Note di regia di "Bolero"
Bolero è frutto di una ricerca affiatata e conflittuale sullo spazio/tempo narrativo, sulla memoria e la materia umana. La ricerca ha connotati epistemologici e tragici al contempo: elementi razionali si scontrano con suggestioni e sensazioni, la fatica della consapevolezza con la semplificazione a volte necessaria alla sopravvivenza.Una peculiarità di Bolero è racchiusa proprio nell’inusuale incrocio dei piani narrativi: un dramma umano che si consuma all’interno di una villa cinquecentesca in un’epoca indefinita in cui ogni giorno sembra uguale all’altro. Il dramma e la villa sono elementi costitutivi, metaforici e rappresentativi degli esseri umani e della loro storia, ma prendono vita in un contesto che si rivela sempre più inconsistente, vivendo in una quotidianità la cui verosimiglianza è spinta ai suoi estremi. I personaggi si relazionano tutti, con quella che drammaturgicamente potremmo definire "una frattura percettiva del tempo", ognuno a suo modo e con diverse intensità. L'amnios temporale in cui è Margherita ha una densità variabile, continuamente la porta su per poi farla precipitare verso l'abisso. La sua relazione con il tempo è conflittuale, si manifesta in una percezione umorale, quasi mai consapevole. Stefano galleggia nel flusso del tempo senza grandi turbamenti, se non quelli causati dai movimenti repentini di Margherita, la sua potremmo definirla una relazione empatico/conflittuale, ma di riflesso.
L'Attore non segue le leggi della fisica imposte dal fluido ai protagonisti, ma diversamente dalla Manutentrice che come un demiurgo passivo da forma alla stasi, lui increspa con come un’onda dirompente i lembi della storia, portando con sé domande e turbamenti. Siamo gli spettatori della formazione della coscienza di Margherita, che prima o poi la porterà a prendere consapevolezza della propria prigione, oppure della sua perdizione psichica di fronte alle difficoltà di una quotidianità monotona ma invalicabile? Forse entrambi gli aspetti ci appassionano e ci dibattiamo con lei durante il film. La storia infatti si colloca in questa fase in cui le risposte non arrivano se non tramite sensazioni, in cui sta avvenendo la metabolizzazione di qualcosa ma non sappiamo effettivamente dove ci porterà.
Giacomo Della Rocca