LOCARNO 79 - Presentato il progetto "Loving
Sebastiane" dedicato a Jarman
Era il 13 agosto 1976, un venerdì: al Festival di Locarno debuttava “Sebastiane”, il primo film del 34enne
Derek Jarman, girato in una remota spiaggia della Sardegna, interamente in lingua latina come scelta radicale, stilistica e provocatoria, scandita dalle sonorità elettroniche di Brian Eno. Un cortocircuito visivamente eversivo approdava così sul grande schermo rappresentando la figura e la storia del martirio di San Sebastiano in un ritratto catartico, gioioso e liberatorio dell'omosessualità, restituendo piena dignità ai sentimenti queer. Le reazioni a Locarno furono accese e dirompenti, di fronte a immagini esplicite che sfidavano la rigida censura del tempo, concepite come un manifesto politico, poetico e militante contro l'intolleranza: un'opera d'arte totale, audace e innovativa. A 50 anni da quella clamorosa prima, arriva l’annuncio del film documentario che racconterà “Sebastiane”: si tratta di una coproduzione italo-britannica,
Loving Sebastiane, scritto e diretto da Sergio Naitza, prodotto da Karel con RSH Films, realizzato con il contributo del Fondo Sviluppo della Regione Sardegna e il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission e della Società Umanitaria-Cineteca Sarda.
Ma c’è di più: per sottolineare un anniversario importante – i 50 anni dall’uscita del film in sala, a Londra – la produzione di Loving Sebastiane sta organizzando la reunion del cast e della crew, che si ritroveranno il 28 ottobre al Cinema Gate di Londra, dove Sebastiane veniva proiettato per la prima volta nella stessa data, nel 1976. Sarà l’occasione per ricordare l’importanza e l’impatto dirompente che il film ha prodotto nella storia del cinema e sulla scena culturale. «Intanto – spiega il regista, Sergio Naitza - i primi ciak sono già partiti fra il Regno Unito e l’Italia: fra Londra, il Galles e Cala Domestica, set di Sebastiane, la splendida insenatura nella zona mineraria del Sud Sardegna, sovrastata da una antica Torre che domina il panorama. La piccola comunità locale agro-pastorale, a metà degli anni Settanta, si trovò ad incontrare una crew di personalità della controcultura londinese. Un “incrocio” improbabile fra pastori e giovani intellettuali e artisti inglesi, eppure foriero di un arricchimento reciproco. Il film di Derek Jarman ha avuto nella storia del cinema e sulla scena culturale un impatto dirompente, rompendo i tabù dell’epoca e restituendo una gioiosa dignità ai sentimenti omosessuali. Ma nessun diritto è per sempre, e il nostro tempo lo dimostra ogni giorno. Loving Sebastiane guarda alle conquiste dei diritti civili del XX secolo, che il XXI secolo vede sempre più spesso vacillare dovunque vincono l’intolleranza e le barriere politiche, religiose e sociali».
Sebastiane utilizza la figura e la storia del martirio di San Sebastiano per una rappresentazione libera dell’omosessualità, cambiando radicalmente approccio alla questione e rivendicando il diritto a viverla normalmente, senza il timore della disapprovazione sociale. I primi ciak del documentario che lo racconta hanno permesso di ritrovare – fra gli altri - il produttore Howard Malin, l’artista Andrew Logan molto noto sulla scena britannica e amico personale di Derek Jarman, il protagonista del film Leonardo Treviglio, intervistato nel Salento, dove attualmente vive. Nel film sarà inclusa anche una intervista inedita con il grande Lindsay Kemp, protagonista del prologo di Sebastiane. Una conversazione realizzata da Sergio Naitza pochi mesi prima della scomparsa del mimo, attore, danzatore, e coreografo britannico.
Derek Jarman (1942 – 1994) è stato regista, scenografo, scrittore, poeta, pittore, giardiniere e attivista per i diritti dei gay: un leggendario artista totale. Durante la sua vita, era noto per essere audace e innovativo, grazie a film come Jubilee (1986), Caravaggio (1986), Edoardo II (1991), Wittgenstein (1993). Oltre ai lungometraggi e ai cortometraggi sperimentali in Super8, ha lavorato con musicisti e artisti chiave dell’epoca, tra cui The Smiths, Bryan Ferry, The Sex Pistols, The Pet Shop Boys, producendo video musicali e installazioni cinematografiche per spettacoli live.
San Sebastiano è una figura iconica nell’opera di pittori famosi come Caravaggio, Perugino, Rubens, Antonello da Messina, Guido Reni, Giorgione. Dipingere San Sebastiano significava per gli artisti raccontare qualcosa di sé, un codice cifrato che si associava alla rappresentazione del Santo non solo in pittura ma anche in letteratura: da Oscar Wilde che prese il nome di Sebastian Melmoth all’indomani della liberazione dal carcere, a Thomas Mann, che citò il santo ritirando il Premio Nobel nel 1929, dallo scrittore giapponese Yukio Mishima al drammaturgo Tennessee Williams.
Il regista. Sergio Naitza è regista, giornalista professionista, critico cinematografico. Ha pubblicato monografie su Amedeo Nazzari, Pedro Almodòvar, Sergio Citti, Andrzej Zulawski, Joseph Losey. Ha curato collane letterarie e di cinema. Fra i suoi ultimi documentari: L’isola di Medea (sul rapporto artistico e privato fra Pasolini e Callas), Dalla quercia alla palma (rievocazione del capolavoro dei fratelli Taviani Padre padrone), L’estate di Joe, Liz e Richard (dedicato al film flop Boom! di Losey), presentati e premiati in vari festival internazionali.
Fondata nel 1997, Karel è una società italiana di produzione cinematografica indipendente con base a Cagliari. Le sue produzioni sono caratterizzate da una grande varietà di stili e tematiche, lavora su progetti audiovisivi che spaziano dalla fiction al documentario, passando per opere particolari come progetti complessi multipiattaforma e fuori formato. La produzione. RSH Films è una società britannica di sviluppo e produzione cinematografica e televisiva.
13/08/2026, 08:01