FILM FESTIVAL DELLA LESSINIA 32 - Dal 22 al 31
agosto circa 100 eventi a Bosco Chiesanuova
In trentadue anni, il
Film Festival della Lessinia (FFDL) ha scelto di dare voce a diverse popolazioni del mondo per raccontare la vita, la storia e le tradizioni sulle montagne, nelle terre rurali, nelle più appartate periferie. Quest’anno la rassegna cinematografica internazionale, in programma a Bosco Chiesanuova (Verona) dal 21 al 30 agosto, compie un atto di opposizione nei confronti dell’inarrestabile omologazione culturale e lo fa rendendo omaggio alla “lingua madre”. È la tematica che attraverserà i dieci giorni della manifestazione organizzata dall’Associazione Film Festival della Lessinia presieduta da Nadia Massella, sotto la direzione artistica di Alessandro Anderloni, con un calendario di 107 eventi tra mostre, incontri, presentazioni editoriali, laboratori, concerti, escursioni e momenti di convivialità.
Una “babele” di storie che si completerà nella programmazione cinematografica sul grande schermo con 83 film, di cui 27 in anteprima italiana, provenienti da 43 Paesi e selezionati tra le circa mille opere prese in considerazione. Saranno presentati nel corso di 40 sessioni di proiezione nella sala del Teatro Vittoria mentre una ventina di film della selezione ufficiale saranno disponibili sulla piattaforma MyMovies dal 21 agosto al 6 settembre.
Oltre ai numerosi registi, arriveranno in Lessinia altri attesi ospiti della rassegna Parole Alte, tra i quali: il meteorologo Luca Mercalli, la cantante Gigliola Cinquetti in dialogo con lo psichiatra Vittorino Andreoli, il cardinale e arcivescovo Jean-Paul Vesco a confrontarsi con il vescovo di Verona Domenico Pompili, gli scrittori Matteo Righetto e Paolo Malaguti, il fumettista Leo Ortolani e l’alchimista dei boschi Ferruccio “Fèro” Valentini.
Tra gli anniversari, il Festival ricorderà: i cinquant’anni dal terremoto del Friuli; i cento anni dalla nascita del drammaturgo e attore Dario Fo e di Tina Merlin, scrittrice e partigiana italiana; l’Anno internazionale dei pascoli e dei pastori. E ancora: i trent’anni dal rapimento e l’uccisione di sette monaci trappisti sulle montagne dell’Algeria. Una nuova sezione del Festival dedicherà spazio a progetti multimediali, performance teatrali, narrazioni musicali. Tra questi, la Sala Acustica con l’ascolto collettivo di un album musicale, con dialogo iniziale e finale.
Protagonista sarà poi il pubblico che nello spazio d’incontro davanti al Teatro Vittoria potrà trovare la Libreria della Montagna, a cura di Gianni Bussinelli Editore, aperta tutti i giorni con una selezione di pubblicazioni sui temi del Festival; la Trattoria Sociale con piatti della tradizione enogastronomica della Lessinia, a cura della Cooperativa Sociale Panta Rei, e l’Osteria del Festival, caffè e ristorante con una ricca offerta enogastronomica di prodotti della montagna veronese; il palcoscenico per gli incontri di Parole Alte, l’Aperitivo con il regista e i concerti serali con gruppi della tradizione popolare ed eventi di world ed etno-music. Qui all’aspetto culturale, come bene accessibile e integrato, il Festival intreccia l’attenzione al sociale attraverso iniziative mirate alla promozione dei valori dell’inclusione e del riscatto, dedicate in modo particolare a fasce di popolazione fragili coinvolte in un team di oltre 120 volontari.
Omaggio tematico
L’omaggio tematico del Festival sarà “la lingua madre”, inteso come ricerca delle proprie radici culturali e di consapevolezza della propria identità, di confronto con geografie, culture, tradizioni, usanze e storie diverse. La scelta è una naturale prosecuzione delle esplorazioni linguistiche e culturali che hanno attraversato i primi tre decenni della rassegna ed è un’esortazione a riflettere sul processo di omologazione culturale in atto nel nostro tempo. A partire da una considerazione: la montagna e in generale le zone rurali e periferiche costituiscono una riserva di ossigeno linguistico dove con gli idiomi minoritari rispetto alle zone urbane si conservano maggiormente e tengono vive usanze, tradizioni, ritualità e dinamiche sociali. Sono le radici nel passato che aiutano a rinsaldarsi nel presente come lo stesso manifesto del Festival riprende con la rielaborazione di un linguaggio pre-alfabetico: una lingua che precede la lingua.
Programma cinematografico
L’edizione 2026 del Film Festival della Lessinia darà spazio a cinematografie inconsuete che provengono soprattutto dal continente africano (Nigeria, Kenya, Ciad, Sudafrica) e dall’Oriente (Singapore, Hong Kong, Cambogia). La giuria internazionale sarà composta da: Helene Christanell (Italia), Azza Hourani (Giordania), Vanina Lappa (Italia), Diogo Varela Silva (Portogallo), Matthäus Wörle (Germania). Per la prima volta nella storia della rassegna le registe saranno la maggioranza.
Tra lungometraggi, cortometraggi e film di animazione saranno 22 i film nella sezione Concorso a competere per la Lessinia d’Oro al miglior film in assoluto, la Lessinia d’Argento per il miglior lungometraggio e per il miglior cortometraggio e il Premio della Giuria. Nella sezione FFDLgreen, dieci film parteciperanno all’assegnazione del premio “Green Planet Movie Award”. Otto opere cinematografiche comporranno invece la sezione Montagne italiane. Il Festival nel Festival FFDL+ avrà in programmazione 29 film di animazione e cortometraggi per bambini e adolescenti: una selezione internazionale sui temi della natura, del rapporto tra il mondo dell’infanzia e quello adulto, degli interrogativi di fronte alle sfide climatiche. La Retrospettiva renderà omaggio alla lingua madre vista dalla prospettiva femminile con quattro film di altrettante registe. Tra gli eventi speciali, il Festival presenterà, in anteprima assoluta, uno spettacolo visivo e musicale con la proiezione di rare immagini della trasmissione L’Italia dei dialetti, per gentile concessione degli archivi Rai, accompagnate dall’esibizione musicale di canzoni nei dialetti italiani.
31/07/2026, 15:57