LOCARNO 79 - IL CILENO di Sergio Casto San Martin
Due cileni a Torino, nell'anno 1976: da dove arrivano? Chi sono? Cosa possono sperare di fare?
"Il Cileno" di Sergio Castro San Martin, presentato in anteprima mondiale al Locarno Film Festival, in Piazza Grande, e dal 27 agosto nelle sale italiane, racconta l'arrivo in Italia di due minatori in fuga dal regime dittatoriale di Pinochet, che finiscono a Torino senza legami diretti ma con la speranza di una pace momentanea, in attesa di poter riprendere la strada del loro paese e riabbracciare i propri cari.
Aldo, in particolare, č un esperto di esplosivi e per questa sua capacitŕ finisce nella rete di un gruppo di terroristi a cui manca proprio uno come lui per dare il proprio contributo alla stagione del terrore che colpě l'Italia - e il capoluogo piemontese in modo particolare - in quel decennio. Lontano da moglie e figlio, Aldo accetta ma non vuole far esplodere nulla, prepara solo le bombe e non vuole saperne piů: un tentativo di tenersi la coscienza pulita, di tenersi "fuori" da quella realtŕ cosě lontana dalla sua. Un tentativo destinato a fallire per molti motivi, primo tra tutti l'incontro con Luciana, sorella del capo di quel gruppo terroristico che lo ospita, lo coinvolge, lo protegge. Lei č figlia di una famiglia bene, ma il suo impegno per aiutare le donne in un Paese che (ancora per poco) vieta il ricorso all'aborto la mette ugualmente in pericolo.
Ci sono tanti temi nella storia elaborata dal regista insieme a
Simona Nobile, piemontese doc capace di trovare nel testo quei legami con il territorio che danno forza al progetto (anche se molte idee vincenti sulla carta si sono poi dovute scontrare con una ristrettezza economico-produttiva che pesa sul risultato finale). Torino c'č, appare ribaltata all'inizio del racconto e quella "opposizione" sarŕ presente in molti modi e in molti momenti diversi. Il dialogo sulle "case gialle" resta una delle perle dei dialoghi del film.
Camilo Arancibia č Aldo, perfetto nel rendere il suo spaesamento nel trasferimento sforzato dal Cile a Torino ma forse troppo monocorde per rendere credibile il suo percorso emotivo.
Nel cast ci sono anche Gaetano Bruno nel ruolo di un maresciallo che negli anni Settanta avrebbe forse interpretato Volonté, Lorenzo Richelmy č il capo della cellula terroristica, Andrew Bargsted č Chapa, il "secondo" cileno.
Ma č
Sara Serraiocco nel ruolo di Luciana (un'aggiunta dall'autrice rispetto alla storia vera che č stata di ispirazione) a spiccare e dare quel "tocco" in piů a una storia con tanti spunti di interesse ma che si perde un po' nella seconda parte: al di lŕ di qualche stereotipo di troppo, la sua č un'interpretazione convincente e commovente.
15/08/2026, 11:22
Carlo Griseri