FILM FESTIVAL DIRITTI UMANI LUGANO 13 - Dall'11 al 18 ottobre
Dall’11 al 18 ottobre 2026 torna il
Film Festival Diritti Umani Lugano: otto giorni di proiezioni, dialoghi e visioni che attraversano il presente per interrogarlo. Storie capaci di scuotere, mettere in discussione e aprire nuovi orizzonti saranno al centro di una selezione di film provenienti da tutto il mondo, pensata per dare voce a realtà troppo spesso trascurate e creare occasioni di confronto. Ogni anno FFDUL si configura come uno spazio di incontro tra autrici e autori, coloro che lavorano sui temi dei diritti umani e il pubblico, dove il cinema diventa occasione per interrogare il presente e aprire nuove prospettive.
Si conferma, per il quarto anno consecutivo, anche la sezione del Concorso internazionale di lungometraggi del Film Festival Diritti Umani Lugano. Nato in occasione del decimo anno del festival, e dedicato alle opere che attraversano il presente e interrogano il mondo grazie al linguaggio cinematografico, il concorso si è affermato come un appuntamento capace di mettere in dialogo storie, sguardi e geografie diverse.
Accanto alle proiezioni con forum tematici e al Concorso internazionale di lungometraggi, un momento importante di FFDUL è il Premio Diritti Umani per l’Autore, che quest’anno viene assegnato alla regista camerunense Rosine Mbakam.
Questo riconoscimento, istituito da FFDUL nel 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, è dedicato ad autori e autrici che dimostrano, nel loro percorso artistico, un’attenzione e una particolare sensibilità ai temi dei Diritti Umani. Testimoni e spesso loro stessi protagonisti di ingiustizie e violazioni, fanno del mezzo cinematografico uno strumento potente di ricerca e denuncia. Il riconoscimento è quindi un modo fondamentale per sostenere, incoraggiare e soprattutto portare l’attenzione sul loro lavoro.
In passato è stato conferito a: Markus Imhoof, Hassan Fazili, Jason DaSilva, Alexander Nanau, Neary Adeline Hay, Manijeh Hekmat, Avi Mograbi e Garin Nugroho.
Un programma ricco e articolato, la cui proposta cinematografica e artistica, composta da film approfondimenti e analisi si svilupperà anche attraverso gli eventi del consolidato cartellone OLTREFESTIVAL in luoghi e secondo linguaggi non strettamente cinematografici. Il programma sarà presentato nella sua totalità, e quindi disponibile online, il 23 settembre in conferenza stampa.
“La tredicesima edizione del Film Festival Diritti Umani Lugano si presenta come una nuova, indispensabile sfida. I film che stiamo selezionando aprono un varco nella realtà, locale e internazionale, che non può più trovarci indifferenti,” raccontano i co-direttori Antonio Prata e Margherita Cascio. “Ancora una volta, e sempre di più, il festival deve portare su di sé la responsabilità della complessità e i film, le storie, le analisi e le testimonianze diventano fondamentali in questo lavoro. Il Premio Diritti Umani per l’Autore a Rosine Mbakam ne è un esempio forte: un’autrice che si è posta l’obiettivo di decolonizzare lo sguardo cinematografico per ridare giustizia al suo popolo, insegnando a noi a cambiare postura. Il desiderio è che i giorni di FFDUL possano essere momenti forti di scambio, riflessione e comunità, perché tutte e tutti noi abbiamo sempre più bisogno, in questo momento storico, di (ri)scoprire un modo, sicuramente complesso appunto, ma autentico, di ritrovare forza per e nelle lotte per i diritti umani.”
ALLA REGISTA CAMERUNENSE ROSINE MBAKAM IL PREMIO DIRITTI UMANI PER L’AUTORE 2026
Il Film Festival Diritti Umani Lugano assegna il Premio Diritti Umani per l’Autore 2026 alla regista camerunense Rosine Mbakam, considerata una delle più importanti cineaste contemporanee. Attraverso le sue opere capaci di muoversi tra documentario e finzione, Mbakam ha costruito uno sguardo personale e profondamente politico sulle eredità del colonialismo, sulla migrazione, sul razzismo sistemico e sulle forme di sfruttamento che attraversano la vita delle donne africane e della diaspora.
Della regista, e alla sua presenza, FFDUL proporrà Mambar Pierrette, presentato con successo in anteprima mondiale alla Quinzaine des Cinéastes del Festival di Cannes, e alcune altre sue opere (calendario in via di definizione).
Con questo riconoscimento, FFDUL premia un percorso coerente e necessario, capace di unire ricerca cinematografica e impegno civile. Il cinema di Rosine Mbakam non si limita a rendere visibili persone e storie spesso escluse dalla rappresentazione, ma invita il pubblico a interrogare la posizione dalla quale guarda, mettendo in discussione gerarchie, stereotipi e forme di dominio ancora presenti. La consapevolezza del ruolo storicamente ricoperto dal documentario nel legittimare il colonialismo l’ha portata a utilizzare lo stesso linguaggio cinematografico per decostruirne le eredità e cercare forme di rappresentazione più giuste nei confronti delle persone filmate.
Il suo cinema entra negli spazi della vita quotidiana - una casa, un salone di parrucchiera, una sartoria - e li trasforma in luoghi nei quali leggere rapporti di classe, genere, origine e potere. Al centro delle sue opere ci sono soprattutto donne camerunesi e africane che affrontano patriarcato, violenza, precarietà economica, razzismo e lavoro invisibile, ma anche donne capaci di creare reti di solidarietà e nuove possibilità di autonomia.
Mbakam rifiuta lo sguardo occidentale e vittimizzante rivolto al continente africano, rivendicando il diritto di raccontare le esperienze delle protagoniste dal punto di vista delle loro comunità. La sua macchina da presa non osserva dall’esterno, ma crea uno spazio di ascolto e relazione nel quale le persone filmate partecipano attivamente alla costruzione del racconto.
10/08/2026, 11:08