RIVELLO IN CORTO 2026 - A Rivello dal 23 luglio
"Presentiamo ancora una volta delle opere sul conflitto in Medio Oriente per continuare a tenere alta la nostra attenzione sulla tragedia di un popolo. Da tempo i riflettori dei media si sono abbassati su Gaza, ma il genocidio del governo israeliano continua. Attraverso la proposta di un pugno di cortometraggi sul tema vogliamo ribadire che lo scopo di Israele non è combattere Hamas, né sconfiggere il terrorismo ma cancellare totalmente un popolo". Così il cinecronista Mimmo Mastrangelo presenta la prima giornata del “Rivello in corto 2026”, contenitore a latere del Festival Internazionale Marateale (Maratea 20-25 luglio), promosso dall’ Associazione Culturale la Biblioteca Rivellese e dal Gal-Cittadella del Sapere. Il 23 luglio nella Sala dell’ex-Consiglio comunale (ore18.30) le proiezioni si aprono con “il videoclip” girato dagli allievi della Piccola Scuola di Cinema Tor Pignattara di Roma “Canto e canterò ancora”, brano eseguito dagli attori Moni Ovadia e Luigi Lo Cascio e prodotto (ed arrangiato) dal cantautore lucano Canio Loguercio .
Segue il lavoro del regista palestinese Omar Rammal “Everyday in Gaza” (2025), vincitore del David di Donatello 2026 come miglior opera sul formato breve. Nato da un progetto dell'organizzazione WeWorld con la collaborazione di Save the Children, il cortometraggio è stato girato nel cuore di Gaza e racconta con uno sguardo intimo la voglia di continuare a vivere della popolazione palestinese. Al centro della storia vi sono “due gazawi” che rappresentano la vita quotidiana e la resistenza civile: Mohammed, un barbiere che continua a lavorare e tagliare i capelli tra le macerie, e Wafa, una donna che dedica la
propria vita a offrire istruzione, gioco e cure a bambini disabili e orfani. Quindi “Preghiera per Gaza” (2026) dell’artista multimediale Lucien Moreau, videoclip dell’omonimo brano con tenuto nell’album “Sciamantrica” del poeta bolognese Gianni Venturi e del contrabbassista lucano Felice Del Gaudio.
“Preghiera per Gaza” - afferma Lucien Moreau - è una metafora aperta sulle guerre generate dal capitalismo, sulle vite dei
bambini spezzate e sul futuro interrotto. Non propone una risposta, ma una domanda che rimane sospesa tra filosofia, mito e immagine, attraversando suggestioni che possono ricordare Ernst Jünger, Alejandro Jodorowsky, Jorge Luis Borges, Italo Calvino, Carlos Castaneda, Friedrich Nietzsche ed Immanuel Kant". Queste visioni sul tema della guerra sono anche un modo per condividere la lotta della ventiduenne Nada Rajab, artista e studentessa di Gaza la quale nel volume “Non vi chiederò scusa” - curato dal giovane e talentuoso fumettista di Rivello Nicola Gagliardi - afferma: "Finché la guerra sarà in corso, le opzioni sono poche: posso essere una prigioniera, una martire o un’anima vittoriosa. E se devo morire, mi rifiuto di essere solo un numero".
Chiudono le proiezioni della prima giornata due corti di Prospero Bentivenga: “Iliade”, frammenti di immagini di una messinscena teatrale del 2009 diretta dalla stesso regista lucano (di Castelsaraceno) in cui si rievoca, del celebre poema attribuito ad Omero, le vicende della guerra di Troia. “Molambo Milano”, primi appunti di un docuritratto che Bentivenga ha da poco iniziato a girare su Felice Del Gaudio. Tra le sei opere che verranno presentate il 24 luglio vanno segnalae “La rissa
degli angeli”, corto di Manuela Vigorito girato agli inizi degli anni duemila e dedicato alla poetessa Amelia Rosselli (tra le testimonianze anche quella dell’attore e regista lucano Ulderico Pesce) e “Per Vittorio”, un breve soffio di immagini d’archivio (in bianco e nero) per ricordare Vittorio Camardese, talentuoso chitarrista potentino precursore dell’estrosa tecnica del tapping.
"Con questa edizione del “Rivello in corto” - spiega il curatore della rassegna Mimmo Mastrangelo - portiamo insieme sullo schermo opere recenti e del passato, ma sempre con lo scopo di lasciar filtrare attraverso ogni cortometraggio la linea di una cultura cinematografica distante dal mainstream. E’ questa anche la ragione per cui vogliamo ricordare con le proiezioni della seconda giornata il critico e sceneggiatore Enzo Ungari, la cui cinefilia non fu soltanto amore e passione per il cinema, ma politica degli autori, presa di posizione morale, selezione critica di certi valori da opporre ai valori della guerra, del dominio, del capitalismo senza regole".
20/07/2026, 14:27