TUSCIA FILM FEST 23 - Alberto Palmiero: "Condividere le emozioni"
Ospite al
Tuscia Film Fest 2026, in piazza San Lorenzo venerdì 17 luglio per chiudere questa edizione, il regista
Alberto Palmiero con "
Tienimi presente", opera prima che verrà presentata dall'autore insieme a uno dei produttori, Simone Gattoni.
Alberto, che emozioni provi a poche ore dalla serata al Tuscia Film Fest?
Per me sarà la prima volta a Viterbo in assoluto, sono molto contento di esserci: è un festival molto particolare, si svolge in una piazza enorme della città.
Spero ci sia anche un pubblico meno abituato alla sala, mi piace molto in quei casi l'incontro con le persone. Assieme a me ci sarà anche Simone Gattoni, sarà bello raccontare come è nato produttivamente il progetto.
Anticipaci qualcosa: come è nato "Tienimi presente"?
L'idea è nata nella disperazione, non riuscivo a mettere in piedi altri progetti, avevo un film scritto in precedenza che non riscuoteva interesse.
Ci sono stati vari step: prima ho davvero detto basta a questo ambiente, sono tornato a casa dai miei, in provincia di Caserta, e ho iniziato a lavorare come informatico. Poi ho trovato interessante partire da questa delusione, da questa rabbia... mi sembrava un punto di partenza per una nuova storia, era un sentimento che trovavo anche nei miei coetanei e amici, anche se magari avevano altre ambizioni nella vita.
E' iniziato come un documentario, poi si è trasformato in opera di finzione sceneggiata grazie al primo produttore incontrato cronologicamente, Gianluca Arcopinto. Poi l'incontro con Gattoni e Marco Bellocchio di Kavac mi ha permesso di chiudere il progetto e di aprirlo ad altre ambientazioni che non fossero solo quelle della mia zona.
Hai capito subito l'importanza di essere presente anche davanti alla macchina da presa?
Anche nel film che avevo scritto precedentemente avrei dovuto recitare, ma ero in una fase in cui forse non avevo messo a fuoco come stare davanti alla macchina...
In questo caso esserci era una necessità, poi trovavo giusto, per onestà intellettuale, mettermi in gioco anche su quel piano: parlavo di una situazione che affrontavo mentre la raccontavo.
Certo, sapevo di avere dei modelli di riferimento (Moretti, Troisi e altri) molto riconoscibili come registi-attori di commedie: non è un legame che ho troppo ricercato, ma l'ho ben tenuto presente e ne ero consapevole.
A dire il vero li ho molto studiati ma più per cercare la mia voce e non copiarli, anche perché il film nasce da pure da influenze di altri cinema, l'indie USA ha avuto un impatto fortissimo su di me, così come il cinema francese... Ma abbiamo una grande scuola, che ho amato e amo, e che è rientrata inevitabilmente nel film.
Come stanno andando gli incontri con il pubblico?
Benissimo, devo dire. Nel film ho messo molta ironia per nascondere un po' la mia disperazione, ma vedo che molta gente capisce al volo i miei sentimenti, ne hanno capito la profondità, hanno visto comunque la difficoltà vera di quel periodo.
Molti poi si sono rispecchiati, ognuno nel proprio ambito: il mio desiderio era raccontare qualcosa della mia generazione ma che fosse anche universale.
Ora, con la "difficile opera seconda", come sta andando? Avevi un'opera prima già pronta...
Vero, avevo un film già pronto, di cui parlo anche all'inizio di "Tienimi presente", ma in realtà ma è ormai un progetto superato.
Sto scrivendo, per capire quali saranno i prossimi passi da fare, ma è ancora presto. Quando scrivo inevitabilmente penso a me e alle persone a me vicine, ma poi a volte c'è bisogno che certe cose vengano camuffate.. Sento che devo mettermi a scrivere qualcosa, ora.
I dubbi su te stesso e il tuo futuro da cui sei partito per realizzare il film ci sono ancora?
Di certo in questi mesi ho capito il valore del condividere i propri sentimenti. Abbiamo bisogno di questo scambio continuo: la vulnerabilità e la fragilità sono cose di non bisogna vergognarsi, quando se ne parla in maniera onesta può aiutare chi si racconta e chi ascolta...
Questa è una consapevolezza che ho avuto solo grazie all'inconro con il pubblico.
17/07/2026, 08:00
Carlo Griseri