MIX FESTIVAL DI CINEMA LGBTQ+ E CULTURA QUEER
40 - All’insegna del claim #whatsnext
La città di Milano si prepara ad accogliere la
40ª edizione del MiX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Cultura Queer. Il Piccolo Teatro Strehler, con il suo sagrato, e la Casa di Quartiere Garibaldi, in collaborazione gratuita con il Municipio 1 di Milano, ospiteranno infatti dal 17 al 20 settembre 2026, sotto la rinnovata co-direzione artistica di Lara Vespari e Federico Manzionna, una delle kermesse più significative del calendario LGBTQ+ internazionale.
Un importante anniversario all’insegna del claim-manifesto #whatsnext: un interrogativo che attraverserà l’intera prossima edizione come invito a guardare al futuro delle identità, dei linguaggi artistici, delle rappresentazioni e delle lotte, in un presente che chiede nuove immagini, nuove storie e nuove possibilità. Farà da fil rouge anche la sigla Louder than Shame, brano inedito di GoldQueer, inno di liberazione e orgoglio che trasforma giudizio e vergogna in forza collettiva, celebrando identità, visibilità e autodeterminazione.
Ad inaugurare il festival, giovedì 17 settembre, sarà l’anteprima nazionale di "
Leviticus". Presentato al Sundance 2026 e distribuito in Italia da Plaion Pictures, segna l'esordio nel lungometraggio del regista australiano Adrian Chiarella con un horror queer che intreccia coming-of-age, romance e soprannaturale. In una comunità cristiana fondamentalista dell'Australia rurale, due adolescenti sono costretti a reprimere il desiderio reciproco fino a quando una presenza oscura, capace di assumere le sembianze della persona amata, trasforma il senso di colpa in un incubo tangibile. Più che sullo spavento, Chiarella costruisce il film sull'orrore della vergogna interiorizzata e della violenza esercitata in nome della fede, facendo del mostro una metafora delle identità negate e rinnovando la tradizione del genere come strumento di critica sociale, restituendo un racconto intenso sulla repressione e sulla possibilità di sopravvivere a una società che trasforma l'amore in peccato.
Attesissima la proiezione fuori concorso di "
Coward", con il regista Lukas Dhont presente in sala, come highlight della giornata di sabato 19 settembre. Ambientato durante la Prima Guerra Mondiale, ne è protagonista Pierre, un soldato appena arrivato al fronte, ansioso di dimostrare il proprio valore. Nelle retrovie incontra Francis, che decide di risollevare il morale dei commilitoni allestendo uno spettacolo teatrale. Mentre la violenza imperversa, entrambi cercano un modo per sfuggire alla brutalità della guerra, anche solo per un istante. Presentato quest’anno al Festival di Cannes, sarà distribuito in Italia da MUBI.
Tra i documentari in concorso, "
Bouchra", di Orian Barki e Meriem Bennani, prende il suo titolo dall’omonima expat marocchina di 35 anni che vive a New York. Nel rapporto a distanza con sua madre, prova disagio nella propria identità queer. Sarà proprio la linea telefonica a fare da tramite tra New York e Casablanca, a far fluire i non-detti tra madre e figlia, a colmare la distanza tra le serate nei club di Brooklyn e la quiete di una casa in Marocco. Una autofiction animata e meta-cinematica (nella storia Bouchra è sia regista che personaggio, ed è come sua madre, un coyote) che riflette sui rapporti profondi, sulla loro difficoltà e sul lavoro che richiedono; sull’arte come strumento per scavare dentro di sé, ed esporsi, senza freni; sull'animazione come travestimento per far brillare la realtà di tutte le sue luci ed ombre; sull’identità di genere e sul potere della tecnologia. Sospeso tra realismo, autobiografia e finzione, questo lavoro è il culmine di un lungo processo creativo che fonde i linguaggi del documentario e dell’animazione 3D.
Non è da meno l’anteprima italiana di "
Mineshaft: The Cruising Murders" di Jeffrey Schwarz, altro documentario in concorso. A quasi 50 anni di distanza dall’uscita del thriller Cruising di William Friedkin, Jeffrey Schwarz riapre un capitolo controverso della storia queer. Nel 1980 la pellicola scatenò infatti in protesta la comunità LGBTQ+ statunitense: l’accusa era quella di cancellare le conquiste fatte dal movimento e di costringere i gay a nascondersi. Fu Al Pacino stesso, protagonista nei panni di un detective sotto copertura, a definire il film, anni dopo averlo girato, exploitative. Friedkin portava sullo schermo il ritratto di un serial killer che seminava all’epoca terrore nei leather bar di New York, stigmatizzando l'ambiente e chi lo frequentava. L’ispirazione era in particolare quella dell’omicidio del reporter di Variety, Addisson Verrill. Con Mineshaft: The Cruising Murders, Schwarz affida a voci diverse e a materiali d'archivio una nuova prospettiva sul film originale e sulle vicende che lo hanno ispirato, in un true crime che è anche un inno al cinema come atto di resistenza culturale e personale.
Oltre alle proiezioni, il festival conferma anche per la 40ª edizione la sua vocazione trasversale e multidisciplinare.
MiX Next è infatti il percorso di divulgazione e formazione del
MiX Festival: uno spazio aperto di incontro, confronto e scoperta, nato per accompagnare il pubblico dentro i processi creativi, i linguaggi e le trasformazioni del cinema contemporaneo. Attraverso masterclass, conversazioni e workshop, invita a scoprire il dietro le quinte delle opere, alimentare il pensiero critico ma soprattutto a interrogare il presente per immaginare il futuro.
Il programma di masterclass - novità assoluta di questa edizione - di
MiX Next riunisce alcune tra le voci più interessanti del panorama cinematografico e creativo contemporaneo, chiamate a condividere il proprio sguardo e il proprio processo artistico. Il regista Lukas Dhont guiderà una riflessione su come raccontare le emozioni attraverso immagini, gesti e silenzi; la sceneggiatrice Francesca Scialanca accompagnerà il pubblico alla scoperta della vita segreta dei personaggi, esplorando il lavoro di costruzione dell'interiorità nella scrittura cinematografica; con il fotografo Mauro Padula, in occasione dell'uscita del numero milanese della rivista Elska, il focus si sposterà sul ritratto e sul nudo maschile come strumenti per interrogare il potere dello sguardo e riflettere su rappresentazione, tabù e libertà, riscoprendo la fotografia come spazio di relazione, cura e autodeterminazione; Nat Tasha Lapiana e Luca Buttiglieri approfondiranno invece il tema del make-up cinematografico e del male impersonating, mentre Camila Fawape guiderà un incontro dedicato al ruolo della musica e delle colonne sonore nella costruzione dell'immaginario cinematografico.
Ad affiancare le masterclass, anche due workshop: un laboratorio di difesa personale con Luca Vitali e un'esperienza dedicata alla skincare naturale, per continuare a esplorare il rapporto tra corpo, identità e benessere anche oltre lo schermo.
Non mancherà infine, ad animare il sagrato del Piccolo Teatro Strehler, la programmazione
MiX Music a cura di Simone Bisantino, con DJ set e performance live di artistə della scena queer italiana.
Come di consueto, le proiezioni e le iniziative della 40ª edizione saranno a partecipazione gratuita per coloro che sosterranno il
MiX Festival tramite il tesseramento all'Associazione MIX MILANO APS. La tessera, del valore di 20€, è acquistabile sul sito del festival e permetterà di usufruire di convenzioni esclusive con partner del mondo della cultura, del benessere e del tempo libero. Anche quest’anno, inoltre, si conferma l’iniziativa della tessera sospesa, pratica solidale avviata nel 2020 che consente di acquistare una tessera per chi è in difficoltà.
Organizzato da MIX MILANO APS (Associazione di Promozione Sociale), il
MiX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Cultura Queer è diretto e prodotto da Lara Vespari e Federico Manzionna, con Roberta Gialotti coordinatrice della programmazione, insieme a un team di più di 20 persone e decine di volontarie e volontari.
06/08/2026, 13:02