Note di regia di "Balcanica"
Mia nonna ha combattuto per la libertà negli anni Quaranta. Io sono cresciuto con lei, e le storie di libertà negate mi hanno sempre occupato la testa. Balcanica nasce anche da questo sentimento: dalla rabbia verso chi interrompe, nega, costringe, censura. Ero giovanissimo quando hanno bandito la musica in Afghanistan ma questa notizia è fermentata dentro di me per anni, fino a quando con Andrea Brusa abbiamo deciso di raccontare il viaggio di Nazar e Jalil – padre e figlio afghani, entrambi musicisti – accogliendo nel racconto lo sguardo occidentale di Greta, personaggio che esprime il nostro punto di vista. In Balcanica il corpo è un elemento fondamentale. È l’unico mezzo del viaggio, cammina, resiste al gelo, al caldo, alla paura. Attraversando i confini diventa custode di violenze, abusi, respingimenti. Facendo sì che ogni parte del viaggio resti inscritta sulla pelle
Nicola Sorcinelli