L'AMERICA RACCONTATA DA PAUL THOMAS ANDERSON
- Dall'1 al 26 agosto a Milano
I premi Oscar assegnati quest’anno hanno dato ulteriore lustro e slancio alla carriera di uno dei registi di Hollywood più acclamati e originali,
Paul Thomas Anderson. Il suo recente film Una battaglia dopo l’altra, infatti, si è aggiudicato ben sei statuette, tra cui quelle per il miglior film e la miglior regia, che sono I premi più importanti. Anderson è comunque “abituato” a ricevere premi come I tre Golden Globe sempre per Una battaglia dopo l’altra, l’Orso d’oro a Berlino per Magnolia, Il premio alla regia a Cannes per Ubriaco d’amore e il Leone d’Argento per la miglior regia a Venezia per The Master. Al percorso cinematografico di Anderson, Cineteca Milano dedica la retrospettiva “L’America raccontata da Paul Thomas Anderson” che si terrà al cinema Cineteca Milano Arlecchino dall’1 al 26 agosto.
La carriera cinematografica di Paul Thomas Anderson si sviluppa attraverso film molto diversi tra loro, ma uniti dall’attenzione per personaggi fragili, ossessivi e alla ricerca di un posto nel mondo. Seguendo l’ordine cronologico di realizzazione dei film presenti nella rassegna, emerge anche l’evoluzione del suo stile, da quello più corale ed esplosivo degli esordi a un cinema sempre più elegante, ambiguo e psicologico.
Il primo grande successo è Boogie Nights (1997), ambientato nella Los Angeles dell’industria pornografica tra anni Settanta e Ottanta. Il giovane Eddie Adams viene trasformato dal regista Jack Horner nella star hard Dirk Diggler. Attorno a lui si crea una sorta di famiglia alternativa fatta di attori, tecnici e sognatori, ma il successo, la droga e l’arrivo di nuovi modelli produttivi porteranno lentamente tutti verso il declino.
Due anni dopo Anderson realizza Magnolia (1999), grande mosaico umano ambientato in una sola giornata nella San Fernando Valley. Le vite di molti personaggi — conduttori televisivi, poliziotti, malati terminali, figli dimenticati e uomini pieni di rimorsi — si intrecciano in una riflessione sul caso, sul dolore familiare e sulla necessità del perdono.
Con Ubriaco d’amore (2002) il regista cambia tono e realizza una commedia sentimentale surreale e malinconica. Barry Egan, imprenditore timido e vessato dalle sorelle, vive in uno stato di costante ansia emotiva. L’incontro con Lena gli offre la possibilità di uscire dalla propria solitudine e di imparare a esprimere finalmente i suoi sentimenti.
Nel 2007 arriva Il petroliere, considerato uno dei capolavori del cinema americano contemporaneo. Daniel Plainview, cercatore d’argento diventato magnate del petrolio, costruisce la propria fortuna nell’America di fine Ottocento, trasformandosi però in un uomo divorato dall’avidità e dall’ossessione per il potere. Il film è una potente riflessione sulle radici violente del capitalismo americano.
Con The Master Anderson affronta invece il tema del bisogno di fede e appartenenza. Freddie Quell, reduce traumatizzato della Seconda guerra mondiale, entra nell’orbita di Lancaster Dodd, leader carismatico di un movimento spirituale chiamato “La Causa”. Tra i due nasce un rapporto intenso e ambiguo, sospeso tra dipendenza emotiva, manipolazione e desiderio di libertà.
Nel 2014 il regista adatta il romanzo di Thomas Pynchon Vizio di forma. Il detective hippie Doc Sportello si ritrova coinvolto in una complessa vicenda criminale nella California di fine anni Sessanta. Tra droghe, complotti e personaggi eccentrici, il film racconta il tramonto dell’utopia controculturale americana.
Tre anni dopo realizza Il filo nascosto, raffinato dramma psicologico ambientato nella Londra degli anni Cinquanta. Reynolds Woodcock, stilista ossessionato dal controllo e dalla perfezione, vede la propria vita sconvolta dall’incontro con Alma, giovane donna che diventa sua musa e compagna. La loro relazione si trasforma progressivamente in un gioco di potere sentimentale tanto inquietante quanto romantico.
Con Licorice Pizza Anderson torna invece alla California della sua giovinezza. Gary Valentine, adolescente intraprendente e già attore, incontra Alana Kane, più grande di lui, e con lei attraversa una serie di avventure nella San Fernando Valley degli anni Settanta. Il film è insieme racconto di formazione, commedia nostalgica e ritratto affettuoso di un’epoca.
L’ultimo titolo della rassegna è Una battaglia dopo l’altra. Bob, ex rivoluzionario ormai paranoico e marginale, vive con la figlia Willa ai bordi della società. Quando un vecchio nemico ritorna e la ragazza scompare, Bob è costretto a confrontarsi con il proprio passato politico e personale in una ricerca disperata che intreccia memoria, colpa e redenzione.
Nel complesso, il cinema di Anderson mostra un’evoluzione continua: dagli affreschi corali degli esordi fino ai drammi più interiori e stilizzati della maturità, mantenendo sempre al centro personaggi soli e tormentati, incapaci di sfuggire ai propri desideri e alle proprie ossessioni.
28/07/2026, 10:43