Note di regia di "6-1-5 a Girare"
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6-1-5 a Girare" racconta il desiderio universale di essere visti e riconosciuti, anche nei contesti più improbabili. La sala scommesse è un microcosmo con le sue gerarchie rigide, i suoi rituali e le sue leggi non scritte: chi vince comanda, chi perde viene ignorato, quando non apertamente deriso. La parabola di Totò mette in scena l’illusione del successo come passaporto per l’appartenenza, e il modo in cui quella stessa illusione può trasformarsi in trappola. L’opera, nel mostrare l’ascesa e la caduta di un uomo comune, ci dice qualcosa sulle dinamiche di gruppo: è nel tracollo di Totò che il gruppo smette di vederlo come un bersaglio. Gli habitué si riconoscono in lui e nella sua malasorte, ne comprendono l’ossessione, perché con ogni probabilità ci sono passati. Il finale non regala riscatti né rivincite: i personaggi non cambiano le loro abitudini, ma è la natura dei loro legami a trasformarsi. Perché non conta vincere o perdere - conta essere considerati, essere riconosciuti..
Samuel Ferla