MIDDLE EAST NOW 17 - Prime anticipazioni
Dal 6 all'11 ottobre 2026 Firenze torna a ospitare il
Festival Middle East Now, che inaugura ufficialmente la rassegna 50 giorni di Cinema, con il suo programma che si terrà tra le sale del Cinema La Compagnia, del Cinema Astra e altre location in città.
Giunta alla sua 17ª edizione, la manifestazione si conferma uno spazio di scoperta e dialogo, pensato per raccontare la cultura contemporanea e la complessa realtà del Medio Oriente al di là dei soliti stereotipi e delle narrazioni mainstream.
Quest'anno il cuore del festival è racchiuso nel tema "RADICAL MOVEMENTS", che segna un'evoluzione importante: se la scorsa edizione invitava a immaginare realtà alternative, quest'anno ci si sposta decisamente verso l'azione e il movimento. Il festival esplorerà il concetto di movimento in tutte le sue sfaccettature: da quello fisico e transfrontaliero delle migrazioni - viste sia come risposta ai conflitti sia come opportunità di incontro culturale - fino ai movimenti sociali e politici che nascono come reazione collettiva al presente.
Attraverso una selezione di cinema, documentari e arti visive, registi, artisti e attivisti proporranno dei veri e propri "contro-racconti", capaci di difendere la memoria storica e mostrare la straordinaria, vitale pluralità di una regione in continua trasformazione.
Sulla scia del tema il programma cinema proporrà focus su Palestina, Iran, Iraq, Libano ma anche Egitto, Marocco, Afghanistan e Sudan, attraverso film e documentari pluripremiati ai festival internazionali, i titoli maggiormente offrono storie forti, di movimento e resistenza alla drammaticità dei conflitti e alla situazione geopolitica attuale.
Tra i titoli in programma, solo per citarne alcuni, dalla Palestina lo straordinario documentario immersivo “Gaza's Twins, Come Back to Me” di Mohammed Sawwaf, che racconta la lotta di una madre che cerca di riunirsi ai suoi due figli gemelli separati alla nascita dalla guerra; dal Marocco il documentario “Out of School” di Hind Bensari, spaccato della vita in un remoto villaggio arroccato sulle montagne dell'Atlante, con protagonisti un fratello e una sorella costretti ad abbandonare gli studi prima ancora di aver completato l'infanzia; dall’Iraq, l’anteprima del potente e intimo documentario “Flana” della regista Zahraa Ghandour, che accende i riflettori sul tema delle bambine irachene abbandonate, maltrattate e persino uccise perché considerate indesiderate. E poi l’Iran con “A Fox Under a Pink Moon", film vincitore dell’ultima edizione di IDFA, realizzato assemblando cinque anni di riprese effettuate con il cellulare dalla protagonista, Soraya - e intervallato da animazioni surreali basate sui suoi disegni di artista - il film di Mehrdad Oskouei costituisce una rara e preziosa testimonianza diretta delle sofferenze vissute dai rifugiati afgani.
Tra le altre anticipazioni di un programma in forte sinergia con i linguaggi contemporanei, l’edizione 2026 darà spazio oltre ai film più rappresentativi di un Medio Oriente in movimento, anche alle forme creative di giovani artisti visivi palestinesi, alle sonorità di progetti musicali sospesi tra tradizione ed elettronica d'avanguardia, e alla forza espressiva del teatro contemporaneo incentrato sul tema dello sradicamento. Non mancheranno incursioni uniche nella cultura culinaria, ispirate a progetti che fondono l'identità irachena e iraniana in un'ottica di comunità e condivisione, accanto a un programma di talk ed incontri focalizzati sui temi più caldi del momento, sull’evoluzione delle società mediorientali e sull'attivismo culturale.
Un mosaico di storie e geografie umane che, partendo dall’urgenza emotiva e collettiva, trasforma il festival in una vibrante piattaforma di orientamento culturale all'interno della 50 Giorni di Cinema a Firenze.
27/08/2026, 08:11