VENEZIA 83 - A Tinto Brass il ‘Premio Pietro Bianchi 2026’
Va quest’anno a
Tinto Brass il prestigioso
Premio Pietro Bianchi, riconoscimento che i Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI) consegnano tradizionalmente al Lido – da sempre d’intesa con la Biennale di Venezia - ad una personalità eccellente del cinema italiano. Un tributo che si lega quest’anno più che mai alla Biennale presieduta da Pietrangelo Buttafuoco, con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica diretta da Alberto Barbera, che dedicano la preapertura, al suo film Col cuore in gola (1967), presentato in anteprima mondiale martedì 1° settembre nella versione restaurata in digitale 4k dal CSC – Cineteca Nazionale con il decisivo supporto di Netflix e utilizzando i materiali degli aventi diritto Compass Film.
“Regista, sceneggiatore, montatore, scrittore e anche attore, Tinto Brass è maestro di un cinema radicalmente libero, visionario e anticipatore, capace di attraversare i generi e le epoche con la forza di uno sguardo sempre irriverente, anticonformista e profondamente vitale” si legge nella motivazione dei Giornalisti Cinematografici. “Brass ha saputo reinventare il linguaggio cinematografico con il gusto del cinema d’autore e, insieme, l’istinto del grande sperimentatore. Un protagonista unico del cinema italiano che ha osato guardare oltre le regole dello sguardo per inventarsi l’immaginario di un cinema siglato da provocazioni culturali che hanno segnato la storia del costume e dello spettacolo”.
Col cuore in gola (1967)
Thriller pop diretto e montato con piglio personalissimo da Tinto Brass, Col cuore in gola fu girato interamente a Londra, protagonisti d’eccezione Jean-Louis Trintignant ed Ewa Aulin, primo film della triade di pellicole ambientate nella capitale realizzato con la speciale consulenza grafica di Guido Crepax, Liberamente ispirato al romanzo Il sepolcro di carta di Sergio Donati, sceneggiato da Tinto Brass, Francesco Longo e Piere Lévy-Corti e accompagnato dalla colonna sonora di Armando Trovajoli, Col cuore in gola è la storia del breve, ma fatale incontro fra un attore francese che si imbatte in una giovane donna in stato di choc trovata di fronte al cadavere di un uomo.
Il restauro
Realizzato dal CSC – Cineteca Nazionale con il decisivo supporto di Netflix e utilizzando i materiali degli aventi diritto Compass Film, il restauro restituisce splendore a un’opera cult, manifesto del cinema libero e sperimentale degli anni Sessanta, che grazie alla Mostra 83 torna sul grande schermo a testimoniare la modernità radicale di un autore che ha saputo anticipare i tempi, ridefinendo i confini del linguaggio visivo.
Il Premio Pietro Bianchi
Nato nel 1977, da sempre in collaborazione con la Biennale, il riconoscimento che celebra quest’anno i primi 50 anni dalla morte di Pietro Bianchi, viene assegnato dai Giornalisti Cinematografici Italiani d’intesa con la Mostra del Cinema, attribuito a un’intera generazione di registi e sceneggiatori, ma anche ad alcuni autori della fotografia e attori tra i più rappresentativi protagonisti del più grande cinema italiano: da Mario Soldati, il primo a riceverlo della storia del Premio, a Zavattini, e poi Blasetti, Castellani, Zampa, Lattuada, Monicelli, Comencini, De Santis, Rosi, Risi, Scola, Paolo e Vittorio Taviani, Magni, Lizzani, Bertolucci, Antonioni. Il Premio è andato anche agli sceneggiatori Suso Cecchi D’Amico, Age e Scarpelli e Tonino Guerra, agli autori della fotografia Giuseppe Rotunno e Vittorio Storaro, al montatore Roberto Perpignani e a molti altri nomi eccellenti, tra i quali solo alcuni attori. Tra loro Sophia Loren, Claudia Cardinale, Virna Lisi, Michele Placido. Negli anni Duemila è il Bianchi è stato attribuito simbolicamente ai grandi della critica italiana, e a due protagonisti della comunicazione come Enrico Lucherini e Vincenzo Mollica. Tra gli autori lo hanno ricevuto anche Marco Bellocchio, Giuliano Montaldo e Citto Maselli, Gianni Amelio, Enzo D’Alò, Gabriele Salvatores, Ermanno Olmi, Ugo Gregoretti, Dario Argento e ha festeggiato, nelle ultime edizioni, anche due straordinarie attrici come Dominique Sanda e Stefania Sandrelli, e poi ancora Sergio Castellitto, Nanni Moretti e Antonio Capuano, Premio Bianchi 2025.
31/08/2026, 11:53