che non sono una star"
Doveva essere una semplice conversazione con una delle attrici più rappresentative della serialità contemporanea, nota al grande pubblico per il ruolo di Nicky Nichols nella serie Orange Is The New Black e quello di Charlie Cale in Poker Face. Ma c’è stato giusto il tempo di una risposta alla prima domanda del critico Oscar Cosulich sui suoi inizi da bambina: Mia madre mi portò alla mia prima audizione quando avevo 4 anni, per lei era normale, lo aveva fatto con mio fratello prima di me. Ma fare l'attrice da bambina è un peccato originale. Ora gira in rete una foto di me bambina stesa su un letto di seta e velluto, con tante perline. Ma come è potuto accadere? Il fatto è quello dello spettacolo è un business disgustoso, basato su aspetti superficiali”.
Subito dopo
Natasha Lyonne si è lanciata in una vera e propria performance da stand-up comedy (ha lasciato la sua poltrona dopo pochi minuti), con il pubblico presente sospeso tra lo stupore, l’ammirazione e il divertimento.
Ha simpaticamente preso di mira Oscar Cosulich ma anche il direttore Marco Spagnoli, giornalisti, spettatori, studenti di cinema presenti, giocando con i loro nomi, glissando le domande, vagando tra assonanze, considerazioni sull’arte e sulla vita, ha fatto la “
monella” (come si è autodefinita). Ha fatto alzare una giornalista e l’ha invitata a prendere il suo posto per poi creare, dal vivo, una storia che l’avrebbe legata ad Oscar Cosulich. Alla domanda del quale (sulle poche che è riuscito a rivolgerle) su quando avesse deciso di fare l’attrice ha risposto: “
Non ho ancora deciso, magari martedì sì e poi mercoledì cambierò idea”.
Pochi i riferimenti ai film e alle serie che ha interpretato, tra i primi His Three Daughter ("
ho adorato quel set, non c’erano i cellulari e la troupe era composta di sole 10 persone”), tra le seconde Poker Face (“
una bella scrittura, divertente, attori brillanti”) e soprattutto su Russian Doll, quello che considera il progetto che le ha permesso di conquistare una reale autonomia artistica. Qui, insieme ad Amy Poehler, “
avevamo creato il primo laboratorio di donne sceneggiatrici, tutta composta da donne, eravamo tutte femministe. C’era anche Leslye Headland che era stata l'assistente di Harvey Weinstein. Quello che succedeva in quella stanza era molto intenso, eravamo vere ragazzacce, tutte molto toste. Una fase della mia vita in cui eravamo tutte molto autodeterminate”.
Sul suo ruolo di produttrice, oltre che di sceneggiatrice e attrice, dice che lo adora: “
mi preoccupo meno rispetto a qualcosa su cui non ho il controllo”. Dice di avere invidiato Sean Penn, cui da uomo lasciano fare quello che vuole, anche fumare durante la cerimonia del Golden Globes. “
Ci sono i comici americani che si definiscono pazzi simpatici ma quando arriva una donna comica è una pazza e basta”.
“
Sono cattiva fino all’osso, ho un brutto atteggiamento e una cattiva reputazione, sarà per questo che non sono una star, vengo considerata una caratterista, e non riscuoto affatto un consenso unanime. Poi magari, chissà, tra 5 anni cambierà tutto”.
Infine, prima di lasciare il palco della Sala Polissena del Palariccione, invita la giornalista e Oscar Cosulich a concludere la loro storia con la promessa di un appuntamento per cena!
All’inedito incontro ha fatto seguito la proiezione della prima puntata della seconda stagione di Poker Face, in arrivo in esclusiva su Sky e in streaming su NOW nel mese di luglio.
Sabato 11 luglio 2026,
Natasha Lyonne riceverà il
Maximo Excellence Award, sul palco del Teatro Galli di Rimini nella serata conclusiva dell’Italia Global Series2026.
10/07/2026, 17:31